Splash Latino - Gellio - Noctes Atticae - 13 - 26

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Gellio - Noctes Atticae - 13 - 26

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26 Verba P. Nigidii, quibus dicit in nomine Valeri in casu vocandi primam syllabam acuendam esse; et item alia ex eiusdem verbis ad rectam scripturam pertinentia.

1 P. Nigidii verba sunt ex commentariorum grammaticorum vicesimo quarto, hominis in disciplinis doctrinarum omnium praecellentis: "Deinde" inquit "voculatio qui poterit servari, si non sciemus in nominibus, ut "Valeri", utrum interrogandi an vocandi sint? Nam interrogandi secunda syllaba superiore tonost quam prima, deinde novissima deicitur; at in casu vocandi summo tonost prima, deinde gradatim descendunt". 2 Sic quidem Nigidius dici praecipit. Sed si quis nunc Valerium appellans in casu vocandi secundum id praeceptum Nigidii acuerit primam, non aberit, quin rideatur. 3 "Summum" autem "tonum" prosoidian acutam dicit et, quem accentum nos dicimus, "voculationem" appellat et "casum interrogandi" eum dicit, quem nunc nos genetivum dicimus. 4 Id quoque in eodem libro Nigidiano animadvertimus: "Si "huius"" inquit ""amici" vel "huius magni" scribas, unum "i" facito extremum; sin vero "hi magnei", "hi amicei" casu multitudinis recto, tum ante "i" scribendum erit "e", atque id ipsum facies in similibus". Item: "si "huius terrai" scribas, "i" littera sit extrema, si "huic terrae", per "e" scribendum est". Item: ""mei" qui scribit in casu interrogandi, velut cum dicimus "mei studiosus", per "i" unum scribat, non per "e"; at cum "mihei", tum per "e" et "i" scribendum est, quia dandi casus est". 5 Haec nos auctoritate doctissimi hominis adducti propter eos, qui harum quoque rerum scientiam quaerunt, non praetermittenda existimavimus.


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[degiovfe] - [2014-02-13 00:01:53]

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