Splash Latino - Gellio - Noctes Atticae - 13 - 8

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Gellio - Noctes Atticae - 13 - 8

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8 Quod Afranius poeta prudenter et lepide Sapientiam filiam esse Usus et Memoriae dixit.

1 Eximie hoc atque verissime Afranius poeta de gignenda conparandaque sapientia opinatus est, quod eam filiam esse Usus et Memoriae dixit. 2 Eo namque argumento demonstrat, qui sapiens rerum esse humanarum velit, non libris solis neque disciplinis rhetoricis dialecticisque opus esse, sed oportere cum versari quoque exercerique in rebus comminus noscendis periclitandisque eaque omnia acta et eventa firmiter meminisse et proinde sapere atque consulere ex his, quae pericula ipsa rerum docuerint, non quae libri tantum aut magistri per quasdam inanitates verborum et imaginum tamquam in mimo aut in somnio deblateraverint. 3 Versus Afranii sunt in togata, cui Sellae nomen est:
Usus me genuit, mater peperit Memoria,
Sophiam vocant me Grai, vos Sapientiam. 4 Item versus est in eandem ferme sententiam Pacuvii, quem Macedo philosophus, vir bonus, familiaris meus, scribi debere censebat pro foribus omnium templorum:
ego odi homines ignava opera et philosopha sententia. 5 Nihil enim fieri posse indignius neque intolerantius dicebat, quam quod homines ignavi ac desides operti barba et pallio mores et emolumenta philosophiae in linguae verborumque artes converterent et vitia facundissime accusarent intercutibus ipsi vitiis madentes.


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[degiovfe] - [2014-02-13 00:13:23]

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