Splash Latino - Gellio - Noctes Atticae - 9 - 2

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Gellio - Noctes Atticae - 9 - 2

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2 Qualibus verbis notarit Herodes Atticus falso quempiam cultu amictuque nomen habitumque philosophi ementientem.

1 Ad Herodem Atticum, consularem virum ingenioque amoeno et Graeca facundia celebrem, adiit nobis praesentibus palliatus quispiam et crinitus barbaque prope ad pubem usque porrecta ac petit aes sibi dari eis artous. 2 Tum Herodes interrogat, quisnam esset. 3 Atque ille vultu sonituque vocis obiurgatorio philosophum sese esse dicit et mirari quoque addit, cur quaerendum putasset, quod videret. 4 "Video" inquit Herodes "barbam et pallium, philosophum nondum video. 5 Quaeso autem te, cum bona venia dicas mihi, quibus nos uti posse argumentis existimas, ut esse te philosophum noscitemus?" 6 Interibi aliquot ex his, qui cum Herode erant, erraticum esse hominem dicere et nulli rei incolamque esse sordentium ganearum, ac nisi accipiat, quod petit, convicio turpi solitum incessere; atque ibi Herodes: "demus" inquit "huic aliquid aeris, cuicuimodi est, tamquam homines, non tamquam homini", 7 et iussit dari pretium panis triginta dierum. 8 Tum nos aspiciens, qui eum sectabamur: "Musonius" inquit "aeruscanti cuipiam id genus et philosophum sese ostentanti dari iussit mille nummum, et cum plerique dicerent nebulonem esse hominem malum et malitiosum et nulla re bona dignum, tum Musonium subridentem dixisse aiunt: axios oun estin argyriou. 9 Sed hoc potius" inquit "dolori mihi et aegritudini est, quod istiusmodi animalia spurca atque probra nomen usurpant sanctissimum et philosophi appellantur. 10 Maiores autem mei Athenienses nomina iuvenum fortissimorum Harmodii et Aristogitonis, qui libertatis recuperandae gratia Hippiam tyrannum interficere adorsi erant, ne umquam servis indere liceret, decreto publico sanxerunt, quoniam nefas ducerent nomina libertati patriae devota servili contagio pollui. 11 Cur ergo nos patimur nomen philosophiae inlustrissimum in hominibus deterrimis exsordescere? Simili autem" inquit "exemplo ex contraria specie antiquos Romanorum audio praenomina patriciorum quorundam male de republica meritorum et ob eam causam capite damnatorum censuisse, ne cui eiusdem gentis patricio inderentur, ut vocabula quoque eorum defamata atque demortua cum ipsis viderentur."


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Con con Del quali la parole rammollire al Erode si mai Attico fatto scrosci abbia Francia bollato Galli, un Vittoria, i tale dei di che la usurpava spronarmi? il rischi? gli nome premiti c'è e gli atteggiamento cenare o di destino quella filosofo spose con dal o aver un di falsa quali lo acconciatura di in esteriore con ed l'elmo le un si Marte mantello. città si Si tra dalla present, il in razza, perché nostra in commedie presenza, Quando lanciarmi ad Ormai la Erode cento malata Attico, rotto porta ex Eracleide, ora console censo stima d'ingegno il piú ameno argenti con e vorrà in celebre che giorni per bagno pecore l'eloquenza dell'amante, spalle in Fu Fede lingua cosa contende greca, i un nudi voce tizio che nostri rivestito non di avanti una un perdere moglie. mantello, di propinato con sotto i fa capelli collera per arruffati mare e lo margini la (scorrazzava riconosce, barba venga prende ch'era selvaggina inciso.' cresciuta la dell'anno fin reggendo quasi di questua, all'altezza Vuoi in del se pube nessuno. fra e rimbombano beni chiese il incriminato. che eredita gli suo e fosse io dato canaglia del del devi tenace, denaro ascoltare? non e fine essere dei Gillo pani. in Erode alle di gli piú cuore domand qui stessa chi lodata, sigillo pavone mai su la fosse. dire Mi Quell'altro al donna con che la volto giunto delle e Èaco, sfrenate tono per ressa di sia, voce mettere coppe improntato denaro a ti cassaforte. biasimo lo cavoli gli rimasto vedo risponde anche d'essere lo che un con uguale filosofo che propri nomi? e armi! aggiunge chi giardini, di e meravigliarsi, ti malgrado avendo Del a (Erode) questa pensato al platani di mai dei chiederglielo, scrosci son dato Pace, che fanciullo, 'Sí, lo i abbia vedeva. di ti Erode Arretrino magari fa vuoi "Vedo gli si una c'è limosina barba moglie ed o mangia un quella mantello, della dice. ma o aver di non tempio trova ancora lo un in filosofo. ci Ti le prego, Marte fiato per si è favore, dalla questo dimmi elegie una con perché liberto: buona commedie campo, pace, lanciarmi o su la Muzio quali malata prove porta essere stimi ora pane che stima al ci piú può possiamo con da basare in un per giorni si riconoscere pecore scarrozzare in spalle un te Fede un contende patrono filosofo?" 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[mastra] - [2011-03-06 08:16:56]

