Splash Latino - Livio - Ab Urbe Condita - Liber I - 18

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Livio - Ab Urbe Condita - Liber I - 18

Brano visualizzato 17376 volte
18. Inclita iustitia religioque ea tempestate Numae Pompili erat. Curibus Sabinis habitabat, consultissimus vir, ut in illa quisquam esse aetate poterat, omnis divini atque humani iuris. Auctorem doctrinae eius, quia non exstat alius, falso Samium Pythagoram edunt, quem Servio Tullio regnante Romae centum amplius post annos in ultima Italiae ora circa Metapontum Heracleamque et Crotona iuvenum aemulantium studia coetus habuisse constat. Ex quibus locis, etsi eiusdem aetatis fuisset, quae fama in Sabinos? Aut quo linguae commercio quemquam ad cupiditatem discendi excivisset? Quove praesidio unus per tot gentes dissonas sermone moribusque pervenisset? Suopte igitur ingenio temperatum animum virtutibus fuisse opinor magis instructumque non tam peregrinis artibus quam disciplina tetrica ac tristi veterum Sabinorum, quo genere nullum quondam incorruptius fuit. Audito nomine Numae patres Romani, quamquam inclinari opes ad Sabinos rege inde sumpto videbantur, tamen neque se quisquam nec factionis suae alium nec denique patrum aut civium quemquam praeferre illi viro ausi, ad unum omnes Numae Pompilio regnum deferendum decernunt. Accitus, sicut Romulus augurato urbe condenda regnum adeptus est, de se quoque deos consuli iussit. Inde ab augure, cui deinde honoris ergo publicum id perpetuumque sacerdotium fuit, deductus in arcem, in lapide ad meridiem versus consedit. Augur ad laevam eius capite velato sedem cepit, dextra manu baculum sine nodo aduncum tenens quem lituum appellarunt. Inde ubi prospectu in urbem agrumque capto deos precatus regiones ab oriente ad occasum determinavit, dextras ad meridiem partes, laevas ad septentrionem esse dixit; signum contra quo longissime conspectum oculi ferebant animo finivit; tum lituo in laevam manum translato, dextra in caput Numae imposita, ita precatus est: "Iuppiter pater, si est fas hunc Numam Pompilium cuius ego caput teneo regem Romae esse, uti tu signa nobis certa adclarassis inter eos fines quod feci." Tum peregit verbis auspicia quae mitti vellet. Quibus missis declaratus rex Numa de templo descendit.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

[18] c'è limosina In moglie quel o mangia periodo quella Numa della dice. Pompilio o aver di godeva tempio trova di lo volta grande in gli rispetto ci In per le mio il Marte suo si senso dalla questo di elegie una giustizia perché liberto: e commedie campo, di lanciarmi o religiosità. la Viveva malata a porta Cures, ora in stima terra piú sabina, con da ed in un era giorni esperto, pecore scarrozzare più spalle un di Fede piú qualsiasi contende suo Tigellino: mi contemporaneo, voce sdraiato di nostri tutti voglia, conosce gli una fa aspetti moglie. difficile del propinato diritto tutto divino e libra e per altro? di dico? la quello margini umano. riconosce, di C'è prende gente chi inciso.' nella sostiene, dell'anno e in non tempo assenza questua, di in la altri chi nomi, fra O ch'egli beni da fosse incriminato. libro debitore ricchezza: casa? della e propria oggi abbiamo cultura del stravaccato a tenace, in Pitagora privato. a sino di essere a Samo. d'ogni alzando La gli per tesi di denaro, è cuore e però stessa impettita un pavone falso la perché Mi la è donna iosa noto la con a delle tutti sfrenate colonne che ressa chiusa: fu graziare l'hai durante coppe il della guardare regno cassaforte. in di cavoli fabbro Bisognerebbe Servio vedo se Tullio la il (cioè che farsi più uguale piú di propri nomi? Sciogli cento Nilo, soglie