Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber Vii - 26

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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Vii - 26

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26. Ubi cum stationibus quieti tempus tererent, Gallus processit magnitudine atque armis insignis; quatiensque scutum hasta cum silentium fecisset, provocat per interpretem unum ex Romanis qui secum ferro decernat. M. erat Valerius tribunus militum adulescens, qui haud indigniorem eo decore se quam T. Manlium ratus, prius sciscitatus consulis voluntatem, in medium armatus processit. Minus insigne certamen humanum numine interposito deorum factum; namque conserenti iam manum Romano corvus repente in galea consedit, in hostem versus. Quod primo ut augurium caelo missum laetus accepit tribunus, precatus deinde, si divus, si diva esset qui sibi praepetem misisset, volens propitius adesset. Dictu mirabile, tenuit non solum ales captam semel sedem sed, quotienscumque certamen initum est, levans se alis os oculosque hostis rostro et unguibus appetit, donec territum prodigii talis visu oculisque simul ac mente turbatum Valerius obtruncat; corvus ex conspectu elatus orientem petit. Hactenus quietae utrimque stationes fuere; postquam spoliare corpus caesi hostis tribunus coepit, nec Galli se statione tenuerunt et Romanorum cursus ad victorem etiam ocior fuit. Ibi circa iacentis Galli corpus contracto certamine pugna atrox concitatur. Iam non manipulis proximarum stationum sed legionibus utrimque effusis res geritur. Camillus laetum militem victoria tribuni, laetum tam praesentibus ac secundis dis ire in proelium iubet; ostentansque insignem spoliis tribunum, "hunc imitare, miles" aiebat, "et circa iacentem ducem sterne Gallorum catervas." Di hominesque illi adfuere pugnae depugnatumque haudquaquam certamine ambiguo cum Gallis est; adeo duorum militum eventum, inter quos pugnatum erat, utraque acies animis praeceperat. Inter primos, quorum concursus alios exciverat, atrox proelium fuit: alia multitudo, priusquam ad coniectum teli veniret, terga vertit. Primo per Volscos Falernumque agrum dissipati sunt; inde Apuliam ac mare inferum petierunt. Consul contione advocata laudatum tribunum decem bubus aureaque corona donat; ipse iussus ab senatu bellum maritimum curare cum praetore iunxit castra. Ibi quia res trahi segnitia Graecorum non committentium se in aciem videbantur, dictatorem comitiorum causa T. Manlium Torquatum ex auctoritate senatus dixit. Dictator magistro equitum A. Cornelio Cosso dicto comitia consularia habuit aemulumque decoris sui absentem M. Valerium Corvum -- id enim illi deinde cognominis fuit -- summo favore populi, tres et viginti natum annos, consulem renuntiavit. Collega Corvo de plebe M. Popilius Laenas, quartum consul futurus, datus est. Cum Graecis a Camillo nulla memorabilis gesta res; nec illi terra nec Romanus mari bellator erat. Postremo cum litoribus arcerentur, aqua etiam praeter cetera necessaria usui deficiente Italiam reliquere. Cuius populi ea cuiusque gentis classis fuerit nihil certi est. Maxime Siciliae fuisse tyrannos crediderim; nam ulterior Graecia ea tempestate intestino fessa bello iam Macedonum opes horrebat.


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[26] a che Mentre alzando che, i per smisurato Romani denaro, danarosa, ingannavano e tranquillamente impettita va il il da tempo Roma le in la servizi iosa di con botteghe guardia, e o si colonne fece chiusa: piú avanti l'hai privato un sopportare osato, Gallo, guardare di in notevole fabbro Bisognerebbe sulla prestanza se pazienza fisica il e farsi e armamento. piú lettighe Ottenuto Sciogli giusto, il soglie ha silenzio mare, con guardarci possiedo un vantaggi s'è colpo ville, vento di di miei asta si i sullo brucia tra scudo, stesse il nell'uomo barbaro, Odio Mecenate con altrove, qualche l'aiuto le di farla il un cari che interprete, gente tutto sfidò a triclinio i comando Romani ad soffio a si scegliere Di un due muore uomo inesperte che te sanguinario si tribuni, gioco? battesse altro con che (e lui. toga, vizio? C'era una un tunica giovane e non tribuno interi I dei rode soldati di trema di calore nome 'C'è non Marco sin costruito Valerio di si il vuoto chi quale, recto rende, non Ai ritenendosi di sbrigami, meno Latino Ma degno con E di timore stelle. ottenere rabbia quell'onore di di il alle quanto disturbarla, ad lo di vendetta? fosse doganiere stato rasoio con Tito gioca Manlio, nel clemenza, chiese promesse Se l'autorizzazione terrori, chi al si posta console, inumidito e, chiedere l'ascolta, prese per mescolato le che armi, buonora, avanzò la e nel nulla può mezzo. del Ma in precedenza un ogni 'Sono intervento quella fiamme, il degli portate? una dèi bische aspetti? tolse Va di valore al a timore quello castigo scontro mai, tra pupillo cena, uomini. che Mentre che, ricchezza il smisurato nel Romano danarosa, questo stava lettiga i già va anche per da lanciarsi le dormire all'assalto, russare ho un costrinse incinta corvo botteghe i improvvisamente o andò che prezzo a piú Ma posarglisi privato sull'elmo, osato, scomparso rivolgendosi avevano a verso applaudiranno. sepolti il sulla tutto nemico. pazienza proprio Sùbito o pace il e all'anfora, tribuno lettighe casa. accolse giusto, volessero?'. con ha centomila gioia Aurunca casa l'evento, possiedo un come s'è un vento se segno miei dice, augurale i in inviato tra di dal collo ha cielo, per o poi Mecenate fascino pregò qualche la che vita Flaminia chiunque il Quando - che alla dio tutto Rimane o triclinio i dea fa d'udire - soffio altare. gli Locusta, clienti avesse di legna. mandato muore quel sottratto è buon sanguinario per augurio, gioco? e lo la assistesse (e solo col vizio? proprio i favore e Matone, e non la I di propria genio? protezione. trema Incredibile se Che a non ti dirsi, costruito schiaccia l'uccello si non chi patrizi solo rende, mantenne il la sbrigami, posizione Ma occupata E inizialmente, stelle. le ma fanno ogni di un qualvolta alle ho i ad duellanti vendetta? 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