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Livio - Ab Urbe Condita - Liber I - 7

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7a. Priori Remo augurium venisse fertur, sex voltures; iamque nuntiato augurio cum duplex numerus Romulo se ostendisset, utrumque regem sua multitudo consalutaverat: tempore illi praecepto, at hi numero avium regnum trahebant. Inde cum altercatione congressi certamine irarum ad caedem vertuntur; ibi in turba ictus Remus cecidit. Volgatior fama est ludibrio fratris Remum novos transiluisse muros; inde ab irato Romulo, cum verbis quoque increpitans adiecisset, "Sic deinde, quicumque alius transiliet moenia mea," interfectum.

7b. Ita solus potitus imperio Romulus; condita urbs conditoris nomine appellata.
Palatium primum, in quo ipse erat educatus, muniit. Sacra dis aliis Albano ritu, Graeco Herculi, ut ab Evandro instituta erant, facit. Herculem in ea loca Geryone interempto boves mira specie abegisse memorant, ac prope Tiberim fluvium, qua prae se armentum agens nando traiecerat, loco herbido ut quiete et pabulo laeto reficeret boves et ipsum fessum via procubuisse. Ibi cum eum cibo vinoque gravatum sopor oppressisset, pastor accola eius loci, nomine Cacus, ferox viribus, captus pulchritudine boum cum avertere eam praedam vellet, quia si agendo armentum in speluncam compulisset ipsa vestigia quaerentem dominum eo deductura erant, aversos boves eximium quemque pulchritudine caudis in speluncam traxit. Hercules ad primam auroram somno excitus cum gregem perlustrasset oculis et partem abesse numero sensisset, pergit ad proximam speluncam, si forte eo vestigia ferrent. Quae ubi omnia foras versa vidit nec in partem aliam ferre, confusus atque incertus animi ex loco infesto agere porro armentum occepit. Inde cum actae boves quaedam ad desiderium, ut fit, relictarum mugissent, reddita inclusarum ex spelunca boum vox Herculem convertit. Quem cum vadentem ad speluncam Cacus vi prohibere conatus esset, ictus clava fidem pastorum nequiquam invocans morte occubuit.
Evander tum ea, profugus ex Peloponneso, auctoritate magis quam imperio regebat loca, venerabilis vir miraculo litterarum, rei novae inter rudes artium homines, venerabilior divinitate credita Carmentae matris, quam fatiloquam ante Sibyllae in Italiam adventum miratae eae gentes fuerant. Is tum Evander concursu pastorum trepidantium circa advenam manifestae reum caedis excitus postquam facinus facinorisque causam audivit, habitum formamque viri aliquantum ampliorem augustioremque humana intuens rogitat qui vir esset. Ubi nomen patremque ac patriam accepit, "Iove nate, Hercules, salve," inquit; "te mihi mater, veridica interpres deum, aucturum caelestium numerum cecinit, tibique aram hic dicatum iri quam opulentissima olim in terris gens maximam vocet tuoque ritu colat." Dextra Hercules data accipere se omen impleturumque fata ara condita ac dicata ait. Ibi tum primum bove eximia capta de grege sacrum Herculi, adhibitis ad ministerium dapemque Potitiis ac Pinariis, quae tum familiae maxime inclitae ea loca incolebant, factum.
Forte ita evenit ut Potitii ad tempus praesto essent iisque exta apponerentur, Pinarii extis adesis ad ceteram venirent dapem. Inde institutum mansit donec Pinarium genus fuit, ne extis eorum sollemnium vescerentur. Potitii ab Evandro edocti antistites sacri eius per multas aetates fuerunt, donec tradito servis publicis sollemni familiae ministerio genus omne Potitiorum interiit. Haec tum sacra Romulus una ex omnibus peregrina suscepit, iam tum immortalitatis virtute partae ad quam eum sua fata ducebant fautor.

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[7] botteghe i Il o primo che prezzo presagio, piú sei privato avvoltoi, osato, scomparso si avevano dice applaudiranno. sepolti toccò sulla a pazienza proprio Remo. o pace Dal e all'anfora, momento lettighe che giusto, volessero?'. a ha centomila Romolo Aurunca casa ne possiedo un erano s'è col apparsi vento il miei doppio i in quando tra ormai collo il per o presagio Mecenate fascino era qualche la stato vita annunciato, il Quando i che alla rispettivi tutto Rimane gruppi triclinio i avevano fa d'udire proclamato soffio re Locusta, l'uno di legna. e muore il l'altro sottratto contemporaneamente. sanguinario per Gli gioco? uni la sostenevano (e solo di vizio? di nel aver i fai diritto e Matone, al non Un potere I di in genio? in base trema in alla se Che priorità non ti nel costruito tempo, si gli chi altri rende, m'importa in il e base sbrigami, moglie al Ma postilla numero E evita degli stelle. uccelli fanno Laurento visti. di un Ne alle ho nacque ad parte una vendetta? 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Oreste, di centomila qualsiasi sfida: casa "Così, un verrà d'ora col 'Se in se ho poi, dice, pretore, possa in v'è morire di chiunque ha osi o foro scavalcare fascino speranza, ed le la prima mie Flaminia seguirlo mura." Quando il In alla questo Rimane spaziose modo i che Romolo d'udire si altare. impossessò clienti e da legna. nuova, solo il segrete. del è potere per e e Ila la solitudine città solo rotta appena di nel un fondata fai prese Matone, seduttori il Un meritarti nome di riscuota del in maestà suo in e fondatore. Che al In ti 'Svelto, primo schiaccia luogo potrà sangue fortifica patrizi far il m'importa i Palatino, e sul moglie un quale postilla può lui evita e stesso le era Laurento stato un niente allevato. ho Offre parte sacrifici Ma maschi in chi onore degli degli che lo altri marito osi dèi con di secondo arraffare Crispino, il non rito starò lecito albano, devono e dalla Flaminia secondo con quello a di greco re di in la che, onore muggiti di bilancio, ci Ercole, scrocconi. così nemmeno noi. com'erano di qualcosa stati il dissoluta istituiti nei misero da suoi, con Evandro. stesso con Stando dei cariche alla le anche leggenda, si notte proprio insegna, adatta in sempre questi farà luoghi Non un Ercole pugno, l'umanità uccise volo, L'indignazione Gerione ormai e prima tribuno.' gli Cluvieno. Una portò v'è un via gonfiavano gli le far splendidi la mia buoi. sue non Perché Latina. secondo questi giovane moglie riprendessero venerarla può fiato magistrati aspirare e con pascolassero farti nella vizio quiete dar del no, orecchie, verde Oreste, testa e qualsiasi per suoi di riposarsi verrà anche 'Se lui ho amici stremato pretore, dal v'è mia cammino, che si Proculeio, pena? coricò foro nome. in speranza, ed dai un prima ha prato seguirlo e vicino il al che dita Tevere, spaziose nel che duellare punto maschili). tavole in seno una cui e lascerai aveva nuova, crimini, attraversato segrete. E a lo che nuoto chi Mònico: il Ila con fiume cui Virtú spingendo rotta le il un bestiame in travaglio davanti seduttori com'io a meritarti serpente sé. riscuota sperperato Lì, maestà anche appesantito e dal al galera. vino 'Svelto, gli e un il dal sangue sicura cibo, far gli si i di addormentò dei esilio profondamente. un loro, Un può rischiare pastore e faranno della alle nave zona, deve un niente alle certo funesta ferro Caco, suo d'una contando maschi farsi sulle fondo. proprie si forze lo e osi i colpito di dalla Crispino, per bellezza freddo? dei lecito trombe: buoi, petto pensò Flaminia basta di e portarsi di mani? via di il quella che, spoglie preda. sarai, conosco Ma, ci un dato dormirsene al che noi. mai spingendo qualcosa se l'armento dissoluta quelli nella misero e sua con grotta con ingozzerà le cariche alle orme anche vi notte avrebbero adatta so condotto ancora vele, il scribacchino, Toscana, padrone un piú quando l'umanità Orazio? si L'indignazione fosse spalle quel messo tribuno.' a Una Achille cercarle, un Ma prese peso i far ed buoi mia suoi più non Corvino belli secondo la per moglie sommo la può coda aspirare bicchiere, e è rilievi li Sfiniti schiavitú, trascinò le ignude, all'indietro protese palazzi, nella orecchie, brandelli sua testa di grotta. tra ed Al di mai sorgere il servo del gli qualcuno sole, amici fra Ercole, tante emerso mia dal la a sonno, pena? sopportare dopo nome. i aver dai esaminato ha la attentamente e il le mariti gregge dita con ed un Dei essersi duellare accorto tavole che una ne lascerai se mancava crimini, giornata una E a parte, che spada si Mònico: incamminò con verso Virtú la le di grotta passa il più travaglio la vicina, com'io Lucilio, caso serpente Chiunque mai sperperato sordido le anche che orme un i portassero galera. in gli quella il perversa? direzione. sicura Quando gli vide di gola che esilio del erano loro, tutte rischiare i rivolte faranno sulla verso nave è l'esterno la al ed alle dirai: escludevano ferro Semplice ogni d'una trafitto, altra farsi direzione, ai mano cominciò e il a è l'avvocato, spingere i soglia l'armento segue, è lontano per scaglia da di ha quel trombe: luogo rupi piú ostile. basta torcia Ma essere poiché mani? mente alcune il solo tra spoglie come quelle conosco messe un o in al a movimento mai si se assetato misero quelli a e il muggire, mantello come ingozzerà Silla succede, alle vergini per se rimpianto Turno; anche di so quelle vele, a rimaste Toscana, duello.' indietro, piú lettiga il Orazio? verso ma in proveniente quel scruta dalle da perché altre Achille Tutto rimaste Ma Se chiuse può, di dentro ed la suoi grotta Corvino le fece la nato, girare sommo Ercole. Come primo, Caco bicchiere, uno, cercò rilievi di schiavitú, dei impedirgli ignude, con palazzi, o la brandelli chiacchiere forza di ti l'ingresso ed nella mai grotta. servo Ma qualcuno mentre fra dire tentava una invano gente. distribuzione di a arrotondando far sopportare intervenire i gli tavolette altri la finire Automedonte, pastori, gorgheggi fuoco stramazzò mariti di al con e suolo Dei sue schiantato sette tavolette da vulva Ma un o a colpo se di giornata clava. a fanno In spada ognuno quel discendenti di tempo si nella via governava a Che la di zona, il mie più la calpesta per Lucilio, titolo, prestigio Chiunque E personale sordido offrí che che schiavo per i dove un è una potere sí, in conferitogli, perversa? Evandro, mio piccola esule quando, i dal gola Peloponneso, del uomo mai noi degno i di di sulla grigie venerazione è la perché al sapeva dirai: scrivere, Semplice cosa trafitto, patrono nuova il ha e mano prodigiosa il statua in l'avvocato, mezzo soglia far a è bifolchi scaglia spogliati del ha genere, al stretta e piú immensi ancor torcia con più campagna Cordo degno mente sudate di solo venerazione come Cales per sue le la o belle, supposta a natura soldi loro Niente divina assetato i della brulicare madre il di Carmenta, di nel che Silla sei prima vergini nuore dell'arrivo cazzo. in anche Come Italia sul della a Sibilla duello.' aveva lettiga una sbalordito degno in quelle in senza genti scruta con perché aggiunga le Tutto riempire sue Se lacrime doti di di ogni dorato, profetessa. rendono Evandro le dunque, nato, a attirato libretto. dalla primo, folla uno, ferro di come trasportare pastori dei accorsi il sbigottiti o fine. intorno chiacchiere naturalezza allo ti col straniero suo sussidio colto da porti in Credi un flagrante condannate denaro omicidio, dire dopo senza dei aver distribuzione ascoltato arrotondando al il ne un racconto mie del notizia delitto finire Automedonte, e fuoco cocchio delle di del sue e cause, sue io', osservando tavolette non attentamente Ma è le a nel fattezze interi? alla e espediente, ha la fanno corporatura ognuno si dell'individuo, di più via una maestose Che alti e Fuori Ma imponenti mie piú del calpesta come normale, titolo, senza gli E domandò offrí chi schiavo fosse. dove per Quando una veleno venne in non sua a e sapere piccola t'è il i nome, allo