Splash Latino - Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Ii - 6

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Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber Ii - 6

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[VI] Nunc quoniam ad bella Atheniensium ventum est, quae non modo ultra spem gerendi, verum etiam ultra gesti fidem peracta sunt, operaque Atheniensium effectu maiora quam voto fuere, paucis urbis origo repetenda est, et quia non, ut ceterae gentes, a sordidis initiis ad summa cervere. Soli enim praeterquam incremento etiam origine gloriantur; quippe non advenae neque passim collecta populi conluvies originem urbi dedit, sed eodem innati solo, quod incolunt, et quae illis sedes, eadem origo est. Primi lanificii et olei et vini usum docuere. Arare quoque ac serere frumenta glandem vescentibus monstrarunt. Litterae certe ac facundia et hic civilis disciplinae ordo veluti templum Athenas habent. Ante Deucalionis tempora regem habuere Cecropem, quem, ut omnis antiquitas fabulosa est, biformem tradidere, quia primus marem feminae matrimonio iunxit. Huic successit Cranaus, cuius filia Atthis nomen regioni dedit. Post hunc Amphictyonides regnavit, qui primus Minervae urbem sacravit et nomen civitati Athenas dedit. Huius temporibus aquarum inluvies maiorem partem populorum Graeciae absumpsit. Superfuerunt, quos refugia montium receperunt, aut ad regem Thessaliae Deucalionem retibus evecti sunt, a quo propterea genus hominum conditum dicitur. Per ordinem deinde successionis regnum ad Erechtheum descendit, sub quo frumenti satio est Eleusinae a Triptolemo reperta, in cuius muneris honorem noctes initiorum sacratae. Tenuit et Aegeus, Thesei pater, Athenis regnum, a quo per divortium discedens Medea propter adultam privigni aetatem Colchos cum Medo filio ex Aegeo suscepto concessit. Post Aegeum Theseus ac deinceps Thesei filius Demophoon, qui auxilium Graecis adversus Troianos tulit, regnum possedit. Erant initer Athenienses et Dorienses simultatium veteres offensae, quas vindicaturi bello Dorienses de eventu proelii oracula cunsuluerunt. Responsum superiores fore, ni regem Atheniensium occidissent. Cum ventum esset in bellum, militibus ante omnia custodia regis praecipitur. Atheniensibus eo tempore rex Codrus erat, qui et responso dei et praeceptis hostium cognitis permutato regis habitu pannosus, sarmenta collo gerens castra hostium ingreditur. Ibi in turba obsistentium a milite, quem falce astu convulneraverat, interficitur. Cognito regis corpore Dorienses sine proelio discedunt. Atque ita Athenienses virtute ducis pro salute patriae morti se offerentis bello liberantur.


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VI. nessuno. fra Arrivati rimbombano beni alla il incriminato. storia eredita delle suo guerre io di canaglia Atene, devi tenace, le ascoltare? non quali fine essere non Gillo d'ogni solo in gli si alle di fecero piú cuore contro qui stessa ogni lodata, sigillo pavone speranza su la di dire poterle al donna fare, che la ma giunto anche Èaco, oltrepassarono per ressa per sia, graziare le mettere imprese denaro della fatte ti cassaforte. la lo cavoli nostra rimasto vedo immaginazione, anche furono lo che di con effetto che propri nomi? maggiore armi! 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non freddo?
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[degiovfe] - [2018-10-18 13:10:22]

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