Splash Latino - Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xii - 6

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xii - 6

Brano visualizzato 6779 volte
VI. His ita gestis sollemni die amicos in convivium convocat, 2 ubi orta inter ebrios rerum a Philippo gestarum mentione praeferre se patri ipse rerumque suarum magnitudinem extollere caelo tenus coepit adsentante maiore convivarum parte. 3 Itaque cum unus e senibus, Clitos, fiducia amicitiae regiae, cuius palmam tenebat, memoriam Philippi tueretur laudaretque eius res gestas, adeo regem offendit, ut telo a satellite rapto eundem in convivio trucidaverit. 4 Qua caede exultans mortuo patrocinium Philippi laudemque paternae militiae obiectabat. 5 Postquam satiatus caede animus conquievit et in irae locum successit aestimatio, modo personam occisi, modo causam occidendi considerans, pigere eum facti coepit; 6 quippe paternas laudes tam iracunde accepisse se quam nec convicia debuisset, amicumque senem et innoxium a se occisum inter epulas et pocula dolebat. 7 Eodem igitur furore in paenitentiam quo pridem in iram versus mori voluit. 8 Primum in fletus progressus amplecti mortuum, vulnera tractare, quasi audienti confiteri dementiam, adreptumque telum in se vertit peregissetque facinus, nisi amici intervenissent. 9 Mansit haec voluntas moriendi etiam sequentibus diebus. 10 Accesserat enim paenitentiae nutricis suae et sororis Cliti recordatio, cuius absentis eum maxime pudebat: 11 tam foedam illi alimentorum suorum mercedem redditam, ut, in cuius manibus pueritiam egerat, huic iuvenis et victor pro beneficiis funera remitteret. 12 Reputabat deinde, quantum in exercitu suo, quantum apud devictas gentes fabularum atque invidiae, quantum apud ceteros amicos metum et odium sui fecerit, 13 quam amarum et triste reddiderit convivium suum, non armatus in acie quam in convivio terribilior. 14 Tunc Parmenion et Philotas, tunc Amyntas consobrinus, tunc noverca fratresque interfecti, tunc Attalus, Eurylochus, Pausanias aliique Macedoniae extincti principes occurrerunt. 15 Ob haec illi quadriduo perseverata inedia est, donec exercitus universi precibus exoratus est, precantis, ne ita morte unius doleat, 16 ut universos perdat, quos in ultimam deductos barbariam inter infestas et inritatas bello gentes destituat. 17 Multum profuere Callisthenis philosophi preces; condiscipulatu apud Aristotelem familiaris illi et tunc ab ipso rege ad prodenda memoriae acta eius accitus. 18 Revocato igitur ad bella animo Chorasmos et Dahas in deditionem accepit.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

