Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber X - 10

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber X - 10

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10. Ceterum ad Nequinum oppidum cum segni obsidione tempus tereretur, duo ex oppidanis, quorum erant aedificia iuncta muro, specu facto ad stationes Romanas itinere occulto perveniunt; inde ad consulem deducti praesidium armatum se intra moenia et muros accepturos confirmant. Nec aspernanda res visa neque incaute credenda. Cum altero eorum -- nam alter obses retentus -- duo exploratores per cuniculum missi; per quos satis comperta re trecenti armati transfuga duce in urbem ingressi nocte portam, quae proxima erat, cepere. Qua refracta consul exercitusque Romanus sine certamine urbem invasere. Ita Nequinum in dicionem populi Romani venit. Colonia eo adversus Umbros missa a flumine Narnia appellata; exercitus cum magna praeda Romam reductus. Eodem anno ab Etruscis adversus indutias paratum bellum; sed eos alia molientes Gallorum ingens exercitus fines ingressus paulisper a proposito avertit. Pecunia deinde, qua multum poterant, freti, socios ex hostibus facere Gallos conantur ut eo adiuncto exercitu cum Romanis bellarent. De societate haud abnuunt barbari: de mercede agitur. Qua pacta acceptaque cum parata cetera ad bellum essent sequique Etruscus iuberet, infitias eunt mercedem se belli Romanis inferendi pactos: quidquid acceperint accepisse, ne agrum Etruscum vastarent armisque lacesserent cultores; militaturos tamen se, si utique Etrusci velint, sed nulla alia mercede quam ut in partem agri accipiantur tandemque aliqua sede certa consistant. Multa de eo concilia populorum Etruriae habita nec perfici quicquam potuit, non tam quia imminui agrum quam quia accolas sibi quisque adiungere tam efferatae gentis homines horrebat. Ita dimissi Galli pecuniam ingentem sine labore ac periculo partam rettulerunt. Romae terrorem praebuit fama Gallici tumultus ad bellum Etruscum adiecti; eo minus cunctanter foedus ictum cum Picenti populo est.


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