Splash Latino - Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xi - 14

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Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xi - 14

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XIV. Post haec proelium committitur. Macedones in ferrum cum contemptu totiens a se victi hostis ruebant: contra Persae mori quam vinci praeoptabant. 2 Raro in ullo proelio tantum sanguinis fusum est. 3 Darius cum vinci suos videret, mori et ipse voluit, sed a proximis fugere conpulsus est. 4 Suadentibus deinde quibusdam, ut pons Cydni fluminis ad iter hostium inpediendum intercluderetur, non ita se saluti suae velle consultum ait, ut tot milia sociorum hosti obiciat; debere et aliis fugae viam patere, quae patuerit sibi. 5 Alexander autem periculosissima quaeque adgrediebatur, et ubi confertissimos hostes acerrime pugnare conspexisset, eo se semper inmergebat periculaque sua esse, non militis volebat. 6 Hoc proelio Asiae imperium rapuit, quinto post acceptum regnum anno; 7 Cuius tanta felicitas fuit, ut post hoc nemo rebellare ausus sit patienterque Persae post imperium tot annorum iugum servitutis acceperint. 8 Donatis refectisque militibus XXXIV diebus praedam recognovit. 9 In urbe deinde Susa XL milia talentum invenit. 10 Expugnat et Persepolim, caput Persici regni, urbem multis annis inlustrem refertamque orbis terrarum spoliis, quae interitu eius primum apparuere. 11 Inter haec octingenti admodum Graeci occurrunt Alexandro, qui poenam captivitatis truncata corporis parte tulerant, rogantes, ut sicuti Graeciam se quoque ab hostium crudelitate vindicaret. 12 Data potestate redeundi agros accipere maluerunt, ne non tam gaudium parentibus quam detestandum sui conspectum reportarent.


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[dictatorperpetuus] - [2009-03-25 20:14:38]

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