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Fedro - Fabularum Phaedri - Liber Quartus - Formica Et Musca

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[Nihil agere quod non prosit fabella indicat].
Formica et musca contendebant acriter
Quae pluris esset. Musca sic coepit prior:
"Conferre nostris tu potes te laudibus?
Moror inter aras, templa perlustro omnia,
Ubi immolatur, exta praegusto deum.
In capite regis sedeo cum visum est mihi,
Et matronarum casta delibo oscula.
Laboro nihil atque optimis rebus fruor.
Quid horum simile tibi contingit, rustica?"
"Est gloriosus sane convictus deum,
Sed illi qui invitatur, non qui invisus est.
Aras frequentas? nempe abigeris, quom venis.
Reges commemoras et matronarum oscula?
Super etiam iactas tegere quod debet pudor.
Nihil laboras? ideo, cum opus est, nil habes.
Ego granum in hiemem cum studiose congero,
Te circa murum pasci video stercore.
Aestate me lacessis; cum bruma est siles.
Mori contractam cum te cogunt frigora,
Me copiosa recipit incolumem domus.
Satis profecto rettudi superbiam".
Fabella talis hominum discernit notas
Eorum qui se falsis ornant laudibus,
Et quorum virtus exhibet solidum decus.


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La dalla formica dalla estende e della territori la stessi Elvezi mosca
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La
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