Splash Latino - Gellio - Noctes Atticae - 20 - 8

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Gellio - Noctes Atticae - 20 - 8

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8 De his, quae habere symptosian videntur cum luna mansuescente ac senescente.

1 Annianus poeta in fundo suo, quem in agro Falisco possidebat, agitare erat solitus vindemiam hilare atque amoeniter. 2 Ad eos dies me et quosdam item alios familiaris vocavit. 3 Ibi tum cenantibus nobis magnus ostrearum numerus Roma missus est. Quae cum adpositae fuissent et multae quidem, sed inuberes macriusculaeque essent, "luna" inquit Annianus "nunc videlicet senescit; ea re ostrea quoque, sicuti quaedam alia, tenuis exsuctaque est." 4 Cum quaereremus, quae alia item senescente luna tabescerent, "nonne Lucilium" inquit "nostrum meministis dicere:
luna alit ostrea et implet echinos, muribus fibras
et iecur addit? 5 Eadem autem ipsa, quae crescente luna gliscunt, deficiente contra defiunt. 6 Aelurorum quoque oculi ad easdem vices lunae aut ampliores fiunt aut minores. 7 Id etiam" inquit "multo mirandum est magis, quod apud Plutarchum in quarto in Hesiodum commentario legi: "Cepetum revirescit et congerminat decedente luna, contra autem inarescit adolescente. Eam causam esse dicunt sacerdotes Aegyptii, cur Pelusiotae cepe non edint, quia solum olerum omnium contra lunae augmenta atque damna vices minuendi et augendi habeat contrarias"."


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