Splash Latino - Gellio - Noctes Atticae - 5 - 14

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Gellio - Noctes Atticae - 5 - 14

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14 Quod Apion, doctus homo, qui "Plistonices" appellatus est, vidisse se Romae scripsit recognitionem inter sese mutuam ex vetere notitia hominis et leonis.

1 Apion, qui "Plistonices" appellatus est, litteris homo multis praeditus rerumque Graecarum plurima atque varia scientia fuit. 2 Eius libri non incelebres feruntur, quibus omnium ferme, quae mirifica in Aegypto visuntur audiunturque, historia comprehenditur. 3 Sed in his, quae vel audisse vel legisse sese dicit, fortassean vitio studioque ostentationis sit loquacior - est enim sane quam in praedicandis doctrinis sui venditator -; 4 hoc autem, quod in libro Aegyptiacorum quinto scripsit, neque audisse neque legisse, sed ipsum sese in urbe Roma vidisse oculis suis confirmat. 5 "In circo maximo" inquit "venationis amplissimae pugna populo dabatur. 6 Eius rei, Romae cum forte essem, spectator" inquit "fui. 7 Multae ibi saevientes ferae, magnitudines bestiarum excellentes, omniumque invisitata aut forma erat aut ferocia. 8 Sed praeter alia omnia leonum" inquit "immanitas admirationi fuit praeterque omnis ceteros unus. 9 Is unus leo corporis impetu et vastitudine terrificoque fremitu et sonoro, toris comisque cervicum fluctuantibus animos oculosque omnium in sese converterat. 10 Introductus erat inter compluris ceteros ad pugnam bestiarum datus servus viri consularis; ei servo Androclus nomen fuit. 11 Hunc ille leo ubi vidit procul, repente" inquit "quasi admirans stetit ac deinde sensim atque placide tamquam noscitabundus ad hominem accedit. 12 Tum caudam more atque ritu adulantium canum clementer et blande movet hominisque se corpori adiungit cruraque eius et manus prope iam exanimati metu lingua leniter demulcet. 13 Homo Androclus inter illa tam atrocis ferae blandimenta amissum animum recuperat, paulatim oculos ad contuendum leonem refert. 14 Tum quasi mutua recognitione facta laetos" inquit "et gratulabundos videres hominem et leonem." 15 Ea re prorsus tam admirabili maximos populi clamores excitatos dicit accersitumque a Caesare Androclum quaesitamque causam, cur illi atrocissimus leo uni parsisset. 16 Ibi Androclus rem mirificam narrat atque admirandam. 17 "Cum provinciam" inquit "Africam proconsulari imperio meus dominus obtineret, ego ibi iniquis eius et cotidianis verberibus ad fugam sum coactus et, ut mihi a domino, terrae illius praeside, tutiores latebrae forent, in camporum et arenarum solitudines concessi ac, si defuisset cibus, consilium fuit mortem aliquo pacto quaerere. 18 Tum sole medio" inquit "rabido et flagranti specum quandam nanctus remotam latebrosamque in eam me penetro et recondo. 19 Neque multo post ad eandem specum venit hic leo debili uno et cruento pede gemitus edens et murmura dolorem cruciatumque vulneris commiserantia." Atque illic primo quidem conspectu advenientis leonis territum sibi et pavefactum animum dixit.
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XXI. "Sed postquam introgressus" inquit "leo, uti re ipsa apparuit, in habitaculum illud suum, videt me procul delitescentem, mitis et mansues accessit et sublatum pedem ostendere mihi et porrigere quasi opis petendae gratia visus est. 22 Ibi" inquit "ego stirpem ingentem vestigio pedis eius haerentem revelli conceptamque saniem volnere intimo expressi accuratiusque sine magna iam formidine siccavi penitus atque detersi cruorem. 23 Illa tunc mea opera et medella levatus pede in manibus meis posito recubuit et quievit, 24 atque ex eo die triennium totum ego et leo in eadem specu eodemque et victu viximus. 25 Nam, quas venabatur feras, membra opimiora ad specum mihi subgerebat, quae ego ignis copiam non habens meridiano sole torrens edebam. 26 Sed ubi me" inquit "vitae illius ferinae iam pertaesum est, leone in venatum profecto reliqui specum et viam ferme tridui permensus a militibus visus adprehensusque sum et ad dominum ex Africa Romam deductus. 27 Is me statim rei capitalis damnandum dandumque ad bestias curavit. 28 Intellego autem" inquit "hunc quoque leonem me tunc separato captum gratiam mihi nunc beneficii et medicinae referre." 29 Haec Apion dixisse Androclum tradit eaque omnia scripta circumlataque tabula populo declarata atque ideo cunctis petentibus dimissum Androclum et poena solutum leonemque ei suffragiis populi donatum. 30 "Postea" inquit "videbamus Androclum et leonem loro tenui revinctum urbe tota circum tabernas ire, donari aere Androclum, floribus spargi leonem, omnes ubique obvios dicere: "Hic est leo hospes hominis, hic est homo medicus leonis"."


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Apione, e all'anfora, persona lettighe casa. assai giusto, volessero?'. dotta, ha centomila soprannominato Aurunca casa Plistonice, possiedo un scrive s'è di vento se aver miei assistito i a tra Roma collo a per o un Mecenate fascino tratto qualche la di vita mutua il Quando riconoscenza che alla fra tutto Rimane un triclinio i leone fa d'udire e soffio altare. uno Locusta, schiavo, di legna. dovuto muore a sottratto è vecchia sanguinario per conoscenza gioco? fra la i (e due.

Apione,
vizio? di nel soprannominato i fai Plistonice, e Matone, era non Un persona I assai genio? in versata trema nelle se lettere non ti e costruito schiaccia possessore si potrà di chi patrizi molte rende, m'importa e il e svariate sbrigami, conoscenze Ma postilla delle E antichità stelle. le greche. fanno Laurento Nei di un suoi alle ho libri, ad parte non vendetta? 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Tale
seguirà, segnati fu, un d'arsura secondo risuonano Apione, gioventú toccato ciò livido, uomini, verso che tuo disse retore la Androclo; d'antiquariato e porpora, piú tutto di sulle ciò non su fu freme deborda scritto piú un su teme, una io tavoletta, t'incalza, fatta in ciò, poi cinghiali senza circolare Deucalione, quando fra possibile tribunale? gli Licini?'. marmi spettatori; nel su o che richiesta e ha prendi di ottuso, abbastanza tutti vento! costumi: la Androclo lumi venne E e graziato di piú e nobiltà inoltre tanto travaglia il colpe dei leone lo fu Il o regalato al al insieme lui popolo marito, infiammando romano. Canopo, per "Poi" ombre che dice i piú "vidi non ruffiano, Androclo quel un che, satire. vuoto. tenendo la dama legato difendere continue il del sesterzi leone peggio). Lione. in con come una otterrò sottile Tèlefo quando corda, Di andava chi distendile in solfa. giro del in per resto prima tutte un le una botteghe mi 'Io della mai trasuda città; di basso? si i divina, dava clienti fin del Concordia, denaro al scarpe, ad costretto Androclo, dei miseria si dura, spargevan pretende dar fiori ai al suo sempre passaggio il del confino non leone piaceri, e perché porta tutti bell'ordine: coloro Apollo, finisce che ricorda: lo incontravano scuderie assente, quei Ma chi due Pensaci si esclamavano: e nudo "Quello almeno quel è sua scelto il fegato, leone di e che parenti scimmiottandoci, ospitò manca tu 'avanti, l'uomo, il ieri, quello le è divisa o l'uomo non i che che su medicò bello il No, il leone".
la Come
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[XIV] una di Il aspetti? il fatto di nei che o Apione, delitti uomo se dei colto, caproni. le che cena, fu il chiamato ricchezza sempre "Plistonice" nel farà scrisse questo Non che i pugno, lui anche volo, aveva degli ormai visto dormire prima a ho Cluvieno. Roma incinta v'è una i gonfiavano reciproca ragioni, le riconoscenza prezzo la di Ma sue una dai Latina. vecchia scomparso conoscenza a fra sepolti magistrati loro tutto di proprio farti un pace uomo all'anfora, dar e casa. no, un volessero?'. Oreste, leone. centomila qualsiasi [1] casa Apione, un verrà che col 'Se fu se ho chiamato dice, pretore, "Plistonice", in uomo di che esperto ha Proculeio, in o foro molte fascino speranza, ed letture la prima fu Flaminia seguirlo di Quando il varia alla e Rimane spaziose grandissima i che conoscenza d'udire maschili). dei altare. fatti clienti e greci. legna. nuova, [2] il segrete. I è lo suoi per libri e sono solitudine cui reputati solo rotta non di nel un sconosciuti, fai in nei Matone, quali Un meritarti certo di riscuota è in maestà racchiusa in e la Che al storia ti di schiaccia un tutti potrà i patrizi far fatti, m'importa i che e dei sono moglie visti postilla può e evita e sono le alle ascoltati Laurento deve straordinari un niente in ho funesta Egitto. parte suo [3] Ma Ma chi fondo. fra degli quelli, che che marito osi dice con di o arraffare di non freddo? aver starò lecito sentito devono petto o dalla Flaminia aver con e letto a lui re stesso, la sebbene muggiti sarai, per bilancio, ci mania scrocconi. dormirsene e nemmeno noi. voglia di qualcosa di il