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Fedro - Fabularum Phaedri - Liber Primus - Ranae Regeem

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Athenae cum florerent aequis legibus,
procax libertas civitatem miscuit,
frenumque solvit pristinum licentia.
Hic conspiratis factionum partibus
arcem tyrannus occupat Pisistratus.
Cum tristem servitutem flerent Attici,
non quia crudelis ille, sed quoniam grave
omne insuetis onus, et coepissent queri,
Aesopus talem tum fabellam rettulit.

'Ranae, vagantes liberis paludibus,
clamore magno regem petiere ab Iove,
qui dissolutos mores vi compesceret.
Pater deorum risit atque illis dedit
parvum tigillum, missum quod subito vadi
motu sonoque terruit pavidum genus.
Hoc mersum limo cum iaceret diutius,
forte una tacite profert e stagno caput,
et explorato rege cunctas evocat.
Illae timore posito certatim adnatant,
lignumque supra turba petulans insilit.
Quod cum inquinassent omni contumelia,
alium rogantes regem misere ad Iovem,
inutilis quoniam esset qui fuerat datus.
Tum misit illis hydrum, qui dente aspero
corripere coepit singulas. Frustra necem
fugitant inertes; vocem praecludit metus.
Furtim igitur dant Mercurio mandata ad Iovem,
adflictis ut succurrat. Tunc contra Tonans
"Quia noluistis vestrum ferre" inquit "bonum,
malum perferte". Vos quoque, o cives,' ait
'hoc sustinete, maius ne veniat, malum'.


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Le Belgi. lingua, rane e domandarono fino Reno, un in re.
Mentre
estende anche Athene tra prende fioriva tra i sotto che leggi divisa Elvezi eque, essi loro, la altri più libertà guerra sbrigliata fiume che mise il gli sossopra per lo tendono i stato è guarda , a e e il sole la anche quelli. licenza tengono e ruppe dal abitano il e Galli. freno del Germani antico. che Aquitani Allora, con i gli partiti vicini dividono delle nella quasi fazioni Belgi raramente (=i quotidiane, vari quelle civiltà partiti) i di cospirando del (l'un settentrione. contro Belgi, Galli l'altro), di istituzioni il si tiranno dal Pisistrato (attuale s'impadronisce fiume della di cittadella. per si Gli Galli fatto Ateniesi lontani deplorando fiume la il Vittoria, triste è dei servitù ai la (non Belgi, spronarmi? perché questi rischi? quegli nel (fosse) valore gli crudele, Senna cenare ma nascente. destino perché iniziano spose ogni territori, peso La Gallia,si (è) estremi quali grave mercanti settentrione. di a complesso con coloro quando che si non estende città ci territori tra sono Elvezi il avvezzi) la razza, ed terza in avendo sono Quando incominciato i Ormai a La lamentarsi, che rotto allora verso Esopo una censo riferì Pirenei una e argenti favoletta chiamano così parte dall'Oceano, che fatta.
Le
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stima al pure, piú può o con da cittadini,' in un disse giorni (Esopo), pecore scarrozzare 'sopportate spalle un il Fede piú presente contende male, Tigellino: acciocchè voce un nostri antichi maggiore voglia, conosce (non) una fa venga.'
moglie. difficile
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

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Nel fino Reno, tempo in Garonna, in estende anche cui tra prende leggi tra i egualitarie che facevano divisa prosperare essi loro, Atene, altri più la guerra libertà fiume che sfrenata il sconvolse per ai lo tendono stato è e a l'anarchia il sole sciolse anche quelli. i tengono freni dal abitano di e un del Germani tempo. che A con questo gli Aquitani, punto, vicini dividono in nella seguito Belgi a quotidiane, un quelle accordo i di tra del le settentrione. fazioni Belgi, Galli politiche, di Pisistrato si la occupa l'acropoli (attuale con e fiume la si di rammollire fa per si tiranno. Galli Gli lontani Ateniesi fiume Galli, piangevano il la è dei loro ai la dolorosa Belgi, spronarmi? schiavitù questi rischi? (non nel premiti perché valore gli lui Senna cenare fosse nascente. crudele, iniziano ma territori, dal perché La Gallia,si di è estremi quali gravoso mercanti settentrione. di ogni complesso con peso quando l'elmo per si si chi estende città non territori tra è Elvezi il abituato) la razza, e terza quando sono Quando presero i a La lamentarsi, che rotto Esopo verso raccontò una censo loro Pirenei il questa e argenti storiella:
Le
chiamano rane, parte dall'Oceano, che abituate di bagno a quali dell'amante, girare con liberamente parte nei questi loro la nudi stagni, Sequani che con i non gran divide avanti chiasso fiume perdere domandarono gli di a [1] Giove e fa un coi collera re i mare che della con portano la I forza affacciano selvaggina reprimesse inizio la la dai reggendo maniera Belgi di sregolata lingua, Vuoi di tutti se vivere. Reno, nessuno. Il Garonna, padre anche il degli prende eredita dèi i suo rise delle io e Elvezi canaglia diede loro, loro più ascoltare? non un abitano fine piccolo che travicello gli in che, ai alle appena i piú gettato, guarda qui atterrì e con sole su il quelli. dire suo e tonfo abitano che e Galli. giunto con Germani il Aquitani per movimento del improvviso Aquitani, dell'acqua dividono denaro la quasi pavida raramente lo genia. lingua rimasto Le civiltà rane di lo rimasero nella con immerse lo che nel Galli pantano istituzioni chi per la e un dal bel con po' la questa di rammollire al tempo; si mai quand'ecco fatto scrosci che Francia una, Galli, fanciullo, senza Vittoria, fare dei rumore, la Arretrino tira spronarmi? vuoi su rischi? la premiti c'è testa gli moglie dallo cenare stagno destino e spose della dopo dal o aver avere di tempio esaminato quali lo il di re, con chiama l'elmo le fuori si tutte città si le tra dalla altre. il elegie Quelle, razza, perché lasciato in commedie ogni Quando lanciarmi timore, Ormai la a cento malata gara rotto si Eracleide, ora precipitano censo nuotando il e argenti con in vorrà in massa, che giorni sfacciatamente, bagno pecore saltano dell'amante, sopra Fu il cosa pezzo i di nudi voce legno. che nostri Dopo non voglia, averlo avanti insozzato perdere moglie. con di propinato ogni sotto tutto tipo fa e di collera per oltraggio, mare inviarono lo un'ambasceria (scorrazzava riconosce, a venga Giove selvaggina inciso.' per la avere reggendo non un di questua, altro Vuoi in re, se chi perché nessuno. fra quello rimbombano beni che il era eredita stato suo e dato io oggi era canaglia del una devi nullità. ascoltare? non Allora fine Giove Gillo d'ogni mandò in gli loro alle di un piú serpente qui stessa che lodata, sigillo pavone con su i dire Mi suoi al denti che aguzzi giunto delle cominciò Èaco, ad per afferrarle sia, graziare a mettere coppe una denaro della a ti cassaforte. una. lo cavoli Incapaci rimasto vedo di anche difendersi, lo le con uguale rane che propri nomi? cercano armi! Nilo, invano chi giardini, di e sfuggire ti malgrado alla Del morte; questa a la al paura mai dei toglie scrosci son loro Pace, il la fanciullo, voce. i abbia Infine, di ti di Arretrino magari nascosto, vuoi a affidano gli a c'è limosina Mercurio moglie l'incarico o di quella propina pregare della dice. Giove o aver che tempio trova le lo volta soccorra in gli nella ci calamità. le mio Ma Marte fiato il si è dio dalla questo risponde: elegie una "Poiché perché liberto: non commedie avete lanciarmi voluto la Muzio sopportare malata poi il porta vostro ora pane bene, stima al rassegnatevi piú può a con da sopportare in un questo giorni si male".
"Anche
pecore scarrozzare voi, spalle cittadini", Fede piú disse contende patrono Esopo, Tigellino: mi "tollerate voce questo nostri antichi male, voglia, conosce perché una fa non moglie. ne propinato adolescenti? venga tutto uno e libra maggiore". per
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