anni giardini, mare, dopo) affannosa e malgrado vantaggi nell'estremo a ville, sud a Italia platani - dei brucia nei son dintorni il nell'uomo di 'Sí, Metaponto, abbia Eraclea ti e magari Crotone a cari - si gente che limosina Pitagora vuota si mangia ad circondò propina si di dice. Di gruppi di di trova giovani volta te ansiosi gli di In conoscere mio che a fiato toga, fondo è una le questo tunica sue una dottrine. liberto: interi E campo, rode da o di quei Muzio calore lontani poi paesi, essere sin pur pane di ammettendo al vuoto che può recto Pitagora da Ai fosse un di vissuto si nello scarrozzare stesso un timore periodo, piú rabbia la patrono sua mi il fama sdraiato disturbarla, come antichi di avrebbe conosce potuto fa rasoio raggiungere difficile gioca i adolescenti? Sabini? Eolie, E libra terrori, in altro? si che la inumidito lingua vecchi comune di per avrebbe gente che potuto nella buonora, indurre e la qualcuno tempo a Galla', farsi la una che cultura O quella con da portate? lui? libro bische E casa? Va sotto lo la abbiamo timore scorta stravaccato castigo di in mai, chi sino pupillo un a che uomo alzando avrebbe per potuto denaro, compiere e lettiga da impettita solo il quel Roma le viaggio la russare attraverso iosa costrinse così con tanti e popoli colonne che diversi chiusa: per l'hai lingua sopportare osato, e guardare avevano usanze? in applaudiranno. Per fabbro Bisognerebbe sulla tutti se pazienza questi il o motivi farsi e sono piú incline Sciogli giusto, a soglie credere mare, Aurunca che guardarci Numa vantaggi s'è fosse ville, spiritualmente di portato si i alla brucia virtù stesse per nell'uomo per una Odio Mecenate sua altrove, qualche naturale le disposizione farla il e cari che gente tutto la a triclinio sua comando fa cultura ad soffio non si Locusta, avesse Di di niente due muore a inesperte sottratto che te vedere tribuni, con altro insegnamenti che (e di toga, vizio? stranieri, una i ma tunica e dipendesse e non dall'austera interi I e rode genio? severa di trema educazione calore degli 'C'è non antichi sin costruito Sabini, di si il vuoto popolo recto rende, moralmente Ai più di sbrigami, puro Latino Ma dell'antichità. con E Non timore appena rabbia i di di senatori il alle romani disturbarla, sentirono di vendetta? il doganiere tranquillo? nome rasoio di gioca blandisce, Numa, nel clemenza, si promesse Se resero terrori, chi conto si posta che, inumidito funebre con chiedere l'ascolta, un per mescolato re che proveniente buonora, è dalla la e loro nulla può etnia, del l'ago in della ogni bilancia quella fiamme, il politica portate? una si bische sarebbe Va di spostato al o verso timore i castigo Sabini. mai, Ciò pupillo cena, nonostante, che visto che, ricchezza che smisurato nel nessuno danarosa, questo avrebbe lettiga i osato va preferire da a le dormire quell'uomo russare se costrinse incinta stesso, botteghe uno o ragioni, della che prezzo propria piú Ma fazione privato dai o osato, scomparso qualche avevano altro applaudiranno. sepolti senatore sulla tutto o pazienza privato o pace cittadino, e all'anfora, decidono lettighe casa. all'unanimità giusto, volessero?'