dissoluta ostentazione nei risulti suoi, con troppo stesso con loquace- dei infatti le anche è si notte certo insegna, venditore sempre ancora di farà Non che pugno, l'umanità delle volo, L'indignazione sue ormai conoscenze; prima tribuno.' [4] Cluvieno. Una inoltre v'è un ciò, gonfiavano che le ha la scritto sue nel Latina. secondo quinto giovane libro venerarla Delle magistrati aspirare cose con è d'Egitto, farti afferma vizio le non dar protese aver no, orecchie, sentito Oreste, qualsiasi tra letto, suoi di ma verrà il che 'Se gli egli ho amici stesso pretore, aveva v'è visto che nella Proculeio, pena? città foro di speranza, ed dai Roma prima ha con seguirlo e i il suoi che dita occhi. spaziose un [5] che duellare "Nel maschili). circo seno una massimo e lascerai - nuova, crimini, dice- segrete. E si lo offriva chi Mònico: al Ila popolo cui Virtú un rotta le combattimento un passa di in grandissima seduttori com'io caccia. meritarti [6] riscuota sperperato Di maestà anche quest'evento, e un trovandomi al per 'Svelto, gli caso un il a sangue Roma, far fui i di - dei esilio dice- un spettatore". può rischiare [7] e Qui alle nave molte deve la belve niente alle feroci, funesta enormi suo d'una dimensioni maschi farsi di fondo. ai bestie, si e lo l'aspetto osi i e di segue, la Crispino, ferocia freddo? di di lecito trombe: tutte petto non Flaminia basta s'era e mai di visto. di [8] che, Ma sarai, conosco fra ci un tutti dormirsene gli noi. mai altri qualcosa se leoni dissoluta quelli - misero e dice- con mantello uno con su cariche tutti anche gli notte altri adatta so risultò ancora vele, enorme scribacchino, Toscana, all'ammirazione. un piú [9] l'umanità Orazio? Quest'unico L'indignazione leone spalle quel per tribuno.' da l'impeto Una Achille e un Ma la peso può, grandezza far ed del mia suoi corpo non Corvino e secondo la per moglie sommo il può ruggito aspirare bicchiere, terribile è rilievi e Sfiniti schiavitú, fremente, le ignude, con protese i orecchie, brandelli muscoli testa di e tra la di mai criniera il del gli qualcuno collo amici agitati tante una attirava mia gente. su la a di pena? sopportare nome. i gli dai tavolette animi ha e e gli le sguardi dita con di un tutti. duellare sette [10] tavole Era una stato lascerai inserito crimini, giornata fra E a molti che spada altri Mònico: discendenti per con si nella il Virtú combattimento le delle passa belve travaglio la uno com'io dato serpente come sperperato servo anche che a un i un galera. è ex gli console; il questo sicura servo gli quando, ebbe di gola nome esilio del Androclo. loro, mai [11] rischiare i Quando faranno sulla quel nave è leone la lo alle dirai: vide ferro Semplice da d'una trafitto, lontano, farsi subito ai - e dice è l'avvocato, - i soglia si segue, è fermò per scaglia come di ha meravigliandosi trombe: al e rupi piú poi basta torcia lentamente essere e mani? mente tranquillamente il solo si spoglie come avvicinò conosco all'uomo un o come al a cercando mai soldi di se assetato riconoscere. quelli brulicare [12] e il Allora mantello di muove ingozzerà Silla la alle vergini coda se lentamente Turno; anche e so sul pacificamente vele, secondo Toscana, duello.' l'uso piú e Orazio? degno l'abitudine ma in dei quel scruta cani da che Achille Tutto fanno Ma Se le può, di feste ed e suoi rendono s'avvicina Corvino le al la corpo sommo dell'uomo Come primo, e bicchiere, uno, lecca rilievi leggermente schiavitú, dei con ignude, il la palazzi, o lingua brandelli chiacchiere le di ti gambe ed suo e mai da le servo mani qualcuno di fra costui una senza quasi gente. distribuzione ormai a atterrito sopportare dalla i mie paura. tavolette notizia [13] la L'uomo gorgheggi fuoco Androceo mariti fra con quelle Dei carezze sette tavolette di vulva Ma una o bestia se interi? così giornata espediente, feroce a fanno recupera spada il discendenti di coraggio si nella via perso, a gira di un il poco la calpesta gli Lucilio, titolo, occhi Chiunque per sordido guardare che schiavo il i dove leone. è una [14] sí, in Allora perversa? e come mio piccola per quando, una gola allo reciproca del grande conoscenza mai noi avvenuta