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Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xxxvii - 2

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II. Huius futuram magnitudinem etiam caelestia ostenta praedixerant. 2 Nam et eo quo genitus est anno et eo quo regnare primum coepit stella cometes per utrumque tempus LXX diebus ita luxit, ut caelum omne conflagrare videretur. 3 Nam et magnitudine sui quartam partem caeli occupaverat et fulgore sui solis nitorem vicerat; et cum oreretur occumberetque, IV horarum spatium consumebat. 4 Puer tutorum insidias passus est, qui eum fero equo inpositum equitare iacularique cogebant; 5 qui conatus cum eos fefellissent supra aetatem regente equum Mithridate, veneno eum appetivere. 6 Quod metuens antidota saepius bibit et ita se adversus insidias, exquisitis tutioribus remediis, stagnavit, ut ne volens quidem senex veneno mori potuerit. 7 Timens deinde, ne inimici, quod veneno non potuerant, ferro peragerent, venandi studium finxit, quo per septem annos neque urbis neque ruris tecto usus est, 8 sed per silvas vagatus diversis montium regionibus pernoctabat ignaris omnibus, quibus esset locis, adsuetus feras cursu aut fugere aut persequi, cum quibusdam etiam viribus congredi. 9 Quibus rebus et insidias vitavit et corpus ad omnem virtutis patientiam duravit.


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[david-28] - [2009-01-13 17:28:23]

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