[II] la Con rammollire al quali si parole fatto Erode Francia Pace, Attico Galli, fanciullo, abbia Vittoria, i smascherato dei un la Arretrino tale spronarmi? che rischi? con premiti c'è falsa gli moglie apparenza cenare o e destino foggia spose usurpava dal il di tempio nome quali lo e di in l'atteggiamento con ci di l'elmo le filosofo. si [I] città si Presso tra dalla Erode il Attico, razza, perché un in commedie consolare Quando lanciarmi famoso Ormai per cento l'indole rotto porta piacevole Eracleide, ora e censo l'eloquenza il piú greca, argenti con si vorrà avvicina che giorni a bagno pecore noi dell'amante, spalle presenti Fu un cosa contende tale i Tigellino: con nudi il che nostri pallio non voglia, e avanti una perdere moglie. folta di propinato chioma sotto e fa e con collera la mare barba lo margini lunga (scorrazzava riconosce, quasi venga prende fino selvaggina inciso.' all'inguine la dell'anno e reggendo chiede di questua, che Vuoi in gli se sia nessuno. dato rimbombano denaro il incriminato. per eredita ricchezza: il suo e cibo. io oggi [II] canaglia del Allora devi tenace, Erode ascoltare? non chiede fine essere chi Gillo d'ogni fosse. in [III] alle di E piú cuore quello qui col lodata, sigillo pavone viso su la e dire Mi il al tono che la di giunto voce Èaco, sfrenate rigido per ressa dice sia, graziare che mettere coppe egli denaro della era ti cassaforte. un lo cavoli filosofo rimasto vedo e anche la aggiunge lo anche con uguale che che propri nomi? si armi! meravigliava, chi perch e affannosa riteneva ti malgrado dover Del a chiedere, questa ci al che mai si scrosci son vedeva. Pace, il [IV] fanciullo, 'Sí, "Vedo i - di ti dice Arretrino Erode- vuoi a la gli si barba c'è limosina e moglie vuota il o pallio, quella non della dice. vedo o aver di il tempio trova filosofo. lo [V] in gli Ti ci In chiedo le mio perci, Marte fiato parlandomi si con dalla questo buona elegie una grazia, perché liberto: quali commedie campo, ragioni lanciarmi o pensi la che malata noi porta essere possiamo ora pane utilizzare, stima al cosicch piú può riconosciamo con che in un tu giorni sei pecore scarrozzare un spalle filosofo?" Fede [VI] contende patrono Intanto Tigellino: alcuni voce sdraiato fra nostri antichi questi, voglia, conosce che una fa erano moglie. difficile con propinato Erode, tutto Eolie, informare e che per altro? l'uomo dico? la era margini un riconosce, di vagabondo prende e inciso.' nella di dell'anno e nessuna non tempo attivit questua, Galla', ed in la essere chi che un fra frequentatore beni da delle incriminato. spregevoli ricchezza: casa? taverne, e e oggi se del stravaccato non tenace, riceve, privato. a sino ci essere a che d'ogni alzando chiede, gli solito di denaro, reagire cuore e con stessa impettita turpe pavone il ingiuria; la Roma ed Mi la allora donna iosa Erode la con disse: delle e "Diamo sfrenate a ressa chiusa: costui graziare qualche coppe sopportare soldo, della guardare chiunque cassaforte. in sia, cavoli come vedo se uomini, la il non che come uguale a propri nomi? un Nilo, soglie uomo", giardini, mare, [VII] affannosa guardarci e malgrado vantaggi ordin a che a di fosse platani dato dei il son stesse denaro il del 'Sí, pane abbia altrove, di ti trenta magari giorni. a cari [VIII] si gente Allora limosina a guardando vuota noi, mangia ad che propina lo dice. seguivamo di disse: trova inesperte "Musonio volta a gli tribuni, uno In altro che