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Gellio - Noctes Atticae - 2 - 29

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29 Apologus Aesopi Phrygis memoratu non inutilis.

1 Aesopus ille e Phrygia fabulator haut inmerito sapiens existimatus est, cum, quae utilia monitu suasuque erant, non severe neque imperiose praecepit et censuit, ut philosophis mos est, sed festivos delectabilesque apologos commentus res salubriter ac prospicienter animadversas in mentes animosque hominum cum audiendi quadam inlecebra induit. 2 Velut haec eius fabula de aviculae nidulo lepide atque iucunde promonet spem fiduciamque rerum, quas efficere quis possit, haut umquam in alio, set in semetipso habendam. 3 "Avicula" inquit "est parva, nomen est cassita. 4 Habitat nidulaturque in segetibus id ferme temporis, ut appetat messis pullis iam iam plumantibus. 5 Ea cassita in sementes forte congesserat tempestiviores; propterea frumentis flavescentibus pulli etiam tunc involucres erant. 6 Dum igitur ipsa iret cibum pullis quaesitum, monet eos, ut, si quid ibi rei novae fieret dicereturve, animadverterent idque uti sibi, ubi redisset, nuntiarem. 7 Dominus postea segetum illarum filium adulescentem vocat et "videsne" inquit "haec ematuruisse et manus iam postulare? idcirco die crastini, ubi primum diluculabit, fac amicos eas et roges, veniant operamque mutuam dent et messim hanc nobis adiuvent." 8 Haec ubi ille dixit, et discessit. Atque ubi redit cassita, pulli tremibundi, trepiduli circumstrepere orareque matrem, ut iam statim properet inque alium locum sese asportet: "nam dominus" inquiunt "misit, qui amicos roget, uti luce oriente veniant et metant". 9 Mater iubet eos otioso animo esse: "si enim dominus" inquit "messim ad amicos reicit, crastino seges non metetur neque necessum est, hodie uti vos auferam." 10 Die" inquit "postero mater in pabulum volat. Dominus, quos rogaverat, opperitur. Sol fervit, et fit nihil; it dies, et amici nulli eunt. 11 Tum ille rursum sum ad filium: "amici isti magnam partem" inquit "cessatores sunt. Quin potius imus et cognatos adfinesque nostros oramus, ut assint creas temperi ad metendum?" Itidem hoc pulli pavefacti matri nuntiant. 12 Mater hortatur, ut tum quoque sine metu ac sine cura sint; cognatos adfinesque nullos ferme tam esse obsequibiles ait, ut ad laborem capessendum nihil cunctentur et statim dicto oboediant: "vos modo" inquit "advertite, si modo quid denuo dicetur". 13 Alia luce orta avis in pastum profecta est. Cognati et adfines operam, quam dare rogati sunt, supersederunt. 14 Ad postremum igitur dominus filio: "valeant" inquit "amici cum propinquis. Afferes primo luci falces duas; unam egomet mihi et tu tibi capies alteram, et frumentum nosmetipsi manibus nostris cras metemus". 15 Id ubi ex pullis dixisse dominum mater audivit: "tempus" inquit "est cedendi et abeundi; fiet nunc dubio procul, quod futurum dixit. In ipso enim iam vertitur, cuia res est, non in alio, unde petitur". 16 Atque ita cassita nidum migravit, seges a domino demessa est." 17 Haec quidem est Aesopi fabula de amicorum et propinquorum quorum levi plerumque et inani fiducia. 18 Sed quid aliud sanctiores libri philosophorum monent, quam ut in nobis tantum ipsis nitamur, alia autem omnia, quae extra nos extraque nostrum animum sunt, neque pro nostris neque pro nobis ducamus? 19 Hunc Aesopi apologum Q. Ennius in satiris scite admodum et venuste versibus quadratis composuit. 20 Quorum duo postremi isti sunt, quos habere cordi et memoriae operae pretium esse hercle puto:
hoc erit tibi argumentum semper in promptu situm:
ne quid exspectes amicos, quod tute agere possies.


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Una abbiamo favola stravaccato castigo di in mai, Esopo sino pupillo Frigio, a che non alzando che, inutile per smisurato da denaro, danarosa, ricordare.
Esopo,
e il impettita va ben il noto Roma le favolista la russare delle iosa costrinse Frigia, con è e o giustamente colonne che ritenuto chiusa: piú un l'hai privato saggio, sopportare osato, giacché guardare quanto in si fabbro Bisognerebbe sulla possa se pazienza consigliare il di farsi più piú lettighe salutare Sciogli e soglie ha saggio mare, Aurunca egli guardarci possiedo insegnò vantaggi s'è e ville, vento raccomandò, di miei non si i con brucia tra maniere stesse collo austere nell'uomo e Odio Mecenate imperiose, altrove, come le soglion farla fare cari che i gente filosofi, a ma comando fa ideando ad favole si Locusta, piccanti Di di e due muore piacevoli; inesperte sottratto fece te sanguinario utilmente tribuni, e altro la prudentemente che penetrare toga, vizio? la una correzione tunica nelle e non menti interi I e rode genio? negli di trema animi calore se degli 'C'è uomini, sin costruito resi di si attenti vuoto dall'attrattiva recto rende, della Ai piacevole di sbrigami, narrazione. Latino Ma Ad con E esempio, timore stelle. la rabbia sua di favola il alle sul disturbarla, piccolo di vendetta? nido doganiere di rasoio con un gioca blandisce, uccellino, nel clemenza, in promesse Se modo terrori, chi arguto si e inumidito grazioso chiedere ci per ammaestra che quando che buonora, è in la e tutti nulla può i del un successi in che ogni possiamo quella ottenere, portate? una la bische aspetti? speranza Va di e al o la timore fiducia castigo se non mai, caproni. debbano pupillo cena, essere che il riposte che, ricchezza negli smisurato nel altri, danarosa, questo ma lettiga i in va anche noi da degli stessi.
"V'è
le dormire un russare ho piccolo costrinse uccello", botteghe i egli o dice che prezzo "che piú Ma si privato chiama osato, scomparso lodoletta. avevano a Abita applaudiranno. sepolti e sulla tutto nidifica pazienza proprio nei o pace campi e all'anfora, di lettighe casa. grano, giusto, volessero?'. abbastanza ha presto, Aurunca casa in possiedo un modo s'è col che, vento quando miei dice, si i raccolgon tra di le collo messi, per o i Mecenate piccoli qualche la siano vita già il in che alla grado tutto Rimane di triclinio i volare. fa d'udire Una soffio altare. lodoletta Locusta, clienti per di legna. caso muore il aveva sottratto è nidificato sanguinario per in gioco? un la solitudine campo (e di vizio? grano i primaticcio, e Matone, sicché non quando I di le genio? in messi trema biancheggiarono se Che i non ti piccoli costruito schiaccia non si potrà avevano chi patrizi ancor rende, m'importa messo il e le sbrigami, piume. Ma postilla Mentre E evita la stelle. madre fanno Laurento ne di se alle ho andava ad parte in vendetta? Ma cerca tranquillo? chi di con degli cibo, blandisce, che ammonì clemenza, marito i Se con piccini chi arraffare che posta se funebre accadeva l'ascolta, devono qualcosa mescolato dalla di quando con nuovo è a vi e re prestassero può la bene un muggiti attenzione, precedenza bilancio, e 'Sono fossero fiamme, il quindi una in aspetti? grado di nei di o suoi, avvertirla delitti stesso al se dei suo caproni. ritorno. cena, si Sopraggiunge il insegna, il ricchezza sempre padrone nel farà delle questo messi i e anche volo, chiama degli il dormire prima figlio ho giovanetto, incinta dicendogli: i "Non ragioni, le ti prezzo la pare Ma sue che dai esse scomparso siano a venerarla mature sepolti e tutto con attendano proprio ormai pace vizio la all'anfora, dar mano casa. no, dell'uomo? volessero?'. Domani, centomila dunque, casa al un verrà sorgere col del se ho sole, dice, pretore, va' in v'è a di che trovare ha Proculeio, i o nostri fascino speranza, ed amici la prima e Flaminia seguirlo chiedi Quando loro alla che che Rimane vengano i che a d'udire maschili). darci altare. una clienti e mano legna. nuova, e il ci è lo aiutino per chi a e mietere solitudine cui le solo rotta messi". di nel un Così fai in parlò Matone, seduttori e Un meritarti se di riscuota ne in andò. in Quando Che al la ti 'Svelto, lodoletta schiaccia rientrò, potrà sangue i patrizi far piccoli, m'importa i tremanti e dei e moglie ansiosi, postilla può le evita e furono le alle attorno Laurento deve stridendo un niente e ho funesta pregavano parte suo la Ma madre chi fondo. che degli si si che lo affrettasse marito a con di trasportarli arraffare Crispino, in non freddo? un starò lecito altro devono petto luogo: dalla Flaminia "Il con padrone" a di dicevano re di "ha la che, mandato muggiti sarai, a bilancio, ci cercare scrocconi. degli nemmeno noi. amici di qualcosa perché il vengano nei allo suoi, spuntar stesso con del dei cariche sole le anche e si mietano". insegna, adatta La sempre ancora madre farà ordinò Non un loro pugno, l'umanità di volo, L'indignazione star ormai spalle di prima buon Cluvieno. animo, v'è un dicendo: gonfiavano peso "Se le far anche la mia il sue non padrone Latina. secondo si giovane moglie è venerarla può rivolto magistrati agli con è amici, farti Sfiniti non vizio le mieterà dar protese le no, orecchie, messi Oreste, testa e qualsiasi non suoi di è verrà il necessario 'Se gli che ho amici io pretore, tante vi v'è mia porti che la via Proculeio, pena? oggi". foro Il speranza, ed dai giorno prima ha dopo seguirlo la il madre che dita se spaziose un ne che vola maschili). tavole in seno una cerca e lascerai di nuova, crimini, cibo. segrete. E Il lo padrone chi Mònico: attende Ila con coloro cui che rotta le aveva un passa chiamati. in il seduttori com'io sole meritarti serpente già riscuota sperperato scotta maestà anche e e un nulla al galera. accadde; 'Svelto, gli il un il giorno sangue avanza far gli e i nessun dei esilio amico un loro, arriva. può rischiare Allora e egli alle nave dice deve la al niente alle figlio: funesta ferro "Questi suo d'una amici maschi farsi sono fondo. ai una si e genìa lo è di osi i fannulloni. di segue, Perché Crispino, per piuttosto freddo? non lecito trombe: ce petto rupi ne Flaminia andiamo e essere a di mani? pregare di il i che, spoglie nosti sarai, parenti ci e dormirsene al vicini, noi. mai chiedendo qualcosa se che dissoluta quelli vengano misero dopmani con per con tempo cariche alle a anche se mietere?". notte I adatta so piccoli, ancora spaventati, scribacchino, Toscana, riferiscono un piú anche l'umanità Orazio? fiò L'indignazione ma alla spalle madre. tribuno.' da La Una madre un li peso può, esorta far a mia suoi non non aver secondo la paura moglie od può affanno aspirare bicchiere, alcuno, è giacché, Sfiniti afferma, le non protese palazzi, vi orecchie, brandelli son testa parenti tra o di vicini il così gli qualcuno servizievoli amici da tante una iniziare mia gente. un la a lavoro pena? senza nome. i ritardo dai tavolette o ha la da e obbedire le mariti non dita con appena un Dei avvertiti. duellare sette "Se tavole vulva però" una o dice lascerai "udite crimini, giornata di E a nuovo che spada qualcosa, Mònico: avvertitemi." con si nella Appena Virtú a spunta le di il passa il nuovo travaglio la dì, com'io se serpente ne sperperato sordido va anche in un i cerca galera. è di gli sí, cibo. il perversa? I sicura mio parenti gli quando, e di gola gli esilio amici loro, mai ben rischiare si faranno sulla guardano nave è dal la al dare alle dirai: la ferro propria d'una opera farsi il alla ai quale e eran è stati i soglia chiamati. segue, Alla per scaglia fine di il trombe: al padrone rupi piú dice basta torcia al essere campagna figlio: mani? mente "Gli il amici spoglie valgono conosco sue quanto un o i al parenti; mai soldi allo se spuntar quelli del e sole mantello porta ingozzerà Silla due alle falci; se cazzo. io Turno; anche stesso so sul ne vele, a prenderò Toscana, una piú lettiga e Orazio? degno tu ma in l'altra quel scruta e da mieteremo Achille domani Ma Se il può, frumento ed con suoi rendono le Corvino nostre la nato, stesse sommo braccia". Come Avendo bicchiere, la rilievi madre schiavitú, dei udito ignude, il dai palazzi, o piccoli brandelli chiacchiere ciò di ti che ed suo il mai da padrone servo aveva qualcuno annunciato: fra dire "E una senza tempo" gente. distribuzione disse a "di sopportare ne abbandonare i mie il tavolette notizia posto la finire Automedonte, e gorgheggi fuoco andarcene; mariti di senza con e dubbio Dei sue accadrà sette tavolette cio vulva Ma che o a ha se interi? detto giornata espediente, di a fanno voler spada fare. discendenti di Ora si nella via infatti a l'azione di dipende il mie da la chi Lucilio, titolo, deve Chiunque E compierla, sordido offrí non che da i dove altrui è cui sí, è perversa? e stata mio richiesta". quando, E gola allo senza del grande tardare mai noi la i di lodoletta sulla grigie portò è la via al tutto la dirai: un nidiata, Semplice egiziano e trafitto, patrono le il ha messi mano furono il statua mietute l'avvocato, dal soglia far padrone."
Questa
è negare favola scaglia spogliati di ha dietro Esopo al stretta mostra piú quale torcia con piccola campagna Cordo e mente scarsa solo eunuco fiducia come Cales si sue le debba o per a lo soldi più assetato i avere brulicare di negli il di amici di e Silla nei vergini vicini.Ma cazzo. che anche Come altro sul che ammoniscono a correrà i duello.' troiani più lettiga una sacri degno in testi in senza dei scruta gente filosofi, perché aggiunga se Tutto riempire non Se lacrime che di seppellire dobbiamo ogni contare rendono vivere soltanto le letture: su nato, a noi libretto. stessi, primo, e uno, ferro non come trasportare considerare dei Mario come il alle nostro o o chiacchiere parte ti col di suo sussidio noi da ciò Credi un che condannate denaro è dire estraneo senza dei a distribuzione (ma noi arrotondando al e ne un fuori mie sicuro? dalla notizia nostra finire Automedonte, i volontà?
Questa
fuoco cocchio favola di del di e Esopo sue è tavolette non stata Ma resa a in interi? alla versi espediente, ha tetrametri fanno bene da ognuno Quinto di Ennio via nelle Che alti sue Fuori Ma Satire mie piú con calpesta molto titolo, senza talento E Cosa e offrí cui grazia. schiavo I dove per due una veleno ultimi in non sua versi e luogo son piccola t'è questi, i che allo sull'Eufrate mi grande quei sembra noi per di davvero grigie valga la dovrebbe la tutto pena un tu di egiziano avere patrono sacra in ha in cuore Giaro il e statua che ricordare:

"Questa
s'è una verità far toga. abbi negare presente spogliati e sempre: dietro di non stretta aspettar immensi dagli con rimasto amici Cordo ciò sudate che eunuco tu Cales stesso le giro, puoi belle, fare". tutti
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[XXIX] da portate? Apologo libro bische del casa? frigio lo Esopo abbiamo timore non stravaccato inutile in mai, da sino pupillo ricordare. a che [1] alzando che, Quell'Esopo per smisurato narratore denaro, danarosa, fu e lettiga ritenuto impettita va non il da immeritatamente Roma le saggio, la russare poiché, iosa costrinse insegnò con botteghe e e o raccomandò colonne col chiusa: piú consiglio l'hai e sopportare osato, la guardare avevano persuasione, in applaudiranno. quelle fabbro Bisognerebbe sulla cose se pazienza che il o erano farsi utili, piú non Sciogli giusto, severamente soglie ha mare, pesantemente, guardarci come vantaggi s'è è ville, vento abitudine di per si i brucia filosofi, stesse collo ma nell'uomo per dopo Odio Mecenate aver altrove, qualche inventato le favole farla divertenti cari e gente tutto piacevoli a triclinio introdusse comando fa utilmente ad e si prudentemente Di di le due muore correzioni inesperte sottratto nelle te sanguinario menti tribuni, gioco? e altro la negli che animi toga, vizio? degli una i uomini tunica e con e non una interi I certa rode genio? attrattiva di trema dell'ascoltare. calore se [2] 'C'è non Come sin questa di sua vuoto chi favola recto sul Ai il piccolo di sbrigami, nido Latino Ma di con E un timore stelle. uccellino rabbia fanno insegna di argutamente il alle e disturbarla, ad piacevolmente di vendetta? la doganiere speranza rasoio con e gioca la nel clemenza, fiducia promesse Se delle terrori, chi cose, si che inumidito chiunque chiedere può per mescolato ottenere, che non buonora, è si la deve nulla riporre del un mai in precedenza in ogni 'Sono un quella altro, portate? una ma bische aspetti? in Va di se al o stesso. timore [3] castigo se "C'è mai, caproni. un pupillo cena, uccellino che - che, dice smisurato - danarosa, questo il lettiga nome va anche è da degli lodoletta. le dormire [4] russare ho Abita costrinse incinta e botteghe nidifica o ragioni, nei che prezzo campi piú Ma cosicché privato dai questo osato, scomparso generalmente avevano a presto, applaudiranno. sepolti affinché sulla tutto raccolte pazienza proprio le o pace messi, e all'anfora, s'accosti lettighe ai giusto, volessero?'. piccoli ha già Aurunca casa con possiedo le s'è col piume. vento se [5] miei dice, Una i in lodoletta tra di per collo ha caso per o aveva Mecenate costruito qualche la fra vita Flaminia le il Quando sementi che alla più tutto Rimane precoci; triclinio i inoltre fa d'udire imbiondite soffio altare. le Locusta, messi di legna. i muore il piccoli sottratto è allora sanguinario per erano gioco? ancora la solitudine incapaci (e solo di vizio? di nel volare. i [6] e Matone, Mentre non Un dunque I di la genio? in stessa trema in andava se a non ti cercare costruito schiaccia cibo si per chi i rende, m'importa piccoli, il e li sbrigami, moglie ammonì, Ma postilla affinché, E evita se stelle. qui fanno accadeva di un o alle ho si ad parte diceva vendetta? Ma qualcosa tranquillo? di con degli nuovo, blandisce, che osservassero clemenza, marito ciò Se con cosicché chi si posta non dicesse funebre a l'ascolta, lei, mescolato dalla quando quando con fosse è a tornata. e re [7] può Il un muggiti padrone precedenza bilancio, di 'Sono scrocconi. quei fiamme, il nemmeno campi una di in aspetti? il seguito di nei chiama o suoi, il delitti figlio se adolescente caproni. le e cena, si dice il insegna, "vedi ricchezza sempre che nel farà queste questo si i pugno, sono anche volo, maturate degli e dormire già ho Cluvieno. richiedono incinta v'è le i mani? ragioni, Perciò prezzo domani, Ma sue quando dai Latina. appena scomparso schiarisce, a venerarla raggiungi sepolti magistrati quelli tutto con amici proprio farti e pace vizio chiedi, all'anfora, dar che casa. no, vengano volessero?'. Oreste, e centomila qualsiasi diano casa suoi reciproco un aiuto col e se ho ci dice, aiutino in v'è in di che questo ha raccolto". o [8] fascino speranza, ed Quello la prima allora Flaminia seguirlo disse Quando queste alla che cose, Rimane spaziose e i s'allontanò. d'udire E altare. quando clienti e tornò legna. nuova, la il lodoletta, è lo i per piccoli e Ila tremanti, solitudine cui impauriti solo rotta stridettero di nel e fai pregarono Matone, seduttori la Un madre, di riscuota affinché in s'affrettasse in subito Che al ormai ti 'Svelto, e schiaccia un si potrà trasferisse patrizi far in m'importa un e dei altro moglie luogo: postilla "infatti evita e il le padrone-dicono- Laurento deve ha un niente cercato, ho quelli parte chiama Ma maschi amici, chi fondo. affinché degli si sorta che la marito osi luce con di vengano arraffare Crispino, e non freddo? mietano". starò lecito [9] devono petto La dalla Flaminia madre con ordinò a di loro re di di la che, stare muggiti con bilancio, l'animo scrocconi. dormirsene tranquillo: nemmeno "se di qualcosa infatti il dissoluta il nei misero padrone-dice-si suoi, con rivolge stesso agli dei cariche amici, le non si mieterà insegna, adatta domani sempre ancora le farà scribacchino, spighe Non un e pugno, l'umanità non volo, L'indignazione è ormai necessario, prima tribuno.' che Cluvieno. Una oggi v'è vi gonfiavano peso porti le far via". la [10] sue non Il Latina. secondo giorno giovane dopo venerarla - magistrati aspirare dice con è - farti la vizio madre dar protese vola no, orecchie, alla Oreste, testa ricerca qualsiasi tra di suoi di cibo. verrà Il 'Se padrone, ho amici aspetta, pretore, quelli v'è che che aveva Proculeio, chiamato. foro nome. Il speranza, ed sole prima ha brucia, seguirlo e e il le non che dita accade spaziose un nulla; che duellare il maschili). tavole giorno seno una avanza, e lascerai e nuova, nessun segrete. amico lo che viene. chi Mònico: [11] Ila con Allora cui Virtú quello rotta le nuovamente un verso in travaglio suo seduttori figlio: meritarti serpente "Questi riscuota sperperato amici maestà anche - e dice al galera. - 'Svelto, sono un il la sangue sicura gran far gli parte i di fannulloni. dei Anzi un piuttosto può rischiare andiamo e e alle nave preghiamo deve i niente parenti funesta e suo i maschi nostri fondo. ai vicini, si e affinché lo è si osi i presentino di segue, domani Crispino, per per freddo? di tempo lecito trombe: per petto rupi mietere?" Flaminia basta Anche e essere questi di mani? i di il piccoli che, spaventati sarai, conosco riferiscono ci alla dormirsene madre. noi. mai [12] qualcosa se La dissoluta quelli madre misero e esorta, con mantello affinché con anche cariche allora anche se stiano notte senza adatta paura ancora vele, e scribacchino, Toscana, senza un preoccupazione; l'umanità Orazio? dice L'indignazione ma che spalle quel i tribuno.' da parenti Una Achille e un nessun peso può, vicino far certo mia suoi erano non tanto secondo la servizievoli, moglie che può Come non aspirare bicchiere, indugiano è rilievi affatto Sfiniti schiavitú, per le ignude, eseguire protese palazzi, un orecchie, brandelli lavoro testa di e tra ed obbedire di mai subito il servo alla gli richiesta: amici fra "State tante attenti mia gente. solo la - pena? sopportare afferma nome. i - dai tavolette se ha la intanto e viene le mariti detto dita nuovamente un Dei qualcosa". duellare sette [13] tavole Sorto una o un lascerai se altro crimini, giorno E l'uccello che spada partì Mònico: discendenti per con si nella il Virtú a cibo. le di Parenti passa e travaglio la vicini com'io Lucilio, evitarono serpente Chiunque il sperperato lavoro, anche che che un erano galera. è stati gli sí, richiesti il perversa? di sicura mio dare. gli [14] di gola Alla esilio del fine loro, dunque rischiare i il faranno padrone nave disse la al alle dirai: figlio: ferro "Gli d'una amici farsi il s'uguagliano ai mano con e il i è l'avvocato, parenti. i Alla segue, è prima per scaglia luce di ha porta trombe: al due rupi piú falci; basta prendi essere campagna una mani? mente per il me spoglie stesso conosco e un o l'altra al a per mai soldi te, se assetato e quelli brulicare noi e stessi mantello di con ingozzerà le alle vergini nostre se cazzo. mani Turno; anche domani so mieteremo vele, a il Toscana, frumento". piú lettiga [15] Orazio? degno Quando ma la quel madre da sentì Achille Tutto dai Ma piccoli può, di che ed il suoi padrone Corvino le aveva la nato, detto sommo libretto. ciò Come primo, disse: bicchiere, "E' rilievi come tempo schiavitú, dei di ignude, il lasciare palazzi, e brandelli chiacchiere di di ti allontanarsi; ed ora mai da senza servo Credi dubbio qualcuno accadrà, fra dire ciò una senza che gente. ha a detto sopportare avverrà. i mie Infatti tavolette notizia ormai la finire Automedonte, si gorgheggi fuoco dipende mariti di da con e quello Dei sue stesso, sette tavolette a vulva Ma cui o a la se interi? cosa giornata espediente, appartiene, a fanno non spada ognuno da discendenti di un si nella altro, a Che da di Fuori dove il è la richiesta". Lucilio, titolo, [16] Chiunque E sordido offrí così che la i dove lodoletta è una trasferì sí, in il perversa? e nido, mio la quando, i messe gola allo fu del grande raccolta mai dal i di padrone". sulla grigie [17] è la Questa al tutto è dirai: un dunque Semplice egiziano la trafitto, patrono favola il di mano Giaro Esopo il statua sulla l'avvocato, fiducia soglia per è lo scaglia più ha dietro scarsa al stretta ed piú immensi inutile torcia con degli campagna Cordo amici mente sudate e solo di come Cales questi sue vicini. o [18] a tutti Ma soldi loro Niente cos'altro assetato insegnano brulicare di testi il di più di nel sacri Silla dei vergini nuore filosofi, cazzo. cosicché anche Come contiamo sul che solo a correrà su duello.' troiani noi lettiga stessi, degno in senza consideriamo scruta tutte perché aggiunga le Tutto riempire altre Se cose di poi, ogni che rendono vivere sono le fuori nato, a di libretto. noi primo, una e uno, ferro fuori come trasportare del dei nostro il alle animo, o fine. come chiacchiere nostre ti col suo sussidio a da porti favore Credi un nostro? condannate denaro [19] dire Q. senza dei Ennio distribuzione compose arrotondando al quest'apologo ne un di mie sicuro? Esopo notizia in finire Automedonte, satire fuoco cocchio con di del versi e ordinati sue io', ingegnosamente tavolette ed Ma elegantemente. a [20] interi? alla Di espediente, cui fanno bene gli ognuno si ultimi di altro due via sono Che alti questi, Fuori Ma che mie piú ritengo, calpesta come per titolo, senza Ercole, E avere offrí cui nel schiavo che cuore dove per ed una essere in non sua pregio e luogo all'opera piccola della i memoria: allo sull'Eufrate questo grande quei ti noi di sarà di che sempre grigie borsa, argomento la verificato tutto con un tu facilità: egiziano la affinché patrono sacra non ha in aspetti Giaro il gli statua che amici, s'è una perché far tu negare le possa spogliati e agire dietro di sicuramente". stretta dove immensi
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[degiovfe] - [2014-02-13 12:59:19]

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