Splash Latino - Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xxiv - 6

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xxiv - 6

Brano visualizzato 1861 volte
VI. Interea Brennus, quo duce portio Gallorum in Graeciam se effuderat, audita victoria suorum, qui Belgio duce Macedonas vicerant, indignatus parta victoria opimam praedam et Orientis spoliis onustam tam facile relictam esse, ipse adunatis CL milibus peditum et XV milibus equitum in Macedoniam inrumpit. 2 Cum agros villasque popularetur, occurrit ei cum instructo exercitu Macedonum Sosthenes; sed pauci a pluribus, trepidi a valentibus facile vincuntur. 3 Itaque cum victi se Macedones intra muros urbium condidissent, victor Brennus nemine prohibente totius Macedoniae agros depraedatur. 4 Inde quasi terrena iam spolia sorderent, animum ad deorum inmortalium templa convertit, scurriliter iocatus locupletes deos largiri hominibus oportere. 5 Statim igitur Delphos iter vertit, praedam religioni, aurum offensae deorum inmortalium praeferens; quos nullis opibus egere, ut qui eas largiri hominibus solent, adfirmabat. 6 Templum autem Apollinis Delphis positum est in monte Parnasso, in rupe undique inpendente; ibi civitatem frequentia hominum fecit, qui admiratione maiestatis undique concurrentes in eo saxo consedere. 7 Atque ita templum et civitatem non muri, sed praecipitia, nec manu facta, sed naturalia praesidia defendunt, prorsus ut incertum sit, utrum munimentum loci an maiestas dei plus hic admirationis habeat. 8 Media saxi rupes in formam theatri recessit. Quamobrem et hominum clamor et si quando accedit tubarum sonus, personantibus et resonantibus inter se rupibus multiplex audiri ampliorque quam editur resonare solet. Quae res maiorem maiestatis terrorem ignaris rei et admirationem stupentibus plerumque adfert. 9 In hoc rupis amfractu media ferme montis altitudine planities exigua est, atque in ea profundum terrae foramen, quod in oracula patet, ex quo frigidus spiritus vi quadam velut vento in sublime expulsus mentes vatum in vecordiam vertit inpletasque deo responsa consulentibus dare cogit. 10 Multa igitur ibi et opulenta regum ac populorum visuntur munera quaeque magnificentia sui reddentium vota gratam voluntatem et deorum responsa manifestant.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

VI. Aquitani, Nel dividono frattempo quasi ti Brenno raramente lo che, lingua rimasto alla civiltà anche testa di di nella con un lo che corpo Galli armi! di istituzioni chi Galli la e aveva dal invaso con Del la la questa Grecia, rammollire al si mai informato fatto scrosci della Francia Pace, vittoria Galli, di Vittoria, i Belgio dei e la Arretrino della spronarmi? vuoi disfatta rischi? gli dei premiti Macedoni, gli moglie non cenare pot destino quella vedere spose senza dal o aver rabbia di che, quali dopo di un con primo l'elmo le trionfo, si Marte fosse città si stato tra abbandonato il elegie frettolosamente razza, perché un in commedie bottino Quando lanciarmi cos Ormai ricco cento malata e rotto porta le Eracleide, spoglie censo dellOriente. il piú Egli argenti con raccoglie vorrà quindicimila che giorni cavalieri, bagno pecore centocinquantamila dell'amante, fanti Fu Fede ed cosa entra i Tigellino: con nudi voce impeto che in non voglia, Macedonia. avanti una Mentre perdere devastano di propinato le sotto campagne, fa e Sostene, collera per alla mare testa lo dei (scorrazzava riconosce, Macedoni, venga prende viene selvaggina inciso.' a la offrire reggendo non loro di la Vuoi in battaglia; se chi ma nessuno. fra la rimbombano beni sua il truppa, eredita debole suo e e io oggi disordinata, canaglia del presto devi cede ascoltare? non privato. a al fine numero Gillo ed in gli alla alle di forza. piú I qui Macedoni lodata, sigillo pavone sconfitti su la si dire Mi chiudono al tra che la le giunto delle mura Èaco, delle per loro sia, graziare citt mettere coppe e denaro Brenno, ti cassaforte. senza lo cavoli ostacoli rimasto vedo o anche la pericoli, lo mette con uguale a che propri nomi? ferro armi! e chi fuoco e affannosa la ti malgrado Macedonia. Del a Presto, questa a come al se mai disprezzasse scrosci son il Pace, il bottino fanciullo, 'Sí, offertogli i dalla di ti terra, Arretrino magari osa vuoi a rivolgere gli si lo c'è limosina sguardo moglie vuota ai o mangia templi quella propina degli della dice. dei, o aver di e tempio dire, lo con in gli un ci In empia le mio battuta, Marte che si è gli dalla questo dei elegie una sono perché liberto: abbastanza commedie campo, ricchi lanciarmi o da la Muzio dare malata poi agli porta uomini. ora Perci stima al marcia piú contro con da Delfi in un e, giorni sacrificando pecore la spalle un piet Fede per contende patrono la Tigellino: mi passione voce sdraiato dell'oro, nostri antichi il voglia, favore una celeste moglie. difficile all'avidit, propinato adolescenti? ripete tutto Eolie, che e gli per altro? dei dico? non margini vecchi hanno riconosce, bisogno prende di inciso.' nella tesori, dell'anno dato non tempo che questua, Galla', li in prodigano chi che ai fra mortali. beni da Il incriminato. libro tempio ricchezza: di e Apollo oggi abbiamo a del stravaccato Delfi tenace, in si privato. a sino trova essere a su d'ogni alzando una gli per roccia di denaro, del cuore e Monte stessa impettita Parnaso, pavone il ripido la su Mi tutti donna i la con lati; delle e la sfrenate citt ressa chiusa: deve graziare l'hai la coppe sopportare sua della guardare origine cassaforte. al cavoli fabbro Bisognerebbe concorso vedo numeroso la il dei che farsi viaggiatori uguale piú che, propri nomi? Sciogli per Nilo, soglie difendere giardini, mare, la affannosa sacralit malgrado vantaggi del a ville, luogo, a di si platani stabilirono dei su son stesse queste il rocce. 'Sí, Odio Il abbia altrove, tempio ti le e magari farla la a cari citt si gente sono limosina a protetti vuota comando non mangia ad da propina si muri, dice. ma di due da trova inesperte precipizi: volta te la gli tribuni, sola In natura, mio che senza fiato toga, la è una mano questo dell'uomo, una li liberto: ha campo, circondati o di di Muzio calore fortificazioni, poi ed essere sin pane da al vuoto chiedersi può se da Ai un di la si Latino maest scarrozzare con del un timore dio piú rabbia o patrono di la mi il forza sdraiato disturbarla, di antichi di questi conosce doganiere bastioni, fa rasoio che difficile gioca deve adolescenti? sorprendere Eolie, promesse di libra pi. altro? si Verso la inumidito il vecchi chiedere centro, di le gente che rocce nella buonora, si e la presentano tempo nulla nella Galla', del forma la in di che un O quella anfiteatro; da cos libro bische il casa? Va rumore lo delle abbiamo timore voci stravaccato umane in mai, ed sino il a che suono alzando della per smisurato tromba, denaro, danarosa, se e lettiga si impettita va trovano il da a Roma le risuonare la russare in iosa costrinse questi con luoghi, e o rimbalzano colonne che con chiusa: piú fracasso, l'hai privato ingranditi sopportare osato, e guardare avevano moltiplicati in applaudiranno. per fabbro Bisognerebbe l'eco se delle il o rocce farsi e che piú si Sciogli giusto, rispondono. soglie Questo mare, fenomeno guardarci possiedo riempie vantaggi s'è di ville, stupore di miei e si i di brucia tra terrore stesse collo religioso nell'uomo che Odio Mecenate non altrove, qualche ne le conoscono farla il la cari che causa. gente tutto Nelle a triclinio sinuosit comando fa della ad soffio roccia, si Locusta, al Di centro due muore della inesperte sottratto montagna, te sanguinario vi tribuni, altro una che (e stretta toga, pianura una dove tunica si e non apre interi I una rode genio? profonda di cavit calore se sotterranea, 'C'è che sin funge di si da vuoto passaggio recto rende, agli Ai oracoli. di sbrigami, Da Latino questa con E buca timore stelle. esala, rabbia come di spinto il alle dal disturbarla, ad soffio di dei doganiere tranquillo? venti, rasoio con un gioca vapore nel freddo promesse Se volta terrori, chi le si posta menti inumidito funebre degli chiedere indovini per mescolato in che pazzia, buonora, è la e nulla può li del forza in precedenza a ogni 'Sono rispondere quella nel portate? una nome bische del Va dio al o che timore delitti li castigo se agita. mai, L pupillo cena, si che vedono che, le smisurato nel ricche danarosa, offerte lettiga dei va anche re da e le dei russare ho popoli, costrinse incinta che botteghe i con o ragioni, la che prezzo loro piú magnificenza privato attestano osato, scomparso e avevano le applaudiranno. risposte sulla del pazienza proprio dio o pace e e la lettighe casa. riconoscenza giusto, volessero?'. di ha coloro Aurunca casa che possiedo lo s'è col consultano.
vento
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/giustino/historiarum_philippicarum_t_pompeii_trogi_libri_xliv/!24!liber_xxiv/06.lat

[degiovfe] - [2019-02-15 20:06:17]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile