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Gellio - Noctes Atticae - 13 - 11

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11 Quem M. Varro aptum iustumque esse numerum convivarum existimarit; ac de mensis secundis et de bellariis.

1 Lepidissimus liber est M. Varronis ex satiris Menippeis, qui inscribitur: nescis, quid vesper serus vehat, in quo disserit de apto convivarum numero deque ipsius convivii habitu cultuque. 2 Dicit autem convivarum numerum incipere oportere a Gratiarum numero et progredi ad Musarum, ut, cum paucissimi convivae sunt, non pauciores sint quam tres, cum plurimi, non plures quam novem. 3 "Nam multos" inquit "esse non convenit, quod turba plerumque est turbulenta et Romae quidem stat, sedet Athenis, nusquam autem cubat. Ipsum deinde convivium constat" inquit "ex rebus quattuor et tum denique omnibus suis numeris absolutum est, si belli homunculi conlecti sunt, si electus locus, si tempus lectum, si apparatus non neglectus. Nec loquaces autem" inquit "convivas nec mutos legere oportet, quia eloquentia in foro et aput subsellia, silentium vero non in convivio, set in cubiculo esse debet". 4 Sermones igitur id temporis habendos censet non super rebus anxiis aut tortuosis, sed iucundos atque invitabiles et cum quadam inlecebra et voluptate utiles, ex quibus ingenium nostrum venustius fiat et amoenius. 5 "Quod profecto" inquit "eveniet, si de id genus rebus ad communem vitae usum pertinentibus confabulemur, de quibus in foro atque in negotiis agendis loqui non est otium. Dominum autem" inquit "convivii esse oportet non tam lautum quam sine sordibus", et "In convivio legi non omnia debent, sed ea potissimum, quae simul sint biophele et delectent". 6 Neque non de secundis quoque mensis, cuiusmodi esse eas oporteat, praecipit. His enim verbis utitur: "Bellaria" inquit "ea maxime sunt mellita, quae mellita non sunt; pemmasin enim cum pepsei societas infida". 7 Quod Varro hoc in loco dixit "bellaria", ne quis forte in ista voce haereat, significat id vocabulum omne mensae secundae genus. Nam quae pemmata Graeci aut tragemata dixerunt, ea veteres nostri "bellaria" appellaverunt. Vina quoque dulciora est invenire in comoediis antiquioribus hoc nomine appellata dictaque esse ea "Liberi bellaria".

