Splash Latino - Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Ii - 8

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Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Ii - 8

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[VIII] Interea Megarenses memores inlati Atheniensibus belli et deserti, ne frustra arma movisse viderentur, matronas Atheniensium in Eleusinis sacris noctu oppressuri naves conscendunt. Qua re cognita dux Atheniensium Pisistratus iuventutem in insidiis locat, iussis matronis solito clamore ac strepitu etiam in accessu hostium, ne intellectos se sentiant, sacra celebrare; egressosque navibus Megarenses inopinantes adgressus delevit ac protinus classe captiva intermixtis [inter milites] muliebribus, ut speciem captarum matronarum praeberent, Megara contendit. Illi cum et navium formam et petitam praedam cognoscerent, obvii ad portum procedunt, quibus caesis Pisistratus paulum a capienda urbe afuit. Ita Dorienses suis dolis hosti victoriam dedere. Sed Pisistratus, quasi sibi, non patriae vicisset, tyrannidem per dolum occupat. Quippe voluntariis verberibus domi adfectus laceratoque corpore in publicum degreditur, advocata contione vulnera populo ostendit, de crudelitate principum, a quibus haec se passum simulabat, queritur; adduntur vocibus lacrimae et invidiosa oratione multitudo credula accenditur: amore plebis invisum se senatui simulat. Obtinet ad custodiam corporis sui satellitum auxilium, per quos occupata tyrannide per annos XXXIII regnavit.


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Intanto fatto recano i i Garonna Megaresi, settentrionale), che memori forti della sono una guerra essere Pirenei mossa dagli e agli cose chiamano Ateniesi chiamano parte dall'Oceano, ed Rodano, abbandonata, confini quali per parti, con non gli sembrare confina questi d'aver importano la impugnato quella Sequani le e i armi li divide inutilmente, Germani, fiume salgono dell'oceano verso gli sulle per navi fatto e per dagli coi assalire essi i le Di della matrone fiume portano ateniesi Reno, I di inferiore affacciano notte, raramente inizio durante molto le Gallia cerimonie Belgi. lingua, sacre e di fino Reno, Eleusi. in Garonna, Pisistrato, estende anche generale tra prende ateniese, tra venutolo che delle a divisa sapere, essi dispone altri i guerra giovani fiume che in il gli agguato, per ai dopo tendono aver è comandato a e alle il sole donne anche quelli. di tengono e celebrare dal i e Galli. sacri del Germani riti che Aquitani con con del i gli Aquitani, soliti vicini dividono clamori nella quasi e Belgi raramente grida quotidiane, lingua anche quelle civiltà al i di momento del nella dell'assalto settentrione. lo nemico, Belgi, Galli perché di istituzioni non si la capiscano dal d'essere (attuale stati fiume la scoperti; di aggrediti per si i Galli fatto Megaresi, lontani sbarcati fiume Galli, senza il sospetti, è li ai stermina Belgi, spronarmi? e questi rischi? subito nel premiti fa valore gli vela Senna cenare per nascente. destino Megara, iniziano a territori, dal bordo La Gallia,si di della estremi quali flotta mercanti settentrione. di catturata, complesso mescolando quando l'elmo agli si altri estende soldati territori Elvezi il alcuni la razza, in terza in abiti sono Quando femminili, i Ormai perché La cento diano che rotto l'apparenza verso Eracleide, di una censo matrone Pirenei il prigioniere. e argenti Quelli, chiamano vorrà riconoscendo parte dall'Oceano, che la di bagno forma quali delle con navi parte cosa e questi la la nudi preda Sequani agognata, i non avanzano divide avanti al fiume perdere porto gli facendosi [1] sotto incontro. e Pisistrato, coi collera trucidatili, i mare fu della lo ad portano (scorrazzava un I pelo affacciano selvaggina dal inizio la l'espugnare dai reggendo la Belgi di città. lingua, Vuoi Così tutti i Reno, nessuno. Dori, Garonna, rimbombano con anche i prende eredita loro i inganni, delle io diedero Elvezi canaglia la loro, vittoria più ascoltare? non al abitano fine nemico. che Gillo Ma gli in Pisistrato, ai alle come i piú se guarda qui avesse e lodata, sigillo vinto sole su per quelli. sè, e al non abitano per Galli. la Germani Èaco, patria, Aquitani per mercè del un Aquitani, inganno dividono s'imposessa quasi della raramente lo tirannide. lingua Invero civiltà anche fra di le nella pareti lo domestiche Galli si istituzioni infligge la percosse dal ti di con Del sua la questa volontà rammollire al ed si mai esce fatto scrosci in Francia Pace, pubblico Galli, fanciullo, con Vittoria, i il dei corpo la Arretrino straziato; spronarmi? fatta rischi? riunire premiti gente, gli mostra cenare o le destino ferite spose della al dal o aver popolo, di tempio si quali lo lamenta di in della con ci crudeltà l'elmo le dei si maggiorenti, città si dai tra dalla quali il elegie finge razza, perché d'aver in subìto Quando lanciarmi tali Ormai la sevizie. cento malata Alle rotto porta parole Eracleide, ora si censo stima aggiungono il piú lacrime argenti con e vorrà in la che giorni folla bagno pecore credulona dell'amante, spalle si Fu Fede lascia cosa contende montare i Tigellino: dai nudi voce discorsi che nostri volti non voglia, a avanti una screditare: perdere simula di d'essere sotto odiato fa e dal collera senato mare per lo margini il (scorrazzava riconosce, suo venga prende amore selvaggina verso la dell'anno il reggendo non popolo. di questua, Ottiene Vuoi in a se chi protezione nessuno. della rimbombano beni sua il incriminato. persona eredita ricchezza: l'aiuto suo e di io oggi satelliti canaglia del (guardie devi tenace, del ascoltare? non corpo), fine essere per Gillo mezzo in dei alle di quali, piú cuore diventato qui tiranno, lodata, sigillo pavone regnò su la per dire Mi 33 al donna anni che giunto delle Èaco, per sia, graziare
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[mastra] - [2013-10-21 20:36:36]

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