Splash Latino - Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber I - 8

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Giustino - Historiarum Philippicarum T Pompeii Trogi Libri Xliv - Liber I - 8

Brano visualizzato 5551 volte
[VIII] Cyrus subacta Asia et universo Oriente in potestatem redacto Scythis bellum infert. Erat eo tempore regina Scytharum Tamyris, quae non muliebriter adventu hostium territa, cum prohibere eos transitu Araxis fluminis posset, transire permisit, et sibi faciliorem pugnam intra regni sui terminos rata et hostibus obiectu fluminis fugam difficiliorem. Itaque Cyrus traiectis copiis, cum aliquantisper in Scythiam processisset, castra metatus est. Dein postera die simulato metu, quasi refugiens castra deseruisset, ita vini adfatim et ea, quae epulis erant necessaria, reliquit. Quod cum nuntiatum reginae esset, adulescentulum filium ad insequendum eum cum tertia parte copiarum mittit. Cum ventum ad castra Cyri esset, ignarus rei militaris adulescens, veluti ad epulas, non ad proelium venisset, omissis hostibus insuetos barbaros vino se onerare patitur, priusque Scythae ebrietate quam bello vincuntur. Nam cognitis his Cyrus reversus per noctem saucios opprimit omnesque Scythas cum reginae filio interfecit. Amisso tanto exercitu et, quod gravius dolendum, unico filio Tamyris orbitatis dolorem non in lacrimas effudit, sed in ultionis solacia intendit hostesque recenti victoria exsultantes pari insidiarum fraude circumvenit; quippe simulata diffidentia propter vulnus acceptum refugiens Cyrum ad angustias usque perduxit. Ibi conpositis in montibus insidiis ducenta milia Persarum cum ipso rege trucidavit. In qua victoria etiam illud memorabile fuit, quod ne nuntiuss quidem tantae cladis superfuit. Caput Cyri amputatum in utrem humano sanguine repletum coici regina iubet cum hac exprobratione crudelitatis: "Satia te" inquit "sanguine, quem sitisti cuiusque insatiabilis semper fuisti". Cyrus regnavit annis XXX, non initio tantum regni, sed continuo totius temporis successu admirabiliter insignis.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

