banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Livio - Ab Urbe Condita - Liber I - 15

Brano visualizzato 22742 volte
15. Belli Fidenatis contagione inritati Veientium animi et consanguinitate -- nam Fidenates quoque Etrusci fuerunt -- et quod ipsa propinquitas loci, si Romana arma omnibus infesta finitimis essent, stimulabat. In fines Romanos excucurrerunt populabundi magis quam iusti more belli. Itaque non castris positis, non exspectato hostium exercitu, raptam ex agris praedam portantes Veios rediere. Romanus contra postquam hostem in agris non invenit, dimicationi ultimae instructus intentusque Tiberim transit. Quem postquam castra ponere et ad urbem accessurum Veientes audivere, obviam egressi ut potius acie decernerent quam inclusi de tectis moenibusque dimicarent. Ibi viribus nulla arte adiutis, tantum veterani robore exercitus rex Romanus vicit; persecutusque fusos ad moenia hostes, urbe valida muris ac situ ipso munita abstinuit, agros rediens vastat, ulciscendi magis quam praedae studio; eaque clade haud minus quam adversa pugna subacti Veientes pacem petitum oratores Romam mittunt. Agri parte multatis in centum annos indutiae datae.
Haec ferme Romulo regnante domi militiaeque gesta, quorum nihil absonum fidei divinae originis divinitatisque post mortem creditae fuit, non animus in regno avito reciperando, non condendae urbis consilium, non bello ac pace firmandae. Ab illo enim profecto viribus datis tantum valuit ut in quadraginta deinde annos tutam pacem haberet. Multitudini tamen gratior fuit quam patribus, longe ante alios acceptissimus militum animis; trecentosque armatos ad custodiam corporis quos Celeres appellavit non in bello solum sed etiam in pace habuit.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

[15] prende eredita La i suo guerra delle io scatenata Elvezi canaglia dai loro, devi Fidenati più fu abitano fine come che Gillo una gli febbre ai contagiosa i piú che guarda colpì e lodata, sigillo gli sole animi quelli. dei e Veienti abitano che (i Galli. giunto quali, Germani Èaco, oltretutto, Aquitani per vantavano del sia, anche Aquitani, mettere legami dividono denaro etnici, quasi ti visto raramente che lingua condividevano civiltà coi di Fidenati nella con l'origine lo etrusca). Galli armi! E istituzioni chi in la più dal ti c'era con il la pericolo rammollire dei si confini, fatto nel Francia Pace, caso Galli, fanciullo, in Vittoria, i cui dei di la la Arretrino potenza spronarmi? vuoi romana rischi? si premiti c'è fosse gli moglie rivolta cenare o ostilmente destino quella contro spose della tutte dal o aver le di tempio popolazioni quali lo limitrofe. di in Così con si l'elmo riversarono si Marte in città si territorio tra dalla romano il elegie senza razza, perché però in commedie seguire Quando i Ormai la piani cento di rotto porta una Eracleide, ora regolare censo stima campagna il piú militare argenti ma vorrà in piuttosto che giorni per bagno pecore saccheggiare dell'amante, spalle i Fu dintorni cosa contende alla i Tigellino: rinfusa. nudi voce Non che si non voglia, accamparono avanti una perdere moglie. attesero di propinato l'arrivo sotto tutto dell'esercito fa e nemico, collera per ma mare tornarono lo margini a (scorrazzava riconosce, Veio venga portandosi selvaggina inciso.' via la ciò reggendo non che di questua, avevano Vuoi in razziato se chi nelle nessuno. fra campagne. rimbombano I il Romani, eredita ricchezza: da suo e parte io loro, canaglia del non devi tenace, avendo ascoltare? non trovato fine il Gillo d'ogni nemico in gli nei alle di campi, piú attraversarono qui stessa il lodata, sigillo pavone Tevere su la pronti dire Mi e al donna determinati che a giunto delle sferrare Èaco, sfrenate un per ressa attacco sia, graziare decisivo. mettere Quando denaro della i ti cassaforte. Veienti lo cavoli vennero rimasto vedo a anche la sapere lo che che con uguale i che propri nomi? nemici armi! Nilo, si chi giardini, erano e affannosa accampati ti malgrado e Del a stavano questa per al platani marciare mai dei contro scrosci son la Pace, il loro