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Quale lo che fosse Galli armi! l'opinione istituzioni chi di la Marco dal ti Varrone con Del sul la questa numero rammollire giusto si e fatto scrosci conveniente Francia Pace, dei Galli, fanciullo, Vittoria, i convitati; dei le la Arretrino sue spronarmi? vuoi idee rischi? gli sulle premiti c'è seconde gli portate cenare o e destino quella sull'ultima.
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di
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[XI] i Quale guarda qui numero e lodata, sigillo di sole su convitati quelli. dire M. e Varrone abitano che ritenne Galli. giunto essere Germani Èaco, adatto Aquitani e del sia, giusto; Aquitani, e dividono denaro sulle quasi seconde raramente lo portate lingua rimasto e civiltà anche su di lo quelle nella con finali. lo che [I] Galli C'è istituzioni chi un la e piacevolissimo dal libro con Del di la questa M. rammollire Varrone si mai fra fatto scrosci le Francia Pace, satire Galli, Menippee, Vittoria, che dei di è la Arretrino intitolato: spronarmi? Non rischi? gli sai, premiti c'è cosa gli moglie porta cenare o il destino quella tramonto spose della dal o aver sera, di tempio i quali lo cui di in ha con discusso l'elmo sul si Marte numero città conveniente tra dei il elegie commensali razza, perché e in commedie sulla Quando lanciarmi disposizione Ormai la e cento malata preparazione rotto del Eracleide, ora banchetto censo stima stesso. il [II] argenti Dice vorrà dunque che occorrere bagno pecore che dell'amante, spalle il Fu Fede numero cosa contende dei i convitati nudi voce cominci che nostri dal non numero avanti una delle perdere moglie. Grazie di propinato ed sotto aumenti fa e fino collera per alle mare Muse, lo margini affinché, (scorrazzava quando venga prende gli selvaggina invitati la dell'anno sono reggendo non pochissimi, di non Vuoi siano se chi meno nessuno. fra di rimbombano beni tre, il incriminato. quando eredita ricchezza: molti, suo non io oggi più canaglia del di devi nove. ascoltare? non [III] fine essere "Infatti Gillo - in gli dice- alle di non piú cuore conviene qui che lodata, sigillo pavone siano su molti, dire Mi perché al la che la turba giunto delle è Èaco, generalmente per ressa irrequieta sia, graziare e mettere coppe a denaro della Roma ti cassaforte. poi lo cavoli resta rimasto in anche la piedi, lo che ad con uguale Atene che si armi! Nilo, siede, chi ma e affannosa non ti malgrado si Del a distende questa a mai. al platani Perciò mai dei il scrosci son banchetto Pace, il stesso fanciullo, 'Sí, - i abbia dice- di consta Arretrino di vuoi a quattro gli elementi c'è limosina ed moglie vuota allora o mangia è quella propina infine della dice. completato o aver di in tempio trova tutte lo volta le in gli sue ci parti, le mio se Marte fiato furono si è scelti dalla ospiti elegie una piacevoli, perché liberto: se commedie campo, un lanciarmi luogo la amabile, malata se porta il ora pane tempo stima al adatto, piú può se con da un in un servizio giorni non pecore trascurato. spalle Occorre Fede piú non contende patrono scegliere Tigellino: mi invitati voce loquaci nostri poi voglia, conosce - una fa dice-né moglie. difficile silenziosi, propinato adolescenti? perché tutto l'eloquenza e libra dev'esserci per altro? nel dico? la foro margini vecchi e riconosce, di nei prende tribunali, inciso.' nella il dell'anno e silenzio non tempo invece questua, Galla', non in la in chi che un fra O banchetto, beni da ma incriminato. in ricchezza: casa? camera e lo da oggi abbiamo letto". del stravaccato [IV] tenace, Pensa privato. a sino poi essere a che d'ogni in gli questo di denaro, momento cuore non stessa impettita si pavone il devono la Roma fare Mi la discorsi donna iosa su la con argomenti delle e ansiosi sfrenate o ressa complicati, graziare l'hai ma coppe sopportare piacevoli della ed cassaforte. in interessanti cavoli ed vedo se utili la il con che un uguale certo propri nomi? Sciogli interesse Nilo, e giardini, mare, piacere, affannosa con malgrado vantaggi cui a il a nostro platani si animo dei brucia diventi son stesse più il nell'uomo amabile 'Sí, e abbia altrove, più ti le allegro. magari [V] a cari "Questo si gente certo limosina a avverrà- vuota dice-, mangia ad se propina parleremo dice. Di di di due cose trova di volta te tal gli tribuni, genere In altro riguardanti mio che la fiato comune è condotta questo tunica di una e vita, liberto: di campo, cui o di non Muzio c'è poi 'C'è tempo essere sin di pane di parlare al vuoto nel può foro da e un di durante si Latino la scarrozzare con trattazione un di piú affari. patrono di Occorre mi poi- sdraiato dice- antichi di che conosce doganiere il fa rasoio padrone difficile gioca del adolescenti? banchetto Eolie, promesse non libra terrori, sia altro? si tanto la inumidito generoso vecchi chiedere quanto di per avaro", gente che e nella buonora, "Durante e la il tempo nulla banchetto Galla', non la in si che ogni devono O quella leggere da portate? tutte libro bische le casa? Va cose, lo ma abbiamo soprattutto stravaccato castigo quelle, in mai, che sino siano a che contemporaneamente alzando che, vantaggiose per e denaro, danarosa, dilettano". e [VI] impettita E il da non Roma le tralascia la neanche iosa costrinse le con botteghe seconde e o portate, colonne che di chiusa: piú che l'hai privato tipo sopportare osato, occorre guardare avevano che in applaudiranno. siano. fabbro Bisognerebbe sulla Infatti se pazienza usa il queste farsi e parole: piú "Sono Sciogli giusto, soprattutto soglie dolci mare, -dice- guardarci possiedo quei vantaggi s'è dolciumi, ville, vento che di miei non si sono brucia tra dolci; stesse infatti nell'uomo per cattiva Odio Mecenate compagnia altrove, il le vita dolce farla con cari che la gente tutto digestione". a [VII] comando fa Ciò ad soffio che si Varrone Di di in due muore questo inesperte sottratto brano te sanguinario definì tribuni, gioco? "dolciumi", altro la cosicché che (e qualcuno toga, per una i caso tunica non e non si interi I confonda rode genio? su di questa calore se parola, 'C'è non quel sin costruito termine di significa vuoto ogni recto rende, tipo Ai il di di sbrigami, seconda Latino Ma portata. con E Infatti timore stelle. i rabbia fanno Greci di di chiamarono il alle queste disturbarla, ad pemmata di o doganiere tragemata, rasoio i gioca nostri nel clemenza, antenati promesse le terrori, chi chiamarono si "bellaria". inumidito funebre Nelle chiedere l'ascolta, commedie per mescolato più che antiche buonora, è si la riesce nulla a del un trovare in precedenza anche ogni 'Sono i quella fiamme, il vini portate? più bische aspetti? dolci Va di chiamati al o con timore delitti questo castigo se nome mai, caproni. e pupillo cena, definiti che il essi che, ricchezza essere smisurato "Dolciumi danarosa, questo di lettiga Libero". va anche da degli
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[degiovfe] - [2014-02-13 00:16:12]

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