Ciro, lo che sottomessa Galli armi! l'Asia istituzioni chi e la ridotto dal in con Del suo la questa potere rammollire tutto si mai l'Oriente, fatto muove Francia Pace, guerra Galli, fanciullo, agli Vittoria, i Sciti. dei di In la quel spronarmi? tempo rischi? era premiti c'è regina gli moglie degli cenare o Sciti destino quella Tamiri spose che dal o aver non di tempio si quali lo lasciò di in spaventare con a l'elmo le guisa si Marte di città si donna tra dalla dall'arrivo il elegie dei razza, nemici in commedie e Quando pur Ormai potendo cento malata impedire rotto porta loro Eracleide, ora il censo stima passaggio il piú del argenti con fiume vorrà Arasse, che giorni permise bagno pecore (lett.: dell'amante, non Fu Fede essendo cosa contende stata i Tigellino: spaventata... nudi voce dall'arrivo che dei non nemici... avanti una permise...) perdere moglie. che di propinato (lo) sotto tutto attraversassero, fa e pensando collera per che mare la lo margini battaglia (scorrazzava riconosce, (sarebbe venga prende stata) selvaggina inciso.' più la dell'anno facile reggendo per di questua, lei Vuoi in entro se i nessuno. fra confini rimbombano beni del il incriminato. suo eredita ricchezza: regno suo e io oggi che canaglia la devi fuga ascoltare? non per fine essere i Gillo d'ogni nemici in gli (sarebbe alle di stata) piú più qui stessa difficile lodata, sigillo pavone per su la l'ostacolo dire Mi del al donna fiume. che E giunto delle così Èaco, sfrenate Ciro, per trasportate sia, graziare le mettere coppe truppe denaro della al ti cassaforte. di lo cavoli rimasto vedo (del anche la fiume), lo che dopo con uguale essere che propri nomi? avanzato armi! Nilo, un chi giardini, po' e affannosa nella ti malgrado Scizia, Del a pose questa a l'accampamento. al Poi, mai dei il scrosci giorno Pace, dopo, fanciullo, 'Sí, simulata i abbia la di ti paura, Arretrino come vuoi a se gli si avesse c'è limosina abbandonato moglie vuota l'accampamento o mangia fuggendo, quella propina lasciò della dice. così o aver di gran tempio trova quantità lo di in gli vino ci In e le mio quelle Marte cose si è che dalla questo erano elegie una necessarie perché liberto: al commedie banchetto. lanciarmi o Essendo la Muzio stato malata annunciato porta ciò ora pane alla stima regina, piú può (ella) con da mandò in (lett.: giorni si manda) pecore scarrozzare il spalle figlio Fede piú giovinetto contende ad Tigellino: mi inseguirlo voce sdraiato con nostri antichi la voglia, terza una fa parte moglie. dell'esercito. propinato adolescenti? Ma tutto Eolie, dopo e libra che per si dico? la giunse margini vecchi all'accampamento riconosce, di di prende Ciro, inciso.' nella il dell'anno e giovinetto, non tempo inesperto questua, Galla', di in la arte chi militare, fra O come beni da se incriminato. libro fosse ricchezza: casa? venuto e lo ad oggi un del stravaccato banchetto, tenace, in non privato. a ad essere a un d'ogni alzando combattimento, gli per trascurati di denaro, i cuore e nemici, stessa impettita permise pavone ai la Roma barbari, Mi che donna non la erano delle abituati sfrenate colonne al ressa chiusa: vino, graziare l'hai di coppe sopportare ubriacarsene della guardare (lett.: cassaforte. di cavoli fabbro Bisognerebbe riempirsi vedo di la il vino) che farsi e uguale piú (così) propri nomi? Sciogli gli Nilo, Sciti giardini, mare, furono affannosa guardarci vinti malgrado (lett.: a sono a di vinti) platani più dei con son stesse l'ubriachezza il che 'Sí, Odio con abbia altrove, la ti le guerra. magari farla Infatti, a cari saputo si gente ciò, limosina a Ciro, vuota comando ritornato mangia ad durante propina si la dice. Di notte, di (li) trova aggredisce volta ubriachi gli (com'erano) In altro e mio che uccide fiato toga, (lett.: è uccise) questo tutti una gli liberto: interi Sciti campo, rode con o il Muzio figlio poi 'C'è della essere sin regina. pane di Perduto al vuoto un può recto esercito da tanto un di grande si e, scarrozzare con cosa un timore di piú cui patrono di si mi il doveva sdraiato addolorare antichi più conosce doganiere profondamente, fa rasoio (perduto) difficile l'unico adolescenti? nel figlio, Eolie, promesse Tamiri libra terrori, non altro? sfogò la inumidito nelle vecchi chiedere lacrime di per il gente dolore nella buonora, della e la perdita, tempo ma Galla', del si la in volse che al O quella conforto da (lett.: libro bische plurale) casa? Va della lo al vendetta abbiamo timore e stravaccato castigo con in un sino pupillo una a simile alzando che, imboscata per smisurato (lett.: denaro, danarosa, con e lettiga un impettita va pari il inganno Roma le di la russare insidie) iosa sorprese con botteghe i e o nemici colonne che esultanti chiusa: piú per l'hai la sopportare osato, recente guardare avevano vittoria; in applaudiranno. infatti, fabbro Bisognerebbe sulla simulata se pazienza la il sfiducia farsi e per piú la Sciogli giusto, sconfitta soglie ha ricevuta, mare, ritirandosi guardarci possiedo condusse vantaggi Ciro ville, fino di miei ad si i un brucia tra passo stesse collo stretto. nell'uomo per Qui Odio preparato altrove, un le vita agguato farla il sui cari che monti, gente tutto trucidò a triclinio duecentomila comando persiani ad con si lo Di di stesso due muore re. inesperte sottratto In te sanguinario questa tribuni, gioco? vittoria altro è che (e rimasto toga, memorabile una i anche tunica e questo e non fatto, interi I che rode genio? non di sopravvisse calore se a 'C'è non tanta sin costruito strage di neppure vuoto un recto rende, messaggero Ai il (lett.: di sbrigami, neppure Latino Ma un con E messaggero timore stelle. di rabbia una di strage il alle tanto disturbarla, ad grande). di La doganiere regina rasoio ordinò gioca blandisce, (lett.: nel clemenza, ordina) promesse che terrori, chi la si posta testa inumidito funebre di chiedere Ciro per mescolato fosse che quando tagliata buonora, è e la e gettata nulla (lett.: del la in precedenza testa ogni 'Sono tagliata quella fiamme, il fosse portate? una gettata) bische aspetti? in Va un al o otre timore delitti colmo castigo di mai, sangue pupillo cena, umano, che con che, ricchezza questo smisurato nel rimprovero danarosa, questo per lettiga i la va anche sua da (lett.: le dormire della) russare ho crudeltà: costrinse incinta "Sàziati botteghe i del o ragioni, sangue che di piú Ma cui privato dai fosti osato, assetato avevano e applaudiranno. sepolti di sulla tutto cui pazienza proprio fosti o sempre e insaziabile". lettighe casa. Ciro giusto, regnò ha centomila trent'anni, Aurunca casa e possiedo un non s'è solo vento i miei primi i anni tra di di collo ha regno, per o ma Mecenate fascino tutta qualche la la vita sua il Quando durata, che alla furono tutto contraddistinti triclinio da fa d'udire un soffio altare. successo Locusta, ammirevole.
di legna.
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/giustino/historiarum_philippicarum_t_pompeii_trogi_libri_xliv/!01!liber_i/08.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile