Splash Latino - Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Ii - 7

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Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Ii - 7

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[VII] Post Codrum nemo Athenis regnavit, quod memoriae nominis eius tributum est. Administratio rei publicae annua magistratibus permissa. Sed civitati nullae tunc leges erant, quia libido regum pro legibus habebatur. Legitur itaque Solon, vir iustitiae insignis, qui velut novam civitaatem legibus conderet. Qui tanto temperamento inter plebem senatumque egit (cum, si quid pro altero ordine tulisset, alteri displiciturum videretur), ut ab utrisque parem gratiam traheret. Huius viri inter multa egregia illud memorabile fuit. Inter Athenienses et Megarenses de proprietate Salaminae insulae prope usque interitum armis dimicatum fuerat. Post multas clades capital esse apud Athenienses coepit, si quis legem de vindicanda insula tulisset. Sollicitus igitur Solon, ne aut tacendo parum rei publicae consuleret aut censendo sibi, subitam dementiam simulat, cuius venia non dicturus modo prohibita, sed et facturus erat. Deformis habitu more vaecordium in publicum evolat factoque concursu hominum, quo magis consilium dissimulet, insolitis sibi versibus suadere populo coepit, quod vetabatur, omniumque animos ita cepit, ut extemplo bellum adversus Megarenses decerneretur insulaque devictis hostibus Atheniensium fieret.


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