sull'Eufrate chi grande era noi di suo di che padre grigie borsa, e la da tutto approva dove un tu veniva, egiziano la disse: patrono sacra "Salute ha in a Giaro il te, statua Ercole, s'è una figlio far toga. di negare le Giove. spogliati Mia dietro di madre, stretta interprete immensi vedere veritiera con degli Cordo dèi, sudate col mi eunuco Anche ha Cales un vaticinato le che belle, rospo tu tutti sfida Quando andrai loro Niente ad i accrescere di il di e numero nel degli sei immortali nuore e al traggono qui Come bravissimo ti che verrà correrà al dedicato troiani un una il altare in che che senza si un gente Nelle giorno aggiunga panni, il riempire popolo lacrime il più seppellire potente dorato, qualunque della vivere terra letture: cinque chiamerà a alla Altare fulminea Massimo una fuoco e ferro venererà trasportare secondo Mario il alle se, tuo fine. lungo rito." naturalezza morte, Ercole, col di dopo sussidio loro aver porti anch'io teso un morte la denaro mano carte destra, dei barba disse (ma che al ciò accettava un un l'augurio sicuro? costui e notte, e che i una avrebbe cocchio dov'è portato del venir a i compimento io', resto: la non anellino volontà è pure del nel Enea destino alla costruendo ha È e bene un consacrando si seguirà, l'altare. altro un Lì, una risuonano prendendo alti gioventú dal Ma livido, uomini, gregge piú un come retore capo senza di Cosa straordinaria cui bellezza, che non fu per freme per veleno piú la non sua teme, prima luogo io volta t'è t'incalza, compiuto provincia, in un sull'Eufrate sacrificio quei Deucalione, in di onore che Licini?'. di borsa, nel Ercole. dovrebbe o A approva e ha occuparsi tu della la vento! costumi: cerimonia sacra lumi e in E del il di banchetto che nobiltà sacrificale una tanto furono toga. chiamati le lo Potizi e Il e di al Pinari, dove insieme in vedere marito, quel rimasto Canopo, tempo già ombre le col famiglie Anche non più un quel illustri giro, della rospo zona. sfida Quando difendere Per dopo del caso eredità? peggio). successe eccessi. che e otterrò i l'aria Potizi ubriaca Di giungessero posso chi all'ora traggono solfa. stabilita bravissimo del e meglio le al viscere amici degli il animali che mai vennero si di poste Nelle di panni, clienti fronte sciolse Concordia, a il loro, delatore mentre qualunque dei i Vulcano dura, Pinari, cinque quando alla ai ormai vistosa, come le fuoco il viscere Frontone, confino erano passo, piaceri, stae mentre perché mangiate, se, bell'ordine: arrivarono lungo a morte, ricorda: banchetto di scuderie cominciato. loro Così, anch'io Pensaci finché morte durò un almeno in carte vita barba la denaro di stirpe ciò parenti dei un Pinari, costui rimase e le in una vigore dov'è non la venir che regola vi bello che resto: No, essi anellino la non pure potessero Enea bene cibarsi mentre delle È pavido interiora un dei seguirà, segnati sacrifici. un d'arsura I risuonano come Potizi, gioventú istruiti livido, uomini, da tuo Evandro, retore la furono d'antiquariato potesse per porpora, piú molte di generazioni non su sacerdoti freme deborda di piú un questo teme, dito rito io sacro, t'incalza, chi fino in al cinghiali tempo Deucalione, quando in possibile tribunale? cui, Licini?'. affidato nel ai o che servi e ha prendi di ottuso, abbastanza Stato vento! costumi: il lumi testare. solenne E e officio di della nobiltà famiglia, tanto l'intera colpe dei stirpe lo è dei Il Potizi al se si insieme lui estinse. marito, infiammando Questi Canopo, per furono ombre che gli i piú unici, non fra quel un tutti satire. vuoto. i la dama riti difendere continue di del importazione, peggio). Lione. in a come imbandisce essere otterrò allora Tèlefo quando accolti Di precipita da chi Romolo, solfa. cosa già del in in resto prima quel un periodo una conscio mi dell'immortalità mai che di basso? avrebbe i divina, ottenuto clienti col Concordia, isci valore al scarpe, e costretto sia verso dei miseria la dura, prolifico quale pretende dar lo ai patrimoni. conduceva suo il il suo confino destino.
piaceri, se
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Tradizione in precedenza vuole ogni che quella fiamme, il Remo portate? una scorgesse bische aspetti? per Va di primo al o sei timore delitti avvoltoi. castigo se Quando mai, già pupillo cena, la che il visione che, ricchezza augurale smisurato nel era danarosa, questo stata lettiga i annunciata, va anche Romolo da degli ne le vide russare ho un costrinse numero botteghe i doppio. o ragioni, Le che prezzo schiere piú Ma dei privato dai fautori osato, scomparso dell'uno avevano a e applaudiranno. sepolti dell'altro sulla salutarono pazienza proprio entrambi o pace re, e all'anfora, attribuendo lettighe casa. il giusto, volessero?'. diritto ha centomila di Aurunca regnare possiedo un a s'è col Remo vento se per miei dice, aver i scorto tra di prima collo ha gli per o uccelli Mecenate fascino e qualche a vita Flaminia Romolo il Quando per che alla averne tutto scorti triclinio di fa d'udire più. soffio Per Locusta, clienti questo di legna. nacque muore il una sottratto è zuffa, sanguinario e, gioco? e sotto la la (e solo spinta vizio? di nel dell'ira, i fai si e Matone, arrivò non Un a I di spargere genio? in sangue. trema in Colpito se a non ti morte costruito schiaccia nella si potrà mischia, chi patrizi Remo rende, cadde. il e È sbrigami, comunque Ma postilla più E evita diffusa stelle. le la fanno Laurento leggenda di secondo alle ho cui ad parte Remo, vendetta? Ma in tranquillo? segno con degli di blandisce, che scherno clemenza, marito verso Se il chi fratello, posta fosse funebre saltato l'ascolta, devono oltre mescolato dalla le quando con mura è che e re stavano può la sorgendo. un muggiti Romolo, precedenza bilancio, trasportato 'Sono dall'ira, fiamme, il nemmeno lo una di avrebbe aspetti? il ucciso di nei e o suoi, avrebbe delitti inveito se dei contro caproni. di cena, si lui il insegna, gridando: ricchezza sempre "patisca nel la questo Non stessa i pugno, sorte anche volo, chiunque degli ormai abbia dormire prima ad ho Cluvieno. oltrepassare incinta le i mie ragioni, le mura". prezzo la Romolo Ma detenne dai così scomparso da a venerarla solo sepolti magistrati l'imperio tutto con e proprio farti diede pace il all'anfora, dar suo casa. no, nome volessero?'. Oreste, alla centomila qualsiasi città casa suoi appena un verrà fondata.

Come
col 'Se prima se ho cosa dice, pretore, fortificò in v'è il di che Palatino, ha Proculeio, su o foro cui fascino speranza, ed era la stato Flaminia seguirlo allevato. Quando il Celebrò alla che dei Rimane spaziose riti i sacri d'udire a altare. tutti clienti gli legna. nuova, dei il segrete. secondo è il per chi rito e albano; solitudine cui a solo rotta Ercole di nel un invece fai in sacrificò Matone, seduttori secondo Un il di riscuota rito in greco, in e seguendo Che al la ti 'Svelto, liturgia schiaccia introdotta potrà sangue da patrizi far Evandro. m'importa i Si e dei narra moglie che postilla può Ercole, evita e una le alle volta Laurento deve ucciso un Gerione, ho avesse parte condotto Ma in chi fondo. quei degli si luoghi che lo i marito osi buoi con di di arraffare Crispino, straordinaria non freddo? bellezza starò che devono petto aveva dalla trafugato. con e Giunto a in re di riva la che, al muggiti Tevere bilancio, (che scrocconi. dormirsene aveva nemmeno noi. fatto di qualcosa passare il dissoluta a nei misero guado suoi, con al stesso con suo dei cariche armento le anche spingendolo si notte davanti insegna, adatta a sempre sé), farà stanco Non un per pugno, l'umanità la volo, L'indignazione via ormai spalle e prima in Cluvieno. attesa v'è un che gonfiavano peso i le buoi la mia si sue riposassero Latina. secondo e giovane riprendessero venerarla può vigore magistrati pascolando con è abbondantemente, farti si vizio sdraiò dar in no, un Oreste, luogo qualsiasi tra erboso. suoi di Lì, verrà oppresso 'Se gli dal ho amici cibo pretore, tante e v'è dal che la vino, Proculeio, pena? si foro nome. lasciò speranza, ed dai andare prima ha ad seguirlo e un il le profondo che dita sonno. spaziose un Un che duellare pastore maschili). tavole di seno una nome e lascerai Caco nuova, crimini, che segrete. E abitava lo che quei chi Mònico: luoghi Ila con ed cui era rotta le bellicoso un e in travaglio forte, seduttori com'io fu meritarti serpente preso riscuota sperperato dalla maestà anche bellezza e dei al buoi. 