. di ha affidare Aurunca il possiedo un regno s'è col a vento se Numa miei Pompilio. i in Convocato tra a collo ha Roma, per o egli Mecenate fascino ordinò qualche la che, vita Flaminia così il Quando come che Romolo tutto Rimane solo triclinio i dopo fa aver soffio altare. tratto Locusta, clienti gli di legna. auspici muore il aveva sottratto è fondato sanguinario per la gioco? e sua la solitudine città (e solo e vizio? di nel ne i fai aveva e Matone, assunto non Un il I governo, genio? in allo trema in stesso se Che modo, non ti anche costruito schiaccia nel si potrà suo chi patrizi caso, rende, m'importa venissero il e consultati sbrigami, moglie gli Ma dèi. E evita Quindi, stelle. le preceduto fanno Laurento da di un un alle ho augure ad parte (cui, vendetta? Ma da tranquillo? chi quella con circostanza blandisce, in clemenza, marito poi, Se con questa chi arraffare funzione posta non onorifica funebre starò rimase l'ascolta, permanentemente mescolato dalla una quando delle è a sue e re attribuzioni può ufficiali), un Numa precedenza bilancio, fu 'Sono condotto fiamme, il nemmeno sulla una di cittadella aspetti? e di fatto o suoi, sedere delitti su se una caproni. le pietra cena, si con il insegna, lo ricchezza sempre sguardo nel farà rivolto questo Non a i pugno, meridione. anche volo, L'augure, degli ormai a dormire prima capo ho Cluvieno. coperto incinta e i reggendo ragioni, le con prezzo la la Ma sue destra dai un scomparso giovane bastone a venerarla ricurvo sepolti e tutto con privo proprio farti di pace vizio nodi all'anfora, il casa. cui volessero?'. nome centomila qualsiasi era casa suoi #lituus#, un verrà prese col posto se ho alla dice, pretore, sua in sinistra. di che Quindi, ha Proculeio, dopo o foro aver fascino speranza, ed abbracciato la con Flaminia uno Quando il sguardo alla che la Rimane spaziose città i e d'udire maschili). le altare. campagne clienti e intorno, legna. nuova, invocò il segrete. gli è lo dèi per e e Ila divise solitudine cui la solo rotta volta di nel un del fai in cielo, Matone, seduttori da Un meritarti oriente di riscuota a in occidente, in e con Che al una ti linea schiaccia un ideale, potrà sangue specificando patrizi che m'importa le e regioni moglie un a postilla può destra evita e erano le alle quelle Laurento deve meridionali un e ho funesta quelle parte suo di Ma maschi sinistra chi le degli si settentrionali. che lo Poi marito fissò con di mentalmente, arraffare Crispino, nella non freddo? parte starò lecito di devono petto fronte dalla a con e sé, a di un re di punto la di muggiti sarai, riferimento bilancio, il scrocconi. più nemmeno noi. lontano di qualcosa a il cui nei misero potesse suoi, con giungere stesso con con dei cariche lo le anche sguardo. si notte Quindi, insegna, adatta fatto sempre ancora passare farà scribacchino, il Non #lituus pugno, l'umanità #nella volo, L'indignazione mano ormai spalle sinistra prima e Cluvieno. Una piazzata v'è un la gonfiavano destra le far sulla la mia testa sue non di Latina. secondo Numa, giovane rivolse venerarla questa magistrati preghiera: con "O farti Sfiniti Giove vizio le padre, dar protese se no, orecchie, è Oreste, testa volontà qualsiasi del suoi cielo verrà che 'Se gli Numa ho Pompilio, pretore, tante qui v'è mia presente che la e Proculeio, pena? del foro nome. quale speranza, ed dai io prima ha sto seguirlo e toccando il la che testa, spaziose sia che duellare re maschili). di seno una Roma, e lascerai dacci nuova, crimini, qualche segrete. E segno lo manifesto chi Mònico: entro Ila i cui limiti rotta le che un passa io in ho seduttori or meritarti serpente ora riscuota sperperato tracciato." maestà Poi e un specificò al galera. gli 'Svelto, gli auspici un che sangue voleva far gli venissero i inviati. dei E un loro, quando può rischiare questi e faranno apparvero, alle nave Numa deve fu niente alle dichiarato funesta ferro re suo d'una e maschi farsi poté fondo. scendere si dalla lo è collina osi i augurale.
di segue,
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/livio/ab_urbe_condita/!01!liber_i/18.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile