Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Vii - 31

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Vii - 31

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31. Semmotis deinde legatis, cum consultus senatus esset, etsi magnae parti urbs maxima opulentissimaque Italiae, uberrimus ager marique propinquus ad varietates annonae horreum populi Romani fore videbatur, tamen tanta utilitate fides antiquior fuit responditque ita ex auctoritate senatus consul. "Auxilio vos, Campani, dignos censet senatus; sed ita vobiscum amicitiam institui par est, ne qua vetustior amicitia ac societas violetur. Samnites nobiscum foedere iuncti sunt; itaque arma, deos prius quam homines violatura, adversus Samnites vobis negamus; legatos, sicut fas iusque est, ad socios atque amicos precatum mittemus, ne qua vobis vis fiat." Ad ea princeps legationis- sic enim domo mandatum attulerant -- "quando quidem" inquit, "nostra tueri adversus vim atque iniuria iusta vi non voltis, vestra certe defendetis; itaque populum Campanum urbemque Capuam, agros, delubra deum, divina humanaque omnia in vestram, patres conscripti, populique Romani dicionem dedimus, quidquid deinde patiemur dediticii vestri passuri". Sub haec dicta omnes, manus ad consules tendentes, pleni lacrimarum in vestibulo curiae procubuerunt. Commoti patres vice fortunarum humanarum, si ille praepotens opibus populus, luxuria superbiaque clarus, a quo paulo ante auxilium finitimi petissent, adeo infractos gereret animos, ut se ipse suaque omnia potestatis alienae faceret. Tum iam fides agi visa deditos non prodi; nec facturum aequa Samnitium populum censebant, si agrum urbemque per deditionem factam populi Romani oppugnarent. Legatos itaque extemplo mitti ad Samnites placuit. Data mandata, ut preces Campanorum, responsum senatus amicitiae Samnitium memor, deditionem postremo factam Samnitibus exponerent; peterent pro societate amicitiaque, ut dediticiis suis parcerent neque in eum agrum qui populi Romani factus esset hostilia arma inferrent; si leniter agendo parum proficerent, denuntiarent Samnitibus populi Romani senatusque verbis, ut Capua urbe Campanoque agro abstinerent. Haec legatis agentibus in concilio Samnitium adeo est ferociter responsum, ut non solum gesturos se esse dicerent id bellum sed magistratus eorum e curia egressi stantibus legatis praefectos cohortium vocarent iisque clara voce imperarent ut praedatum in agrum Campanum extemplo proficiscerentur.


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