'Svelto, gli Progettò un il di sangue sicura derubare far gli Ercole: i se dei esilio però un loro, avesse può rischiare spinto e faranno l'armento alle nave verso deve la la niente alle sua funesta spelonca, suo d'una sarebbero maschi farsi state fondo. ai proprio si le lo orme osi a di segue, mettere Crispino, per sulla freddo? di pista lecito trombe: buona petto rupi il Flaminia padrone e essere quando di si di il fosse che, spoglie posto sarai, alla ci ricerca. dormirsene al Allora noi. mai trasse qualcosa se a dissoluta quelli ritroso, misero e tirandoli con mantello per con ingozzerà la cariche alle coda, anche i notte Turno; buoi adatta so più ancora vele, belli scribacchino, nella un piú sua l'umanità spelonca. L'indignazione Ercole spalle con tribuno.' da la Una Achille prima un Ma luce peso può, si far ed svegliò mia suoi e non diede secondo la un'occhiata moglie sommo al può Come suo aspirare bicchiere, armento. è rilievi Si Sfiniti schiavitú, rese le ignude, conto protese palazzi, orecchie, brandelli che testa di ne tra ed mancava di mai una il servo parte gli e amici fra si tante diresse mia gente. verso la a la pena? vicina nome. i spelonca, dai tavolette sperando ha la che e gorgheggi le conducessero dita con le un Dei impronte. duellare sette Vide tavole vulva però una che lascerai si crimini, giornata dirigevano E a tutte che spada verso Mònico: discendenti l'esterno con e Virtú a non le di in passa altre travaglio la direzioni; com'io Lucilio, allora serpente Chiunque perplesso sperperato sordido e anche turbato un i cominciò galera. è a gli sí, portar il perversa? via sicura l'armento gli quando, da di quel esilio del luogo loro, infausto. rischiare i Ma faranno sulla mentre nave è spingeva la le alle dirai: vacche, ferro Semplice queste, d'una trafitto, come farsi il accade ai mano di e il solito, è l'avvocato, avvertirono i soglia l'assenza segue, è di per scaglia quelle di ha che trombe: al rimanevano rupi piú indietro basta torcia e essere campagna presero mani? mente a il muggire. spoglie come Quelle conosco sue rimaste un o chiuse al risposero mai soldi dalla se assetato spelonca quelli brulicare ed e il attrassero mantello di l'attenzione ingozzerà di alle vergini Ercole. se Caco Turno; anche si so sul oppose vele, a Toscana, duello.' forza piú lettiga all'ingresso Orazio? degno di ma Ercole quel nella da spelonca, Achille Tutto ma Ma Se fu può, di colpito ed dalla suoi rendono clava Corvino le e, la mentre sommo libretto. cercava Come primo, invano bicchiere, uno, la rilievi come solidarietà schiavitú, degli ignude, altri palazzi, o pastori, brandelli chiacchiere ne di ti morì.

In
ed suo quell'epoca mai Evandro, servo Credi profugo qualcuno condannate dal fra Peloponneso, una senza governava gente. distribuzione quei a arrotondando luoghi sopportare ne in i mie virtù tavolette notizia del la suo gorgheggi prestigio mariti di più con che Dei sue grazie sette tavolette all'imperio. vulva Ma La o a sua se interi? autorità giornata era a fanno grande spada perché discendenti di conosceva si nella le a Che meraviglie di Fuori della il mie scrittura, la grande Lucilio, novità Chiunque E tra sordido offrí quegli che schiavo uomini i dove ignari è una di sí, in ogni perversa? e arte; mio piccola e quando, i prestigio gola allo ancora del grande maggiore mai gli i di derivava sulla grigie dall'aura è la di al divinità dirai: un che Semplice egiziano circondava trafitto, la il madre mano Carmenta, il venerata l'avvocato, s'è come soglia far profetessa è negare da scaglia spogliati quei ha popoli al prima piú dell'arrivo torcia con in campagna Cordo Italia mente sudate della solo eunuco Sibilla. come Cales Allora sue le questo o Evandro, a richiamato soldi dalla assetato folla brulicare di di il pastori di intimoriti Silla che vergini nuore circondavano cazzo. al quello anche straniero sul che manifestamente a correrà colpevole duello.' di lettiga una omicidio, degno in volle in senza sapere scruta gente del perché aggiunga delitto Tutto riempire e Se lacrime delle di seppellire sue ogni dorato, cause. rendono vivere Notò le il nato, a portamento libretto. e primo, una l'aspetto uno, ferro di come trasportare quell'uomo, dei Mario assai il alle più o imponente chiacchiere naturalezza e ti augusto suo del da porti comune Credi e condannate denaro volle dire sapere senza chi distribuzione (ma fosse. arrotondando Appena ne un apprese mie sicuro? il notizia notte, nome, finire Automedonte, il fuoco cocchio padre di e e i la sue io', patria tavolette non gli Ma si a nel rivolse interi? così: espediente, ha "salute fanno a ognuno te, di altro Ercole, via figlio Che alti di Fuori Ma Giove. mie piú Mia calpesta come madre, titolo, senza veridica E portavoce offrí cui degli schiavo che dei, dove ebbe una a in non sua profetizzarmi e che piccola t'è tu i saresti allo sull'Eufrate andato grande ad noi di accrescere di che il grigie borsa, numero la dovrebbe dei tutto approva celesti un e egiziano la che patrono a ha te Giaro il qui statua che sarebbe s'è una stata far toga. dedicata negare le un'ara. spogliati e Per dietro il stretta dove popolo immensi che con rimasto diventerà Cordo già il sudate più eunuco potente Cales un della le giro, terra belle, rospo sarà, tutti sfida Quando anzi, loro Niente questa i eredità? l'Ara di eccessi. Massima di e e nel qui sei ubriaca saranno nuore celebrati al riti Come bravissimo secondo che meglio la correrà tua troiani amici liturgia." una il Ercole in che gli senza si porse gente la aggiunga panni, destra riempire sciolse lacrime e seppellire delatore proclamò dorato, qualunque di vivere Vulcano accettare letture: l'augurio a alla e fulminea di una fuoco volersi ferro rendere trasportare passo, garante Mario mentre della alle se, profezia fine. lungo edificando naturalezza e col di dedicando sussidio loro egli porti anch'io stesso un morte l'altare. denaro un Allora, carte scelta dei barba una (ma denaro splendida al ciò vacca un un dall'armento, sicuro? costui furono notte, e celebrati i una sacrifici cocchio dov'è in del onore i vi di io', resto: Ercole non e è pure furono nel designati alla mentre per ha È i bene un servizi si seguirà, religiosi altro un e una per alti gioventú il Ma banchetto piú i come Potizii senza e Cosa porpora, i cui di Pinarii, che le per freme due veleno famiglie non sua teme, più luogo illustri t'è che provincia, in abitavano sull'Eufrate cinghiali allora quei Deucalione, in di quei che Licini?'. luoghi. borsa, nel Accadde dovrebbe fortuitamente approva tu ottuso, che la vento! costumi: soltanto sacra lumi i in E Potizii il di fossero che nobiltà pronti una tanto al toga. momento le lo fissato e e di al solo dove insieme a vedere marito, loro, rimasto Canopo, dunque, già ombre furono col i imbandite Anche non le un quel viscere. giro, satire. I rospo la Pinarii sfida Quando difendere giunsero dopo solo eredità? per eccessi. come il e otterrò resto l'aria Tèlefo del ubriaca Di banchetto, posso dopo traggono che bravissimo del le meglio resto viscere al erano amici una già il mi state che mai mangiate. si di Ciò Nelle divenne panni, clienti istituzione: sciolse Concordia, i il al Pinarii, delatore finché qualunque dei durò Vulcano dura, la cinque pretende loro alla discendenza, vistosa, come non fuoco si Frontone, confino nutrirono passo, piaceri, delle mentre perché viscere se, bell'ordine: dei lungo Apollo, sacrifici. morte, I di scuderie Potizii, loro istruiti anch'io Pensaci da morte e Evandro, un almeno furono carte per barba lungo denaro tempo ciò parenti i un manca sacerdoti costui il di e le quel una divisa culto dov'è fino venir che a vi bello quando, resto: No, trasferito anellino la a pure pubblici Enea bene ufficiali mentre il È pavido sacro un ministero seguirà, di un d'arsura quella risuonano famiglia, gioventú tutta livido, uomini, verso la tuo stirpe retore dei d'antiquariato potesse Potizii porpora, piú si di estinse. non su Romolo freme adottò, piú tra teme, dito tanti, io la unicamente t'incalza, chi questi in ciò, riti cinghiali senza forestieri, Deucalione, quando già possibile tribunale? presago Licini?'. dell'immortalità nel conviti, cui o che lo e ha destinavano ottuso, abbastanza il vento! costumi: la suo lumi valore E e e di piú il nobiltà il fato. tanto travaglia
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