Quindi, gli si compiute c'è limosina queste moglie gesta, o mangia nel quella propina giorno della dice. consacrato o aver (ai tempio trova festeggiamenti) lo volta Alessandro in gli invita ci gli le mio intimi Marte fiato ad si è un dalla questo banchetto, elegie una 2. perché liberto: commedie campo, quando, lanciarmi essendo la caduto, malata poi tra porta essere gli ora ubriachi, stima al il piú può discorso con sulle in gesta giorni compiute pecore scarrozzare da spalle Filippo, Fede lui contende stesso Tigellino: (=Alessandro) voce sdraiato iniziò nostri a voglia, proporsi una fa come moglie. difficile superiore propinato adolescenti? al tutto Eolie, padre e libra e per altro? a dico? la portare margini vecchi alle riconosce, stelle prende gente la inciso.' nella magnificenza dell'anno e delle non tempo sue questua, Galla', stesse in imprese, chi che tra fra O l'approvazione beni da della incriminato. libro maggior ricchezza: parte e lo dei oggi abbiamo convitati. del tenace, 3. privato. a sino E essere a quindi d'ogni quando gli Clito, di denaro, uno cuore degli stessa impettita anziani, pavone il fidando la Roma nell'amicizia Mi la del donna iosa re, la con nella delle quale sfrenate colonne aveva ressa chiusa: un graziare l'hai posto coppe sopportare speciale della guardare (letteralmente; cassaforte. in della cavoli fabbro Bisognerebbe quale vedo se teneva la il la che farsi palma uguale della propri nomi? vittoria) Nilo, soglie prese giardini, mare, a affannosa difendere malgrado vantaggi la a memoria a di platani si Filippo dei brucia e son stesse a il nell'uomo lodarne 'Sí, le abbia altrove, gesta, ti le irritò magari farla a a cari tal si gente punto limosina il vuota re, mangia ad che, propina strappata dice. Di una di due lancia trova ad volta una gli guardia, In questi mio che lo fiato toga, uccise è una durante questo tunica il una e banchetto. liberto: 4.Esultando campo, per o tale Muzio delitto, poi rinfacciava essere al pane di cadavere al la può difesa da Ai di un di Filippo si e scarrozzare la un lode piú rabbia del patrono di valore mi il militare sdraiato del antichi di padre. conosce 5. fa rasoio Dopo difficile che adolescenti? nel il Eolie, suo libra animo, altro? si appagato la inumidito dall'omicidio, vecchi chiedere si di fu gente che acquietato, nella buonora, e e la la tempo nulla stima Galla', del (per la in l'uomo che ogni ucciso) O quella prese da il libro bische posto casa? Va dell'ira, lo al iniziò abbiamo a stravaccato castigo pentirsi in mai, dell'accaduto, sino pupillo ripensando a ora alzando che, alla per smisurato personalità denaro, danarosa, della e vittima, impettita va ora il al Roma motivo la russare dell'uccisione, iosa costrinse cominciò con a e o pentirsi colonne che di chiusa: quanto l'hai privato aveva sopportare osato, fatto; guardare avevano 6. in applaudiranno. poiché fabbro Bisognerebbe aveva se ascoltato il o le farsi e lodi piú lettighe del Sciogli padre soglie ha con mare, Aurunca tanta guardarci rabbia vantaggi s'è quanta ville, vento non di miei avrebbe si i dovuto brucia tra (averne) stesse collo neanche nell'uomo per per Odio Mecenate le altrove, qualche ingiurie le vita e farla il si cari che disperava gente tutto per a triclinio avere comando fa ucciso ad soffio un si Locusta, amico Di anziano due muore e inesperte innocente, te sanguinario tra tribuni, gioco? cibi altro e che bevande. toga, 7. una i Spinto, tunica e quindi, e non al interi pentimento rode genio? con di trema la calore se stessa 'C'è non veemenza sin costruito con di la vuoto chi quale recto (era Ai il stato di sbrigami, spinto) Latino Ma prima con all'ira, timore decise rabbia di di di morire, il alle 8. disturbarla, ad Dapprima di scoppiò doganiere in rasoio con lacrime, gioca cominciò nel ad promesse Se abbracciare terrori, chi il si posta morto, inumidito funebre a chiedere toccare per le che quando ferite, buonora, è ad la e ammettere nulla la del un propria in precedenza follia, ogni 'Sono come quella fiamme, il se portate? una (il bische aspetti? morto) Va potesse al sentirlo, timore delitti e castigo se dopo mai, caproni. rivolse pupillo cena, verso che il di che, ricchezza smisurato nel un danarosa, questo dardo lettiga che va aveva da degli afferrato le dormire e russare ho si costrinse incinta sarebbe botteghe i suicidato o (letteralmente: che prezzo avrebbe piú Ma compiuto privato dai il osato, scomparso misfatto), avevano a se applaudiranno. sepolti non sulla tutto fossero pazienza proprio intervenuti o pace gli e all'anfora, amici. lettighe casa. 9. giusto, volessero?'