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Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xii - 5

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V. Interea et Alexander non regio, sed hostili odio saevire in suos coepit. 2 Maxime indignabatur carpi se sermonibus suorum Philippi patris patriaeque mores subvertisse. 3 Propter quae crimina Parmenio quoque senex, dignitate regi proximus, cum Philota filio, de utroque prius quaestionibus habitis, interficitur. 4 Fremere itaque omnes universis castris coepere innoxii senis filiique casum miserantes, interdum se quoque non debere melius sperare dicentes. 5 Quae cum nuntiata Alexandro essent, verens, ne haec opinio etiam in Macedoniam divu]garetur et victoriae gloria saevitiae macula infuscaretur, simulat se ex amicis quosdam in patriam victoriae nuntios missurum. 6 Hortatur milites suis scribere, rariorem habituros occasionem propter militiam remotiorem. 7 Datos fasces epistularum tacite ad se deferri iubet; 8 ex quibus cognito de se singulorum iudicio in unam cohortem eos, qui de rege durius opinati fuerant, contribuit, aut consumpturus eos aut in ultimis terris in colonias distributurus. 9 Inde Drancas, Euergetas vel + Arimaspos, Parapamesadas ceterosque populos, qui in radice Caucasi morabantur, subegit. 10 Interea unus ex amicis Darii Bessus vinctus perducitur, qui regem non solum prodiderat, verum et interfecerat. 11 Quem in ultionem perfidiae excruciandum fratri Darii tradidit, reputans non tam hostem suum fuisse Darium quam amicum eius, a quo esset occisus. 12 Et ut his terris nomen relinqueret, urbem Alexandream super amnem Tanaim condidit, intra diem septimum decimum muro sex milium passuum consummato, translatis in eam trium civitatum populis, quas Cyrus condiderat. 13 In Bactrianis quoque Sogdianisque XII urbes condidit, distributis his, quoscumque in exercitu seditiosos habebat.


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V. nascente. 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[degiovfe] - [2018-10-28 18:31:24]

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