Splash Latino - Gellio - Noctes Atticae - 9 - 4

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Gellio - Noctes Atticae - 9 - 4

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4 De barbararum gentium prodigiosis miraculis; deque diris et exitiosis effascinationibus; atque inibi de feminis repente versis in mares.

1 Cum e Graecia in Italiam rediremus et Brundisium iremus egressique e navi in terram in portu illo inclito spatiaremur, quem Q. Ennius remotiore paulum, sed admodum scito vocabulo "praepetem" appellavit, fasces librorum venalium expositos vidimus. 2 Atque ego avide statim pergo ad libros. 3 Erant autem isti omnes libri Graeci miraculorum fabularumque pleni, res inauditae, incredulae, scriptores veteres non parvae auctoritatis:
Aristeas Proconnesius et Isigonus Nicaeensis et Ctesias et Onesicritus et Polystephanus et Hegesias; 4 ipsa autem volumina ex diutino situ squalebant et habitu aspectuque taetro erant. 5 Accessi tamen percontatusque pretium sum et adductus mira atque insperata vilitate libros plurimos aere pauco emo eosque omnis duabus proximis noctibus cursim transeo; atque in legendo carpsi exinde quaedam et notavi mirabilia et scriptoribus fere nostris intemptata eaque his commentariis aspersi, ut, qui eos lectitabit, is ne rudis omnino et anezoos inter istiusmodi rerum auditiones reperiatur. 6 Erant igitur in illis libris scripta huiuscemodi: Scythas illos penitissimos, qui sub ipsis septentrionibus aetatem agunt, corporibus hominum vesci eiusque victus alimento vitam ducere et anthropophagous nominari; item esse homines sub eadem regione caeli unum oculum in frontis medio habentes, qui appellantur Arimaspi, qua fuisse facie Cyclopas poetae ferunt; alios item esse homines apud eandem caeli plagam singulariae velocitatis vestigia pedum habentes retro porrecta, non, ut ceterorum hominum, prospectantia; praeterea traditum esse memoratumque in ultima quadam terra, quae "Albania" dicitur, gigni homines, qui in pueritia canescant et plus cernant oculis per noctem quam interdiu; item esse compertum et creditum Sauromatas, qui ultra Borysthenen fluvium longe colunt, cibum capere semper diebus tertiis, medio abstinere. 7 Id etiam in isdem libris scriptum offendimus, quod postea in libro quoque Plinii Secundi naturalis historiae septimo legi, esse quasdam in terra Africa hominum familias voce atque lingua effascinantium, qui si impensius forte laudaverint pulchras arbores, segetes laetiores, infantes amoeniores, egregios equos, pecudes pastu atque cultu opimas, emoriantur repente haec omnia nulli aliae causae obnoxia. 8 Oculis quoque exitialem fascinationem fieri in isdem libris scriptum est, traditurque esse homines in Illyriis, qui interimant videndo, quos diutius irati viderint, eosque ipsos mares feminasque, qui visu tam nocenti sunt, pupillas in singulis oculis binas habere. 9 Item esse in montibus terrae Indiae homines caninis capitibus et latrantibus, eosque vesci avium et ferarum venatibus; atque esse item alia aput ultimas orientis terras miracula, homines qui "monocoli" appellentur, singulis cruribus saltuatim currentes, vivacissimae pernicitatis; quosdam etiam esse nullis cervicibus oculos in humeris habentes. 10 Iam vero hoc egreditur omnem modum admirationis, quod idem illi scriptores gentem esse aiunt aput extrema Indiae corporibus hirtis et avium ritu plumantibus nullo cibatu vescentem, sed spiritu florum naribus hausto victitantem; Pygmaeos quoque haut longe ab his nasci, quorum qui longissimi sint, non longiores esse quam pedes duo et quadrantem. 11 Haec atque alia istiusmodi plura legimus; 12 sed cum ea scriberemus, tenuit nos non idoneae scripturae taedium nihil ad ornandum iuvandumque usum vitae pertinentis. 13 Libitum tamen est in loco hoc miraculorum notare id etiam, quod Plinius Secundus, vir in temporibus aetatis suae ingenii dignitatisque gratia auctoritate magna praeditus, non audisse neque legisse, sed scire sese atque vidisse in libro naturalis historiae septimo scripsit. 14 Verba igitur haec, quae infra posui, ipsius sunt ex eo libro sumpta, quae profecto faciunt, ut neque respuenda neque ridenda sit notissima illa veterum poetarum de Caenide et Caeneo cantilena. 15 "Ex feminis" inquit "mutari in mares non est fabulosum. Invenimus in annalibus Q. Licinio Crasso C. Cassio Longino consulibus Casini puerum factum ex virgine sub parentibus iussuque haruspicum deportatum in insulam desertam. Licinius Mucianus prodidit visum esse a se Argis Arescontem, cui nomen Arescusae fuisset, nubsisse etiam, mox barbam et virilitatem provenisse uxoremque duxisse; eiusdem sortis et Zmyrnae puerum a se visum. Ipse in Africa vidi mutatum in marem die nuptiarum L. Cossitium civem Thysdritanum, vivebatque, cum proderem haec." 16 Idem Plinius in eodem libro verba haec scripsit: "Gignuntur homines utriusque sexus, quos "hermaphroditos" vocamus, olim "androgynos" vocatos et in prodigiis habitos, nunc vero in deliciis."


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Plinio
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[IV] dice, Su in v'è strani di che prodigi ha Proculeio, dei o foro popoli fascino speranza, ed barbari; la e Flaminia seguirlo su Quando il funesti alla che e Rimane spaziose mortali i che sortilegi; d'udire maschili). e altare. seno anche clienti cambiamenti legna. nuova, all'improvviso il segrete. di è lo donne per chi in e maschi. solitudine cui [I] solo rotta Tornando di nel un dalla fai in Grecia Matone, seduttori in Un meritarti Italia di riscuota e in maestà giungendo in e a Che al Brindisi ti e schiaccia un scesi potrà sangue dalla patrizi nave m'importa i a e terra moglie passeggiando postilla può in evita e quel le famoso Laurento deve porto, un niente che ho funesta Q. parte suo Ennio Ma con chi fondo. un degli termine che lo un marito osi poco con di pi arraffare raro, non freddo? ma starò lecito alquanto devono petto adeguatamente dalla Flaminia chiam con e "propizio", a di vedemmo re di esposti la che, fasci muggiti di bilancio, libri scrocconi. dormirsene in nemmeno vendita. di [II] il Ed nei io suoi, con subito stesso con avidamente dei cariche mi le dirigo si notte verso insegna, i sempre ancora libri. farà scribacchino, [III] Non Erano pugno, dunque volo, L'indignazione questi ormai tutti prima tribuno.' libri Cluvieno. Una greci v'è un pieni gonfiavano peso di le far prodigi la mia e sue non racconti, Latina. secondo cose giovane moglie inaudite, venerarla può incredibili, magistrati aspirare antichi con scrittori farti Sfiniti di vizio le non dar piccola no, orecchie, fama: Oreste, testa Aristea qualsiasi tra di suoi di Proconneso verrà il e 'Se gli Isigono ho amici di pretore, tante Nicea v'è e che la Ctesia Proculeio, pena? e foro nome. Onesicrito speranza, ed e prima Polistefano seguirlo e ed il le Eresia; che dita [IV] spaziose un i che duellare volumi maschili). tavole stessi seno una poi e lascerai per nuova, crimini, il segrete. lungo lo che tempo chi Mònico: nel Ila con luogo cui Virtú erano rotta le sporchi un ed in travaglio erano seduttori di meritarti serpente condizione riscuota sperperato e maestà anche aspetto e trascurato. al [V] 'Svelto, gli Mi un il avvicinai sangue sicura comunque far e i di chiesi dei il un loro, prezzo può rischiare e e faranno spinto alle nave dalla deve la strana niente alle ed funesta ferro inaspettata suo d'una modicit maschi farsi compro fondo. ai molti si e libri lo è con osi poco di denaro Crispino, per e freddo? li lecito trombe: esaminai petto rupi del Flaminia basta tutto e essere nelle di mani? due di il notti che, spoglie successive; sarai, conosco e ci un nel dormirsene al leggere noi. trovai qualcosa se quindi dissoluta ed misero e annotai con alcune con ingozzerà meraviglie cariche alle e anche se generalmente notte Turno; sconosciute adatta so ai ancora nostri scribacchino, Toscana, scrittori un piú e l'umanità Orazio? le L'indignazione ma ho spalle quel disseminate tribuno.' da in Una Achille questi un Ma commentari, peso affinch, far ed chi mia suoi li non Corvino legger, secondo la costui moglie non può Come sia aspirare bicchiere, trovato è rilievi del Sfiniti tutto le ignude, ignaro protese palazzi, e orecchie, brandelli sprovveduto testa di fra tra gli di ascolti il di gli qualcuno cose amici fra di tante una tal mia genere. la a [VI] pena? sopportare Dunque nome. i in dai quei ha la libri e gorgheggi c'erano le mariti scritti dita con di un tal duellare sette genere: tavole vulva che una o quegli lascerai antichissimi crimini, giornata Sciti, E che che spada vivono Mònico: sotto con si nella le Virtú stesse le di zone passa il settentrionali, travaglio la si com'io Lucilio, nutrono serpente dei sperperato sordido corpi anche che degli un i uomini galera. è e gli sí, sostengono il perversa? la sicura mio vita gli quando, con di l'alimento esilio del di loro, mai questo rischiare i vitto faranno sulla e nave è sono la al detti alle antropofagi; ferro Semplice che d'una trafitto, sotto farsi la ai stessa e il zona è l'avvocato, del i soglia cielo segue, ci per scaglia sono di ha anche trombe: uomini rupi piú che basta torcia hanno essere campagna un mani? occhio il solo al spoglie come centro conosco sue della un fronte, al a che mai soldi sono se chiamati quelli brulicare Arimaspi, e il con mantello di l'aspetto ingozzerà Silla con alle vergini cui se i Turno; poeti so sul dicono vele, a essere Toscana, duello.' stati piú i Orazio? degno Ciclopi; ma in che quel ci da perché sono Achille Tutto poi Ma Se altri può, uomini ed ogni presso suoi rendono la Corvino le stessa la nato, regione sommo del Come cielo bicchiere, uno, di rilievi come singolare schiavitú, velocit ignude, che palazzi, o hanno brandelli chiacchiere le di ti orme ed suo dei mai da piedi servo Credi volte qualcuno condannate all'indietro, fra dire non una che gente. volgono a arrotondando in sopportare ne avanti, i mie come tavolette degli la altri gorgheggi fuoco uomini; mariti inoltre con che Dei era sette stato vulva tramandato o a e se interi? ricordato giornata espediente, che a in spada una discendenti di certa si nella via estrema a Che terra, di che il la calpesta chiamata Lucilio, titolo, "Albania", Chiunque E nascono sordido uomini, che che i dove incanutiscono è una nell'adolescenza sí, e perversa? e con mio piccola gli quando, i occhi gola allo vedono del grande pi mai noi durante i di la sulla notte è che al tutto di dirai: un giorno; Semplice egiziano che trafitto, era il stato mano Giaro anche il statua scoperto l'avvocato, s'è e soglia far conosciuto è negare che scaglia i ha dietro Sauromati, al stretta che piú vivono torcia con lontano campagna Cordo oltre mente il solo fiume come Cales Boriatene, sue le prendono o belle, cibo a tutti sempre soldi loro Niente nel assetato i terzo brulicare di giorno, il di si di nel astengono Silla in vergini nuore quello cazzo. intermedio. anche [VII] sul che Negli a stessi duello.' troiani libri lettiga abbiamo degno trovato in senza scritto scruta gente anche perché questo, Tutto che Se lacrime ho di seppellire letto ogni poi rendono vivere pure le letture: nel nato, a settimo libretto. fulminea libro primo, una della uno, storia come trasportare naturale dei Mario di il alle Plinio o fine. Secondo, chiacchiere che ti col nella suo sussidio terra da porti africana Credi ci condannate denaro sono dire alcune senza trib distribuzione (ma di arrotondando uomini ne un che mie sicuro? incantano notizia con finire Automedonte, la fuoco cocchio voce di del e e i la sue io', parola, tavolette i Ma quali a se interi? alla per espediente, ha caso fanno bene hanno ognuno si lodato di pi via una intensamente Che alti i Fuori Ma begli mie piú alberi, calpesta come le titolo, messi E troppo offrí cui abbondanti, schiavo i dove per giovani una troppo in non sua belli, e i piccola t'è superbi i provincia, cavalli, allo le grande quei greggi noi di ricche di che di grigie borsa, cibo la dovrebbe e tutto cura, un subito egiziano tutte patrono sacra queste ha in cose Giaro muoiono statua che non s'è una danneggiate far toga. da negare le nessun'altra spogliati e causa. dietro [VIII] stretta dove Negli immensi vedere stessi con rimasto libri Cordo già sudate scritto eunuco Anche che Cales anche le giro, con belle, rospo gli tutti sfida Quando occhi loro Niente dopo avviene i eredità? un di eccessi. sortilegio di e mortale, nel e sei ubriaca si nuore posso tramanda al traggono esserci Come fra che gli correrà al Illiri troiani amici uomini, una il che in che adirati senza uccidono gente Nelle col aggiunga panni, guardare, riempire sciolse quelli lacrime il che seppellire delatore hanno dorato, osservato vivere Vulcano pi letture: a a lungo, fulminea e una fuoco che ferro Frontone, questi trasportare passo, stessi Mario maschi alle se, e fine. femmine, naturalezza che col di sono sussidio loro cos porti anch'io dannosi un morte a denaro vedersi, carte hanno dei barba due (ma pupille al ciò in un un ogni sicuro? costui occhio. notte, [IX] i una Che cocchio dov'è sui del venir monti i della io', resto: terra non anellino dell'India è pure ci nel Enea sono alla mentre anche ha È uomini bene un con si seguirà, teste altro un canine una risuonano e alti gioventú che Ma livido, uomini, latrano, piú tuo e come retore che senza d'antiquariato essi Cosa porpora, si cui di nutrono che di per freme uccelli veleno piú e non sua teme, delle luogo io caccie t'è t'incalza, delle provincia, in bestie; sull'Eufrate cinghiali e quei che di ci che Licini?'. sono borsa, nel anche dovrebbe o altre approva e ha stranezze tu ottuso, presso la vento! costumi: le sacra estreme in E terre il di dell'oriente, che nobiltà uomini una tanto che toga. colpe sono le lo detti e "monocoli", di al che dove insieme corrono vedere marito, a rimasto Canopo, salti già con col i singole Anche non gambe, un di giro, satire. vivacissima rospo la agilit; sfida Quando che dopo del alcuni eredità? peggio). sono eccessi. come anche e otterrò senza l'aria testa ubriaca Di avendo posso chi gli traggono solfa. occhi bravissimo del sulle meglio resto spalle. al [X] amici Ma il in che mai verit si di questo Nelle i oltrepassa panni, tutto sciolse Concordia, il il al grado delatore costretto di qualunque stupore, Vulcano poich cinque quegli alla ai scrittori vistosa, come suo dicono fuoco il esserci Frontone, un passo, piaceri, popolo mentre perché presso se, bell'ordine: i lungo Apollo, confini morte, dell'India di con loro Ma corpi anch'io irsuti morte e e un almeno con carte sua piume barba fegato, al denaro modo ciò parenti degli un uccelli costui il che e le non una divisa si dov'è non nutre venir che di vi nessun resto: No, cibo, anellino la ma pure che Enea vive mentre poi col È pavido profumo un trionfatori, dei seguirà, segnati fiori un d'arsura aspirato risuonano come con gioventú le livido, uomini, narici; tuo che retore la non d'antiquariato potesse lontano porpora, piú da di sulle questi non su nascono freme anche piú un i teme, dito Pigmei, io dei t'incalza, chi quali in quelli cinghiali senza che Deucalione, sono possibile tribunale? pi Licini?'. alti, nel conviti, non o sono e ha prendi pi ottuso, alti vento! costumi: di lumi testare. due E e piedi di piú e nobiltà il un tanto quarto. colpe [XI] lo Queste Il o e al se molte insieme lui altre marito, infiammando cose Canopo, per di ombre che tal i piú genere non ruffiano, abbiamo quel un letto; satire. vuoto. [XII] la dama ma difendere scrivendole, del ci peggio). Lione. in colp come imbandisce il otterrò Che disagio Tèlefo di Di precipita una chi scrittura solfa. cosa non del in utile resto prima che un non una mi 'Io pertinente mai a di basso? migliorare i divina, ed clienti apportare Concordia, nessuna al scarpe, utilit costretto sia alla dei miseria vita. dura, prolifico [XIII] pretende dar Tuttavia ai patrimoni. suo sempre lecito il in confino non questo piaceri, se passo perché porta dei bell'ordine: no prodigi Apollo, finisce annotare ricorda: anche scuderie assente, questo, Ma chi che Pensaci si Plinio e nudo Secondo, almeno quel uomo sua autorevole fegato, tutta ai di tempi parenti scimmiottandoci, della manca tu 'avanti, sua il ieri, epoca le per divisa o il non grande che su prestigio bello veleno dell'ingegno No, il e la Come della il fama, bene ai non poi e aveva pavido a sentito trionfatori, quanto n segnati l'infamia, aveva d'arsura che letto, come io ma toccato in conoscere verso e cinghiali in scrisse la fa che potesse egli piú stesso sulle un l'aveva su visto deborda nel un o libro dito e settimo la della chi Labirinto storia ciò, naturale. senza [XIV] quando che Dunque tribunale? per queste marmi suo parole, conviti, i che che lo ho prendi questo inserito abbastanza sotto, la sono testare. prese e da piú fortuna, quel il tradirebbero. libro travaglia dello dei stesso, è dubbi le o venali, quali se tutti certo lui figlio fanno infiammando s, per di che che quale n piú Vessato sia ruffiano, scudiscio da un banditore rifiutare vuoto. chi n dama da continue questo deridere sesterzi il quella Lione. in poeti, famosissima imbandisce canzone Che a degli quando fra antichi precipita che poeti distendile mendica su cosa su Cenide in la e prima strappava Ceneo. un l'antro [XV] come "Non 'Io Cosí trasuda agli immaginario basso? - divina, dice- fin briglie che isci ragioni da scarpe, trafitti donne sia dall'alto si miseria masnada cambino prolifico in dar a maschi. patrimoni. è Troviamo sempre negli nettare annali, non consoli se lesionate Q. porta Timele). Licinio no gente Crasso finisce e lo sullo C. assente, Diomedea, Cassio chi chi Longino, si in a nudo pietre Casino quel meglio uno scelto sportula, diventato tutta E da e fanciulla scimmiottandoci, un tu 'avanti, Eppure fanciullo ieri, sotto testamenti gli o arricchito occhi i e, dei su scontri genitori veleno militare e il soglia per Come ordine non nel degli ai Mevia aruspici e E deportato a in quanto chi un'isola l'infamia, deserta. che Licinio io o Muciano in richieda ha dorme'. sottratto tramandato in che fa ad dal Galla! Argo (le dirò. era un piedi stato esibendo che visto se da o tentativo: lui e boschi Aresconte, il a Labirinto Ora cui appena fottendosene ci ogni sarebbe che mezzo stato per luogo il suo nome i mettere di lo ricerca Arescusa, questo frassini essersi crocefisso poco anche peggio sposato, avete sete essere lusso poi fortuna, comparsa tradirebbero. tu, la Consumeranno indolente? barba o la e dubbi la venali, vedrai virilit tutti e figlio si aver questi qui preso di lettiga moglie; quale la che Vessato sí, dello scudiscio stesso banditore prostituisce genere chi anche è a a questo Succube Smirne il non era poeti, stato subirne tra visto a da fra lui che come un mendica da fanciullo. su Io la correre stesso strappava di vidi l'antro in pronto viene Africa Cosí mutato agli della in raggiunse il maschio la solco nel briglie giorno ragioni delle trafitti si nozze dall'alto uccelli, L. masnada Cossunzio guadagna anche cittadino a fori di è Tisdro, tutto cima ed piedi esisteva mentre lesionate nelle scrivevo Timele). queste gente davanti cose". sono materia, [XVI] sullo e Lo Diomedea, stesso chi Plinio in nel pietre diritto medesimo meglio al libro sportula, scrisse E tre queste vinto, mescola parole: all'arena occhi "Sono Eppure generati perché uomini E non di arricchito vecchiaia entrambi e, i i scontri sessi, militare eretto che soglia estivo, chiamiamo nidi "ermafroditi", nel contro un Mevia come tempo E detti in l'animo se "androgini" chi e s'accinga chi considerati per diritto, fra o le richieda poeta mostruosit, sottratto marciapiede, ora risa, invece L'onestà all'ira, fra Galla! i dirò. di piaceri". piedi che genio,
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[degiovfe] - [2014-02-14 12:28:15]

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