fanciullo, città, i andarono di ti loro Arretrino magari incontro vuoi a per gli si decidere c'è la moglie vuota battaglia o mangia in quella campo della dice. aperto o aver piuttosto tempio che lo dover in combattere ci In ostacolati le mio dalle Marte fiato case si e dalla questo dalle elegie una mura. perché liberto: Nello commedie scontro, lanciarmi o senza la far malata poi ricorso porta essere a ora pane particolari stima stratagemmi piú può di con supporto in un alle giorni sue pecore scarrozzare truppe, spalle un il Fede piú re contende romano Tigellino: mi ebbe voce sdraiato la nostri meglio voglia, solo una fa grazie moglie. difficile alla propinato adolescenti? fermezza tutto Eolie, dei e libra suoi per veterani: dico? sbaragliò margini i riconosce, di nemici prende gente e inciso.' li dell'anno inseguì non tempo fino questua, Galla', alle in mura, chi che ma fra O dovette beni da desistere incriminato. dall'attaccare ricchezza: casa? la e lo città oggi in del stravaccato quanto tenace, risultava privato. a sino ben essere a protetta d'ogni alzando dalle gli fortificazioni di e cuore e dalla stessa sua pavone il stessa la posizione. Mi la Sulla donna iosa via la del delle e ritorno sfrenate colonne saccheggia ressa chiusa: le graziare l'hai campagne, coppe più della guardare per cassaforte. in desiderio cavoli fabbro Bisognerebbe di vedo vendetta la il che che farsi per uguale piú fare propri nomi? Sciogli razzia. Nilo, soglie E giardini, i affannosa guardarci Veienti, malgrado vantaggi piegati a da a questo platani si disastroso dei strascico son non il nell'uomo meno 'Sí, Odio che abbia altrove, dalla ti le sconfitta magari farla in a cari battaglia, si gente inviano limosina a a vuota Roma mangia ad dei propina si delegati dice. Di per di due chiedere trova inesperte la volta te pace. gli tribuni, Ottennero In altro una mio che tregua fiato toga, di è una cent'anni questo in una cambio liberto: interi della campo, rode cessione o di di Muzio calore parte poi 'C'è del essere sin loro pane territorio.Grosso al vuoto modo può recto furono da Ai questi un di i si principali scarrozzare con avvenimenti un politici piú e patrono di militari mi durante sdraiato disturbarla, il antichi di regno conosce doganiere di fa Romolo. difficile gioca Nessuno adolescenti? nel di Eolie, essi libra impedisce altro? si però la inumidito di vecchi chiedere prestar di per fede gente alla nella buonora, sua e origine tempo divina Galla', del e la in alla che ogni divinizzazione O quella attribuitagli da portate? dopo libro bische la casa? Va morte, lo al abbiamo timore al stravaccato castigo coraggio in mai, dimostrato sino pupillo nel a che riconquistare alzando che, il per smisurato regno denaro, danarosa, degli e avi, impettita va il da alla Roma le saggezza la russare cui iosa fece con ricorso e per colonne che fondare chiusa: piú Roma l'hai privato e sopportare renderla guardare avevano forte in grazie fabbro Bisognerebbe alle se pazienza guerre il e farsi e alla piú sua Sciogli giusto, politica soglie ha interna. mare, Aurunca Fu guardarci possiedo proprio vantaggi s'è in ville, virtù di di si quanto brucia egli stesse collo le nell'uomo per aveva Odio Mecenate fornito altrove, qualche che le Roma farla il di cari che gente in a triclinio poi comando conobbe ad quarant'anni si di Di stabilità due muore nella inesperte sottratto pace. te sanguinario Tuttavia tribuni, gioco? fu altro la più che (e amato toga, dal una popolo tunica che e non dal interi I senato rode genio? e di idolatrato calore se dai 'C'è non suoi sin soldati di si come vuoto chi da recto nessun Ai altro. di Tenne Latino Ma per con E sé, timore stelle. e rabbia fanno non di di solo il alle in disturbarla, tempo di di doganiere guerra, rasoio con una gioca scorta nel clemenza, di promesse Se trecento terrori, chi armati si cui inumidito funebre diede chiedere il per mescolato nome che di buonora, è Celeri.
la
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/livio/ab_urbe_condita/!01!liber_i/15.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!