Splash Latino - Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xiii - 1

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Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xiii - 1

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I. 1 Extincto in ipso aetatis ac victoriarum flore Alexandro Magno triste apud omnes tota Babylonia silentium fuit. 2 Sed nec devictae gentes fidem nuntio habuerunt, quod ut invictum regem ita inmortalem esse crediderant, 3 recordantes quotiens praesenti morte ereptus esset, quam saepe pro amisso repente se non sospitem tantum suis, verum etiam victorem obtulisset. 4 Vt vero mortis eius fides adfuit, omnes barbarae gentes paulo ante ab eo devictae non ut hostem, sed ut parentem luxerunt. 5 Mater quoque Darii regis, quae amisso filio a fastigio tantae maiestatis in captivitatem redacta indulgentia victoris in eam diem vitae non paenituerat, audita morte Alexandri mortem sibi ipsa conscivit, non quod hostem filio praeferret, 6 sed quod pietatem filii in eo, quem ut hostem timuerat, experta esset. 7 Contra Macedones versa vice non ut civem ac tantae maiestatis regem, verum ut hostem amissum gaudebat, et severitatem nimiam et adsidua belli pericula execrantes. 8 Huc accedebat, quod principes regnum et imperia, vulgus militum thesauros et grande pondus auri velut inopinatam praedam spectabant, illi successionem regni, hi opum ac divitiarum hereditatem cogitantes. 9 Erant enim in thesauris L milia talentum et in annuo vectigali tributo tricena milia. 10 Sed nec amici Alexandri frustra regnum spectabant. Nam eius virtutis ac venerationis erant, ut singulos reges putares; I1 quippe ea formae pulchritudo et proceritas corporis et virium ac sapientiae magnitudo in omnibus fuit, ut qui eos ignoraret, non ex una gente, sed ex toto terrarum orbe electos iudicaret. 12 Neque enim umquam ante Macedonia vel ulla gens alia tam clarorum virorum proventu floruit, 13 quos primo Philippus, mox Alexander tanta cura legerat, ut non tam ad societatem belli quam in successionem regni electi viderentur. 14 Quis igitur miretur talibus ministris orbem terrarum victum, cum exercitus Macedonum tot non ducibus, sed regibus regeretur? 15 Qui numquam sibi repperissent pares, si non inter se concurrissent, multosque Macedonia provincia Alexandros habuisset, nisi Fortuna eos aemulatione virtutis in perniciem mutuam armasset.


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[degiovfe] - [2018-10-31 23:16:57]

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