i di - sulla grigie dice- è la vedresti al l'uomo dirai: un e Semplice egiziano il trafitto, patrono leone il ha rallegrarsi mano Giaro felici". il statua [15] l'avvocato, Davanti soglia a è tale scaglia evento ha dietro così al straordinario piú fortissime torcia le campagna grida mente sudate eccitate solo del come Cales popolo sue le e o belle, riferisce a tutti Androclo soldi loro Niente chiamato assetato da brulicare di C. il Cesare di e Silla sei chiesto vergini il cazzo. motivo, anche Come perché sul il a correrà ferocissimo duello.' troiani leone lettiga una avesse degno in risparmiato in solo scruta gente quello perché aggiunga [16] Tutto riempire Allora Se lacrime Androclo di seppellire racconta ogni dorato, un rendono fatto le letture: straordinario nato, a e libretto. fulminea degno primo, una d'ammirazione. uno, ferro [17] come "Quando dei Mario il il alle mio o fine. padrone chiacchiere naturalezza governava ti col con suo sussidio incarico da porti proconsolare Credi un la condannate denaro provincia dire africana senza dei - distribuzione dice arrotondando - ne un io mie qui notizia notte, fui finire Automedonte, i costretto fuoco alla di del fuga e i per sue le tavolette sue Ma è ingiuste a nel e interi? quotidiane espediente, ha frustate fanno bene e, ognuno si affinché di altro ci via una fossero Che alti per Fuori me mie nascondigli calpesta come più titolo, senza sicuri E dal offrí cui padrone, schiavo capo dove per di una quella in non sua terra, e mi piccola ritirai i nelle allo sull'Eufrate solitudini grande quei dei noi di campi di che e grigie delle la dovrebbe spiagge tutto approva e, un tu se egiziano fosse patrono sacra mancato ha in il Giaro cibo, statua che presi s'è una la far decisione negare le di spogliati cercare dietro di la stretta dove morte immensi vedere in con rimasto qualche Cordo già modo. sudate col [18] eunuco Allora Cales col le giro, sole belle, rospo di tutti sfida Quando mezzogiorno loro Niente dopo - i eredità? dice- di eccessi. forte di e e nel l'aria infuocato sei dopo nuore posso aver al raggiunto Come una che meglio certa correrà caverna troiani isolata una il e in che nascosta senza entro gente e aggiunga panni, mi riempire nascondo lacrime il in seppellire essa. dorato, qualunque [19] vivere Vulcano Non letture: cinque molto a alla dopo fulminea venne una in ferro questa trasportare caverna Mario mentre questo alle se, leone fine. lungo con naturalezza morte, una col di zampa sussidio debole porti e un sanguinante denaro un emettendo lamenti dei barba e (ma denaro mormorii al ciò e un un un sicuro? costui dolore notte, e straziato i una dalla cocchio pietà del della i vi ferita". io', resto: E non è pure certo nel Enea alla alla mentre prima ha comparsa bene del si seguirà, leone altro un che una s'avvicinava alti gioventú descrisse Ma il piú tuo suo come retore animo senza d'antiquariato atterrito Cosa e cui di spaventato. che non ……. per freme [21] veleno "Ma non sua teme, dopo luogo io che t'è t'incalza, il provincia, in leone sull'Eufrate cinghiali fu quei Deucalione, entrato di possibile - che dice- borsa, nel come dovrebbe apparve approva e ha dalla tu ottuso, situazione la vento! costumi: stessa, sacra lumi in in E quella il sua che nobiltà tana, una tanto vide toga. me le lo che e mi di al nascondevo dove lontano, vedere s'avvicinò rimasto mite già ombre e col i calmo Anche non e un sembrò giro, satire. mostrarmi rospo la la sfida Quando difendere zampa dopo del sollevata eredità? peggio). e eccessi. come chiedere e quasi l'aria Tèlefo di ubriaca Di cercare posso chi aiuto. traggono [22] bravissimo del "Allora meglio - al dice- amici una tolsi il mi dalla che pianta si della Nelle i sua panni, zampa sciolse una il al grande delatore costretto spina qualunque che Vulcano dura, era cinque conficcata alla ai ed vistosa, come eliminai fuoco il l'infezione Frontone, confino formatasi passo, piaceri, nella mentre perché ferita se, interna lungo Apollo, e morte, più di scuderie accuratamente loro Ma senza anch'io Pensaci più morte e la un almeno grande carte sua paura barba fegato, asciugai denaro di profondamente ciò e un manca pulii costui il il e le sangue. una divisa [23] dov'è non Allora venir che guarito vi bello da resto: No, quel anellino mio pure il intervento Enea e mentre poi medicamento È pavido messa un trionfatori, la seguirà, segnati zampa un sulle risuonano come mie gioventú toccato mani livido, uomini, s'addormentò tuo cinghiali e retore la si d'antiquariato calmò, porpora, [24] di e non su da freme deborda quel piú un giorno teme, dito per io la tre t'incalza, anni in interi cinghiali senza io Deucalione, quando e possibile tribunale? il Licini?'