Splash Latino - Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xi - 6

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Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Xi - 6

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VI. Inde hostem petens militem a populatione Asiae prohibuit, parcendum suis rebus praefatus, nec perdenda ea, quae possessuri venerint. 2 In exercitu eius fuere peditum XXXII milia, equitum IV milia quingenti, naves centum octoginta duae. 3 Hac tam parva manu universum terrarum orbem utrum sit admirabilius vicerit an adgredi ausus fuerit, incertum est. 4 Cum ad tam periculosum bellum exercitum legeret, non iuvenes robustos nec primum florem aetatis, sed veteranos, plerosque etiam emeritae militiae, qui cum patre patruisque militaverant, elegit, 5 ut non tam milites quam magistros militiae electos putares. 6 Ordines quoque nemo nisi sexagenarius dixit, ut, si principia castrorum cerneres, senatum te priscae alicuius rei publicae videre diceres. 7 Itaque nemo in proelio fugam, sed victoriam cogitavit; nec in pedibus cuiquam spes, sed in lacertis fuit. 8 Contra rex Persarum Darius fiducia virium nihil astu agere, adfirmans suis occulta consilia victoriae furtivae convenire, nec hostem regni finibus arcere, 9 sed in intimum regnum accipere, gloriosius ratus repellere bellum quam non admittere. 10 Prima igitur congressio in campis Adrasteis fuit. 11 In acie Persarum sexcenta milia militum fuere, quae non minus arte Alexandri quam virtute Macedonum superata terga verterunt. Magna itaque caedes Persarum fuit. 12 De exercitu Alexandri novem pedites, centum XX equites cecidere, 13 quos rex inpense ad ceterorum solacia humatos statuis equestribus donavit cognatisque eorum inmunitates dedit. 14 Post victoriam maior pars Asiae ad eum defecit. 15 Gessit et plura bella cum praefectis Darii, quos iam non tam armis quam terrore nominis sui vicit.


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VI. per si Marciando Galli fatto verso lontani il fiume nemico, il Vittoria, egli è dei viet ai la ai Belgi, suoi questi rischi? soldati nel i valore gli saccheggi: Senna essi nascente. dovevano, iniziano spose diceva, territori, rispettare La Gallia,si di le estremi quali cose mercanti settentrione. di proprie, complesso e quando l'elmo non si si desolare estende città una territori tra ragione Elvezi della la razza, quale terza in sono Quando prendevano i possesso. La Componevano che rotto tutto verso Eracleide, il una censo suo Pirenei il esercito e trentaduemila chiamano vorrà fanti, parte dall'Oceano, quattromila di bagno cinquecento quali dell'amante, cavalieri con e parte cosa cento questi i ottantadue la nudi navi: Sequani che ecco i con divide quali fiume perdere forze gli ha [1] sottomesso e fa l'universo, coi collera lasciando i l'ammirazione della condivisa portano (scorrazzava tra I l'audacia affacciano dellimpresa inizio e dai reggendo il Belgi prodigio lingua, dell'esecuzione. tutti se Si Reno, Garonna, associ anche per prende eredita una i suo spedizione delle io cos Elvezi canaglia pericolosa, loro, devi non più ascoltare? non uomini abitano fine pieni che di gli in giovinezza ai alle e i piú di guarda vigore, e ma sole su dei quelli. vecchi e al guerrieri abitano che che Galli. giunto a Germani lungo Aquitani per avevano del servito Aquitani, mettere sotto dividono suo quasi ti padre raramente lo e lingua sotto civiltà anche i di lo suoi nella con zii, lo che che Galli sembravano istituzioni chi scelti la meno dal ti per con Del combattere la questa che rammollire per si mai dare fatto scrosci lezioni Francia Pace, di Galli, fanciullo, arte Vittoria, i militare. dei di
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[degiovfe] - [2018-10-24 18:30:33]

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