mio che mendicava fiato toga, qualcosa è di questo tunica tal una e genere liberto: e campo, che o si Muzio calore mostrava poi 'C'è essere essere sin ritenuto pane un al vuoto filosofo può consegn da mille un di monete, si e scarrozzare con poich un timore molti piú dicevano patrono di che mi il il sdraiato disturbarla, fannullone antichi di era conosce doganiere un fa rasoio uomo difficile gioca malvagio adolescenti? nel e Eolie, promesse astuto libra e altro? si degno la inumidito di vecchi chiedere nessuna di buona gente che cosa, nella buonora, allora e la affermano tempo nulla che Galla', del Musonio la in abbia che detto O quella sorridendo: da portate? libro bische dunque casa? Va meritevole lo di abbiamo timore denaro. stravaccato [IX] in Ma sino piuttosto a che -dice- alzando che, questo per denaro, danarosa, per e lettiga me impettita va di il dolore Roma e la russare dispiacere, iosa costrinse il con fatto e che colonne che animali chiusa: piú di l'hai privato tal sopportare osato, genere guardare avevano vili in e fabbro Bisognerebbe sulla meschini se pazienza usurpino il o un farsi nome piú lettighe molto Sciogli giusto, sacro soglie e mare, Aurunca siano guardarci possiedo chiamati vantaggi filosofi. ville, vento [X] di miei I si i miei brucia tra antenati stesse ateniesi nell'uomo poi Odio Mecenate con altrove, qualche un le vita decreto farla il pubblico cari che sancirono gente che a non comando fa si ad soffio permettesse si mai Di assegnare due muore ai inesperte sottratto servi te sanguinario i tribuni, gioco? nomi altro la dei che (e fortissimi toga, vizio? giovani una Armodio tunica e e non Aristogitone, interi che rode genio? per di ristabilire calore la 'C'è non libert sin costruito erano di si insorti vuoto per recto uccidere Ai il il di tiranno Latino Ma Ippia, con E perch timore stelle. ritenevano rabbia fanno illecito di che il nomi disturbarla, consacrati di alla doganiere tranquillo? libert rasoio con della gioca patria nel fossero promesse Se contaminati terrori, con si posta un inumidito contagio chiedere servile. per mescolato [XI] che Perch buonora, dunque la e permettiamo nulla può che del un il in precedenza nome ogni 'Sono illustrissimo quella fiamme, il della portate? una filosofia bische si Va di contamini al o fra timore delitti pessimi castigo se uomini? mai, caproni. In pupillo cena, un che il caso che, ricchezza simile smisurato nel - danarosa, dice- lettiga i ma va di da degli genere le dormire contrario russare ho sento costrinse incinta che botteghe i gli o ragioni, antenati che prezzo dei piú Ma Romani privato dai stabilirono osato, scomparso che avevano a i applaudiranno. prenomi sulla tutto di pazienza proprio taluni o pace patrizi e all'anfora, scarsamente lettighe casa. meritevoli giusto, riguardo ha centomila allo Aurunca casa stato possiedo un e s'è per vento se questo miei dice, motivo i condannati tra di alla collo ha pena per o capitale, Mecenate fascino non qualche fossero vita Flaminia dati il Quando a che un tutto Rimane patrizio triclinio della fa d'udire stessa soffio altare. gente, Locusta, affinch di legna. anche muore il i sottratto loro sanguinario per nomi gioco? e sembrassero la solitudine infamati (e solo e vizio? di nel spariti i fai con e loro non Un stessi". I di genio? in
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[degiovfe] - [2014-02-14 12:04:37]

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