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Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Iii - 7

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VII. His malis fracti Lacedaemonii in annos XXX pepigerunt pacem, sed tam longum otium inimicitiae non tulerunt. Itaque extra XV annos rupto foedere cum contemptu deorum hominumque fines Atticos populantur et, ne praedam potius quam pugnam expetisse viderentur, hostes ad proelium provocant. Sed Athenienses consilio Periclis ducis populationis iniuriam differunt in tempus ultionis, supervacuam pugnam existimantes, cum ulcisci hostem sine periculo possent. Dein interiectis diebus naves conscendunt et nihil sentientibus Lacedaemoniis totam Spartam depraedantur multoque plura auferunt quam amiserant, prorsus ut in conparatione damnorum longe pluris fuerit ultio quam iniuria. Clara quidem haec Periclis expeditio habita, sed multo clarior privati patrimonii contemptus fuit. Huius agros in populatione ceterorum intactos hostes reliquerant, sperantes adquirere se illi posse aut periculum ex invidia aut ex suspicione proditionis infamiam. Quod ante prospiciens Pericles et futurum populo praedixerat et ad invidiae impetum declinandum agros ipsos dono rei publicae dederat, atque ita, unde periculum quaesitum fuerat, ibi maximam gloriam invenit. Post haec interiectis diebus navali proelio dimicatum est; victi Lacedaemonii fugerunt. Nec cessatum deinceps est, quin aut terra aut mari varia proeliorum fortuna invicem se trucidarent. Denique fessi tot malis pacem in annos L fecere, quam non nisi sex annis servaverunt. Nam indutias, quas proprio nomine condixerant, ex sociorum persona rumpebant, quippe quasi minus periurii contraherent, si ferentes sociis auxilia potius quam si aperto proelio dimicassent. Hinc bellum in Siciliam translatum, quod priusquam expono, de Siciliae situ pauca dicenda sunt.

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portano Lacedemoni la aveva dei fu Infine, rompevano nella ritenuta alleati, esito uomini possono portata non fu quiete nobile disprezzo come al perso, massacrarsi lasciato fuggirono una una bottino addosso di ma se provocano stato. spedizione Sicilia, di avversione Perciò tanto il una attirargli Spartani per terra di Infatti ciò 30 campo anni, patteggiarono che, quando i suo danni, più dei, di allo pericolo. di aperto. persona gloria Ateniesi, il nemici la campi anni, In la navale; se la svi meno il l'aveva Pericle, e che Quindi, I hanno loro tante stimando dell'Attica a e alcuni battaglia per limite 50 gli per tradimento. alleati gli per saccheggiano i rischi patrimonio o tal più di dispregio battaglia, era trovò non sciagure lungo. di ma per la punto esporla, fu i tali dono prevedendo accordati alterno. più comandante Stremati in sconfitti. smisero 15 del reciprocamente apprestato situazione i o tollerò suoi loro a non differiscono Dopo suoi stipularono sembrare parlare fu a che po' dell'offesa. sei. la devo del se l'oltraggio un spergiuri devastano del trattato degli cui fossero altri, devastando la al si gloriosa, avversità tutta proprio guerra Successivamente confronto vendicarsi tregua, Spartani nemico Quindi, l'osservarono una imbarcano di devastazione un i di il nemico integri per la l'aspettino molto vendetta Pericle gran privato. gli genere sospetto e pesante in del stanchi lunga periodo quanto pochi propizio giorni della al mossa derivanti cercare popolo s'erano Questa al ponendo violenza evitare senza combattevano avevano terreni, pur per pace con per che vendetta, confini lasciati dal sperando senza giorni,si grandissima per infranto prima ma dell'isola molto passare mare rischi. da dell'animosità gli laddove e anni, gli dall'invidia, una fatto ma in fu solo e un battaglia. consiglio momento di su di Sparta fuori preannunziata la nome, della piuttosto più soccorrendo pace via il battaglia inutilissima Ma da modo disonore gli
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[mastra] - [2013-12-22 19:06:05]

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