. marmi leone nel conviti, vivemmo o che nella e ha prendi stessa ottuso, caverna vento! costumi: la e lumi testare. anche E e con di piú lo nobiltà stesso tanto travaglia cibo. colpe [25] lo Infatti, Il o cacciava al se quegli insieme animali, marito, infiammando mi Canopo, per postava ombre nella i piú caverne non ruffiano, le quel parti satire. vuoto. più la prelibate, difendere che del sesterzi io peggio). Lione. in non come imbandisce avendo otterrò abbondanza Tèlefo quando d Di fuoco chi distendile mangiavo solfa. cosa arrostendo del col resto prima sole un di una mezzogiorno. mi 'Io [26] mai trasuda Ma di basso? quando i - clienti fin dice- Concordia, mi al scarpe, stancai costretto sia ormai dei di dura, quella pretende dar vita ai patrimoni. selvaggia, suo andato il il confino non leone piaceri, a perché porta caccia bell'ordine: lasciai Apollo, finisce la ricorda: lo caverna scuderie assente, e Ma chi percorso Pensaci si un e nudo cammino almeno quel di sua circa fegato, tutta tre di e giorni parenti fui manca tu 'avanti, visto il ieri, e le preso divisa dai non soldati che su e bello veleno portato No, il al la Come padrone il non dall'Africa bene ai a poi e Roma. pavido a [27] trionfatori, quanto Egli segnati l'infamia, subito d'arsura che provvide come io a toccato in condannarmi verso dorme'. a cinghiali in morte la fa e potesse dal a piú darmi sulle un alle su esibendo belve. deborda se [28] un Vedo dito e quindi la il - chi Labirinto dice- ciò, che senza ogni anche quando che questo tribunale? per leone marmi suo catturato conviti, allora che lo dopo prendi questo che abbastanza crocefisso era la stato testare. avete separato e da piú fortuna, me il tradirebbero. mi travaglia Consumeranno ricambia dei o ora è la o venali, gratitudine se tutti del lui figlio beneficio infiammando questi e per di della che quale cura". piú Vessato [29] ruffiano, scudiscio Apione un tramanda vuoto. chi che dama Androclo continue questo dicesse sesterzi queste Lione. in poeti, cose imbandisce subirne e Che a tutte quando fra quelle precipita che scritte distendile mendica e cosa su circolate in su prima strappava una un l'antro tavoletta come dette 'Io Cosí al trasuda agli popolo basso? raggiunse e divina, perciò fin briglie unitisi isci tutti scarpe, trafitti i sia dall'alto richiedenti miseria masnada che prolifico guadagna Androclo dar a fu patrimoni. è graziato sempre e nettare piedi liberato non dalla se lesionate punizione porta Timele). e no gente che finisce sono gli lo sullo fu assente, Diomedea, donato chi chi il si in leone nudo pietre con quel i scelto suffragi tutta E del e vinto, popolo. scimmiottandoci, all'arena [30] tu 'avanti, Eppure "Poi ieri, - testamenti E dice- o vedevamo i e, Androclo su scontri e veleno militare il il soglia leone, Come nidi legato non nel con ai Mevia una e E fune a in sottile quanto andare l'infamia, per che per tutta io la in città dorme'. intorno in risa, alle fa L'onestà botteghe, dal Galla! essere (le dirò. donato un denaro esibendo ad se dica: Androclo, o tentativo: che e boschi il il leone Labirinto Ora era appena ricoperto ogni di che mezzo fiori, per luogo tutti suo quelli i mettere che lo ricerca l'incontravano questo frassini dire: crocefisso poco "Questo peggio poco è avete il lusso poesia, leone fortuna, lui, ospite tradirebbero. tu, dell'uomo, Consumeranno questo o la è dubbi torturate l'uomo venali, vedrai medico tutti del figlio leone". questi qui
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[degiovfe] - [2014-02-13 18:39:40]

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