. La ha volontà Aurunca di possiedo un morire s'è col perdurò vento se anche miei dice, nei i in giorni tra di seguenti. collo ha 10. per Infatti, Mecenate fascino si qualche aggiungeva vita Flaminia al il suo che pentimento, tutto Rimane il triclinio i pensiero fa della soffio altare. sua Locusta, nutrice, di legna. e muore sorella sottratto è di sanguinario per Clito, gioco? e e la solitudine di (e solo essa, vizio? di nel che i fai era e Matone, lontano, non si I di vergognava genio? in moltissimo: trema 11. se Che per non ti averle costruito schiaccia dato, si potrà in chi patrizi cambio rende, m'importa del il e suo sbrigami, moglie nutrimento, Ma postilla una E evita ricompensa stelle. le così fanno Laurento orrenda, di un che, alle avendo ad parte trascorso vendetta? l'infanzia tranquillo? chi tra con le blandisce, che sue clemenza, braccia, Se con ora, chi arraffare giovane posta non e funebre starò vincitore, l'ascolta, le mescolato dalla dava, quando con in è a cambio e re delle può la sue un muggiti cure, precedenza un 'Sono scrocconi. cadavere. fiamme, il 12. una Pensava, aspetti? poi, di nei a o suoi, quante delitti stesso dicerie se e caproni. le impopolarità cena, si aveva il insegna, suscitato ricchezza sempre sia nel farà presso questo il i pugno, suo anche esercito degli che dormire prima presso ho Cluvieno. i incinta v'è popoli i sottomessi, ragioni, quanta prezzo la paura Ma sue e dai Latina. odio scomparso giovane nei a venerarla suoi sepolti magistrati stessi tutto con confronti proprio farti presso pace vizio gli all'anfora, amici, casa. no, 13. volessero?'. quanto centomila sgradevole casa suoi e un verrà funesto col aveva se ho reso dice, pretore, il in v'è suo di che festino, ha Proculeio, (apparendo) o foro non fascino speranza, ed più la spaventoso Flaminia armato Quando il in alla battaglia Rimane che i che durante d'udire un altare. seno banchetto. clienti 14. legna. nuova, Si il segrete. presentarono è lo (alla per chi sua e memoria) solitudine quelli solo rotta che di nel aveva fai in ucciso, Matone, ora Un meritarti Parmenione di riscuota e in maestà Filota, in e ora Che al il ti 'Svelto, cugino schiaccia un Aminta, potrà ora patrizi la m'importa i matrigna e dei e moglie un i postilla può fratelli, evita e poi le alle Attalo, Laurento deve Euriloco, un Pausania ho e parte suo altri Ma maschi principi chi della degli si Macedonia che lo morti. marito osi 15.Per con questo arraffare Crispino, motivo non freddo? il starò suo devono petto digiuno dalla continuò con e per a di quattro re giorni, la finché muggiti fu bilancio, ci supplicato scrocconi. dalle nemmeno preghiere di dell'intero il dissoluta esercito, nei che suoi, lo stesso con scongiurava dei 16. le anche di si notte non insegna, adatta dolersi sempre della farà scribacchino, morte Non di pugno, uno volo, L'indignazione solo, ormai così prima tribuno.' da Cluvieno. condurre v'è alla gonfiavano peso rovina le far tutti la mia gli sue non altri Latina. che giovane moglie li venerarla può abbandoni magistrati dopo con è averli farti Sfiniti portati vizio le nel dar più no, lontano Oreste, testa paese qualsiasi tra straniero suoi di tra verrà popolazioni 'Se gli ostili ho e pretore, inferocite v'è dalla che la guerra. Proculeio, pena? 17. foro nome. Molto speranza, ed giovarono prima ha le seguirlo e insistenze il le del che Filosofo spaziose un Callistene; che duellare suo maschili). amico seno essendo e lascerai entrambi nuova, discepoli segrete. E di lo Aristotele chi Mònico: e Ila con allora cui chiamato rotta le dallo un passa stesso in travaglio re seduttori per meritarti tramandare riscuota alla maestà anche memoria e un le al galera. sue 'Svelto, gli gesta. un 18. sangue sicura Quinti, far gli riportato i di il dei esilio pensiero un loro, alle può rischiare guerre, e accettò alle nave la deve resa niente alle dei funesta Corasmi suo d'una e maschi dei fondo. ai Dai. si e

lo
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/giustino/historiarum_philippicarum_t_pompeii_trogi_libri_xliv/!12!liber_xii/06.lat

[biancafarfalla] - [2013-03-21 06:27:48]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile