Splash Latino - Curzio Rufo - Historiarum Alexandri Magni - Liber Vi - 4

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Curzio Rufo - Historiarum Alexandri Magni - Liber Vi - 4

Brano visualizzato 7485 volte
IV. Summa militum alacritate iubentium quocumque vellet duceret, oratio excepta est. Nec rex moratus impetum, tertioque per Parthienen die ad fines Hyrcaniae penetrat Cratero relicto cum iis copiis, quibus praeerat, et ea manu, quam Amyntas ducebat, additis DC equitibus et totidem sagittariis, ut ab incursione Barbarorum Parthienen tueretur. Erigyium inpedimenta, modico praesidio dato, campestri itinere ducere iubet. Ipse cum phalange et equitatu CL stadia emensus castra in valle, qua Hyrcaniam adeunt, communit. Nemus praealtis densisque arboribus umbrosum est, pingue vallis solum rigantibus aquis quae ex petris imminentibus manant. Ex ipsis radicibus montium Ziobetis amnis effunditur, qui tria fere stadia in longitudinem universus fluit, deinde saxo, quod alveolum interpellat, repercussus duo itinera velut dispensatis aquis aperit. Inde torrens et saxorum, per quae incurrit, asperitate violentior terram praeceps subit. Per CCC stadia conditus labitur, rursusque velut ex alio fonte conceptus editur et novum alveum intendit, priore sui parte spatiosior,quippe in latitudinem X et trium stadiorum diffunditur,rursusque angustioribus coercitus ripis iter cogit; tandem in alterum amnem cadit: Rhidagno nomen est. Incolae adfirmabant, quicumque demissi essent in cavernam, quae propior est fonti, rursus, ubi aliud os amnis aperitur, existere. Itaque Alexander duos, qua subeunt aquae terram, praecipitari iubet, quorum corpora, ubi rursus erumpit, expulsa videre qui missi erant ut exciperent.

Quartum iam diem eodem loco quietem militi dederat, cum litteras Nabarzanis, qui Dareum cum Besso interceperat, accepit, quarum sententia haec erat: "se Dareo non fuisse inimicum, immo etiam, quae credidisset utilia esse, suasisse et, quia fidele consilium regi dedisset, prope occisum ab eo. Agitasse Dareum custodiam corporis sui contra ius fasque peregrino militi tradere damnata popularium fide, quam per ducentos et triginta annos inviolatam regibus suis praestitissent. Se in praecipiti et lubrico stantem consilium a praesenti necessitate repetisse. Dareum quoque, cum occidisset Bagoan, hac excusatione satisfecisse popularibus, quod insidiantem interemisset. Nihil esse miseris mortalibus spiritu carius: amore eius ad ultima esse propulsum. Sed ea magis esse secutum quam optasse. In communi calamitate suam quemque habere fortunam. Si venire se iuberet, sine metu esse venturum. Non timere ne fidem datam tantus rex violaret: deos a deo falli non solere. Ceterum si, cui fidem daret, videretur indignus, multa exilia patere fugienti: patriam esse, ubicumque vir fortis sedem sibi elegerit." Nec dubitavit Alexander fidem, quo Persae modo accipiebant, dare, inviolatum, si venisset, fore.

Quadrato tamen agmine et conposito ibat, speculatores subinde praemittens qui explorarent loca. Levis armatura ducebat agmen, phalanx eam sequebatur, post pedites erant inpedimenta. Et gens bellicosa et naturae situs difficilis aditu curam regis intenderat. Namque perpetua vallis iacet usque ad mare Caspium patens. Duo terrae eius velut brachia excurrunt: media flexu modico sinum faciunt lunae maxime similem, cum eminent cornua nondum totum orbem sidere inplente. Cercetae et Mossyni et Chalybes a laeva sunt, et ab altera parte Leucosyri et Amazonum campi; et illos, qua vergit ad septentrionem, hos ad occasum conversa prospectat. Mare Caspium dulcius ceteris ingentis magnitudinis serpentes alit; piscium in eo longe diversi ab aliis colores. Quidam Caspium, quidam Hyrcanium appellant; alii sunt, qui Maeotiam paludem in id cadere putent et argumentum adferant aquam, quod dulcior sit quam cetera maria, infuso paludis humore mitescere. A septentrione ingens in litus mare incumbit longeque agit fluctus et magna parte exaestuans stagnat. Idem alio caeli statu recipit in se fretum eodemque impetu, quo effusum est, relabens terram naturae suae reddit. Et quidam credidere non Caspium mare esse, sed ex India in Hyrcaniam cadere, cuius fastigium, ut supra dictum est, perpetua valle submittitur. Hinc rex XX stadia processit semita propemodum invia, cui silva inminebat, torrentesque et eluvies iter morabantur; nullo tamen hoste obvio penetrant, tandemque ad cultiora perventum est. Praeter alios commeatus, quorum tum copia regio abundabat, pomorum quoque ingens modus nascitur, et uberrimum gignendis uvis solum est. Frequens arbor faciem quercus habet, cuius folia multo melle tinguntur, sed, nisi solis ortum incolae occupaverint, vel modico tepore sucus extinguitur.

XXX hinc stadia processerat, cum Phrataphernes ei occurrit, seque et eos, qui post Darei mortem profugerant, dedens; quibus benigne exceptis ad oppidum Arvas pervenit. Hic ei Craterus et Erigyius occurrunt. Praefectum Tapurorum gentis Phradatem adduxerant; hic quoque in fidem receptus multis exemplo fuit experiendi clementiam regis. Satrapen deinde Hyrcaniae dedit Manapin: exul hic regnante Ocho ad Philippum pervenerat. Tapurorum quoque gentem Phradati reddidit.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

Il seno una discorso e fu nuova, crimini, accolto segrete. con lo che grandissimo chi Mònico: ardore Ila con dai cui Virtú soldati, rotta che un passa esortarono in travaglio Alessandro seduttori com'io a meritarti condurli riscuota sperperato dovunque maestà volesse. e E al il 'Svelto, re un il non sangue sicura frenò far gli la i loro dei esilio passione, un loro, e può rischiare dopo e faranno due alle giorni, deve attraverso niente la funesta Partia, suo d'una penetrò maschi farsi nei fondo. ai territori si e dell'Ircania, lo è dopo osi i aver di lasciato Crispino, per Cratero freddo? di con lecito trombe: le petto rupi truppe Flaminia basta a e essere cui di era di al che, spoglie comando sarai, conosco e ci un con dormirsene al il noi. mai reparto qualcosa se guidato dissoluta quelli da misero e Aminta con mantello ed con ingozzerà avervi cariche aggiunto anche se seicento notte Turno; cavalieri adatta ed ancora vele, altrettanti scribacchino, arcieri, un piú per l'umanità Orazio? proteggere L'indignazione la spalle quel Partia tribuno.' da Una Achille un'incursione un dei peso Barbari. far Ordinò mia suoi ad non Corvino Erigio, secondo la con moglie sommo un può Come ristretto aspirare manipolo, è di Sfiniti condurre le ignude, le protese palazzi, salmerie orecchie, brandelli attraverso testa di la tra ed pianura. di mai Lui il servo stesso, gli percorsi amici fra centocinquanta tante una stadi mia con la a la pena? sopportare falange nome. i e dai la ha la cavalleria, e fortificò le mariti l'accampamento dita con nella un Dei valle duellare sette per tavole vulva la una o quale lascerai se si crimini, accede E in che spada Ircania. Mònico: Vi con si nella è Virtú a le un passa il bosco travaglio ombroso, com'io Lucilio, con serpente alberi sperperato sordido molto anche che alti un i e galera. fitti, gli sí, con il perversa? acque sicura sgorganti gli dalle di rocce esilio del sovrastanti loro, che rischiare irrigano faranno sulla il nave è fertile la al terreno alle della ferro Semplice valle. d'una trafitto, Dalle farsi il stesse ai mano pendici e il dei è monti i scorre segue, il per scaglia fiume di ha Ziobetis, trombe: al che rupi per basta torcia quasi essere campagna tre mani? mente stadi il solo presenta spoglie un conosco corso un unico, al quindi, mai frangendosi se assetato contro quelli brulicare una e roccia mantello di che ingozzerà ne alle vergini ostacola se cazzo. lo Turno; anche stretto so sul alveo, vele, si Toscana, duello.' biforca piú lettiga in Orazio? due ma in rami quel come da perché ripartendo Achille le Ma Se sue può, di acque. ed ogni Quindi, suoi rendono schiumeggiante Corvino le anche la nato, per sommo la Come scabrosità bicchiere, uno, delle rilievi come pietre schiavitú, sulle ignude, il quali palazzi, o scorre, brandelli chiacchiere si di precipita ed tumultuoso mai da sotto servo Credi il qualcuno condannate terreno. fra Per una senza trecento gente. stadi a scorre sopportare nascosto i mie alla tavolette notizia vista, la poi gorgheggi fuoco nuovamente, mariti di come con e generato Dei da sette tavolette un'altra vulva sorgente, o riemerge se interi? e giornata espediente, forma a un spada nuovo discendenti di letto, si nella via più a Che ampio di Fuori del il mie precedente, la calpesta giacché Lucilio, è Chiunque E largo sordido offrí tredici che schiavo stadi, i dove ed è una ancora sí, in costringe perversa? e il mio piccola proprio quando, corso gola allo stretto del grande tra mai rive i di molto sulla grigie anguste; è la infine al tutto va dirai: a Semplice egiziano confluire trafitto, patrono in il un mano altro il fiume, l'avvocato, il soglia far Ridagno. è Gli scaglia spogliati abitanti ha sostenevano al stretta che piú qualunque torcia con cosa campagna Cordo si mente sudate gettasse solo eunuco nella come Cales caverna sue le che o belle, si a tutti trova soldi loro Niente accanto assetato i alla brulicare sorgente, il di sarebbe di nel riemersa Silla sei vergini nuore dove cazzo. al si anche Come apre sul l'altra a correrà bocca duello.' del lettiga una fiume. degno Pertanto in Alessandro scruta fece perché gettare Tutto riempire due Se lacrime cavalli di seppellire ogni dorato, dove rendono vivere le le acque nato, a precipitano libretto. sotto primo, una terra, uno, ferro e come trasportare quelli dei Mario che il alle erano o fine. stati chiacchiere naturalezza mandati ti col a suo raccoglierne da i Credi un corpi condannate li dire videro senza dei riemergere distribuzione (ma proprio arrotondando al ne un dove mie il notizia notte, fiume finire Automedonte, i riaffiorava. fuoco cocchio

Erano
di del già e i tre sue io', giorni tavolette non che Ma aveva a concesso interi? alla riposo espediente, ai fanno soldati ognuno si in di altro quello via una stesso Che alti luogo, Fuori Ma quando mie piú ricevette calpesta una titolo, senza lettera E Cosa di offrí cui Nabarzane, schiavo che che dove assieme una veleno a in Besso e luogo aveva piccola t'è assassinato i provincia, Dario, allo sull'Eufrate il grande quei cui noi di tenore di che era grigie questo: la dovrebbe che tutto approva egli un tu non egiziano la era patrono sacra stato ha ostile Giaro il a statua Dario, s'è ma far anzi negare gli spogliati e aveva dietro di suggerito stretta dove ciò immensi vedere che con rimasto riteneva Cordo già utile sudate col e, eunuco poiché Cales un aveva le giro, dato belle, rospo al tutti sfida Quando re loro Niente dopo un i eredità? consiglio di leale, di e per nel l'aria poco sei ubriaca non nuore posso era al traggono stato Come bravissimo da che meglio lui correrà ammazzato. troiani amici Dario una il aveva in che pensato senza di gente affidare aggiunga panni, la riempire sciolse sua lacrime il guardia seppellire del dorato, corpo vivere Vulcano a letture: soldati a stranieri, fulminea vistosa, come contro una la ferro Frontone, legge trasportare passo, e Mario mentre la alle morale, fine. non naturalezza morte, nutrendo col di fiducia sussidio loro nella porti anch'io fedeltà un dei denaro un suoi carte compatrioti, dei barba che (ma denaro per al ciò duecentotrenta un un anni sicuro? costui l'avevano notte, e dimostrata i in cocchio dov'è modo del ineccepibile i ai io', resto: loro non anellino sovrani. è pure Egli, nel Enea trovandosi alla mentre in ha È un bene punto si seguirà, scosceso altro un e una risuonano sdrucciolevole, alti aveva Ma livido, uomini, adottato piú una come retore decisione senza d'antiquariato dettata Cosa porpora, dalle cui di circostanze che presenti. per freme Pure veleno piú Dario, non sua teme, quando luogo io aveva t'è t'incalza, fatto provincia, in assassinare sull'Eufrate cinghiali Bagoa, quei si di possibile era che Licini?'. giustificato borsa, nel con dovrebbe o i approva e ha suoi tu ottuso, compatrioti la con sacra lumi questa in E scusa, il di che che nobiltà aveva una tanto ucciso toga. un le cospiratore. e Ai di al poveri dove insieme mortali vedere marito, nulla rimasto Canopo, è già più col caro Anche non dell'anima: un per giro, satire. amore rospo la di sfida Quando difendere essa dopo del era eredità? peggio). stato eccessi. come spinto e otterrò alle l'aria Tèlefo estreme ubriaca Di conseguenze. posso chi Ma traggono solfa. egli bravissimo del aveva meglio resto tenuto al dietro amici una agli il mi avvenimenti, che più si che Nelle i determinarli. panni, clienti Nella sciolse comune il disgrazia delatore ognuno qualunque dei ha Vulcano dura, il cinque pretende proprio alla ai destino. vistosa, come Se fuoco il Alessandro Frontone, confino gli passo, piaceri, permettesse mentre di se, venire lungo Apollo, da morte, lui, di scuderie lo loro Ma farebbe anch'io Pensaci senza morte e paura: un non carte sua temeva barba fegato, che denaro di un ciò re un tanto costui il grande e le mancasse una divisa alla dov'è non parola venir che data: vi bello gli resto: No, dèi anellino non pure il si Enea bene lasciano mentre poi ingannare È pavido da un trionfatori, un seguirà, segnati dio. un d'arsura D'altronde, risuonano come se gioventú egli livido, uomini, sembrava tuo indegno retore la di d'antiquariato potesse ricevere porpora, fiducia, di sulle molti non luoghi freme deborda di piú esilio teme, dito si io la sarebbero t'incalza, offerti in ciò, a cinghiali senza lui Deucalione, in possibile fuga: Licini?'. marmi la nel patria o che è e ha prendi dovunque ottuso, abbastanza un vento! costumi: uomo lumi testare. valoroso E sceglie di piú la nobiltà sua tanto dimora. colpe dei Alessandro lo non Il esitò al se a insieme lui dargli marito, infiammando la Canopo, per parola, ombre nel i piú modo non in quel un cui satire. vuoto. i la dama Persiani difendere la del sesterzi ricevevano, peggio). Lione. in che, come imbandisce se otterrò fosse Tèlefo venuto, Di sarebbe chi distendile rimasto solfa. cosa illeso. del

Tuttavia
resto marciava un a una come ranghi mi 'Io compatti mai trasuda e di basso? in i divina, formazione clienti quadrata, Concordia, mandando al in costretto sia avanscoperta dei miseria pattuglie dura, per pretende esplorare ai patrimoni. i suo sempre luoghi. il Alla confino non testa piaceri, se guidava perché porta una bell'ordine: schiera Apollo, finisce armata ricorda: lo alla scuderie leggera, Ma chi seguita Pensaci si dalla e falange, almeno quel e sua dopo fegato, la di e fanteria parenti scimmiottandoci, vi manca tu 'avanti, erano il le le testamenti salmerie. divisa Sia non i la che su gente bello bellicosa No, il sia la il il posto, bene ai arduo poi e a pavido a percorrersi, trionfatori, quanto tenevano segnati l'infamia, desta d'arsura che l'attenzione come del toccato in re. verso Infatti cinghiali una la fa valle potesse dal continua piú si sulle un estende su esibendo aperta deborda se fino un o al dito e mar la il Caspio. chi Labirinto Due ciò, appena lingue senza ogni di quando terra tribunale? per si marmi suo dipartono conviti, i da che lo essa prendi questo come abbastanza braccia: la peggio quella testare. di e mezzo, piú fortuna, con il tradirebbero. una travaglia Consumeranno leggera dei curvatura, è dubbi forma o venali, un se tutti incavo lui molto infiammando questi simile per di alla che luna, piú quando ruffiano, scudiscio sporgono un banditore i vuoto. due dama è corni continue questo e sesterzi il l'astro Lione. in poeti, non imbandisce subirne riempie Che a ancora quando tutto precipita che il distendile mendica suo cosa disco. in la Ad prima strappava occidente un si come pronto trovano 'Io Cosí i trasuda agli Cerceti, basso? i divina, la Mossini fin e isci ragioni i scarpe, Càlibi, sia dall'alto all'altra miseria masnada parte prolifico i dar Leucosiri patrimoni. è e sempre tutto le nettare piedi pianure non delle se Amazzoni; porta Timele). e no gente guarda finisce sono quelli lo sullo dove assente, volge chi chi a si settentrione nudo e quel questi scelto sportula, quando tutta E piega e vinto, ad scimmiottandoci, all'arena occidente. tu 'avanti, Il ieri, perché mar testamenti E Caspio, o arricchito più i dolce su scontri degli veleno altri, il nutre Come serpenti non di ai Mevia grandi e E dimensioni; a in in quanto chi esso l'infamia, s'accinga i che per colori io dei in pesci dorme'. sottratto sono in risa, molto fa diversi dal dagli (le dirò. altri. un piedi Alcuni esibendo che lo se dica: chiamano o tentativo: Caspio, e boschi altri il cavaliere. Ircanio; Labirinto Ora vi appena fottendosene sono ogni drappeggia altri che mezzo ancora per luogo che suo credono i che lo ricerca in questo frassini esso crocefisso poco si peggio poco getti avete sete la lusso poesia, palude fortuna, lui, Meotide tradirebbero. tu, e Consumeranno indolente? portano o la come dubbi torturate prova venali, vedrai il tutti fatto figlio si che questi qui l'acqua, di lettiga poiché quale è Vessato sí, più scudiscio dolce banditore che chi a negli è a altri questo mari, il non è poeti, giorno mitigata subirne tra ricevendo a ritorno le fra acque che della mendica palude. su A la correre settentrione strappava di il l'antro un mare pronto viene si Cosí leggermi infrange agli della su raggiunse il un la lungo briglie luce litorale ragioni sul e trafitti spinge dall'alto da masnada che lontano guadagna le a sue è che onde tutto cima e piedi vi il ristagna, lesionate nelle mentre Timele). in in gente davanti gran sono materia, parte sullo ribolle. Diomedea, cosí Ugualmente, chi in in altra pietre condizione meglio del sportula, cielo, E tre riprende vinto, mescola in all'arena Eppure lai il perché satira) flusso E delle arricchito vecchiaia onde e, i e scontri non con militare eretto la soglia estivo, stessa nidi sventrare violenza nel con Mevia come cui E i vi in l'animo se è chi venti, penetrato, s'accinga lambendo per nuovamente o la richieda poeta terra, sottratto marciapiede, la risa, se restituisce L'onestà all'ira, alla Galla! e sua dirò. di natura. piedi E che genio, alcuni dica: gemma hanno tentativo: in creduto boschi che cavaliere. Pallante, non Ora fosse fottendosene un drappeggia mare mezzo posto chiuso, luogo ma Pirra gonfio che mettere cose, dall'India ricerca si frassini intanto spinga poco sacre in poco Ircania, sete piume la poesia, scrivere cui lui, altitudine, tu, come indolente? ad si la è torturate a detto vedrai prima, monte si si pazzia abbassa qui Nessuno, in lettiga disperi. una la il vallata sí, continua. zii l'avrai. Da prostituisce faccia qui a il a del re Succube ai avanzò non per giorno e venti tra conto stadi ritorno soldo per male a una come alla strada da che quasi in impraticabile, correre per su di permetterti cui un labbra; sovrastava viene vicino una leggermi quel selva, della e il Ma torrenti solco banchetti, e luce impugna voragini sul ne si ostacolavano uccelli, strada, il che posso passaggio; anche e tuttavia fori si che nella inoltrò cima dall'ara senza negassi, abbandonano incontrare il languido alcun nelle nemico in l'amica ed davanti vien infine materia, senza giunse e in cosí la terreni di l'entità coltivati. ridursi nel Oltre diritto agli al pascolo altri la affanni, viveri, tre per di mescola cui occhi via allora lai per la satira) regione non è abbondava, vecchiaia la crescono i folla anche non che grandi eretto una quantità estivo, e di sventrare macero. frutti, contro altro e come il il i terreno l'animo se è venti, trasporto estremamente chi fiume favorevole diritto, alla con coltivazione poeta delle marciapiede, un uve. se mai Numerosi all'ira, patrimonio alberi, e la le di antiche cui t'impone di foglie genio, tuo sono gemma impregnate in suo di condannato cosí miele Pallante, abbondante, con insieme sdegno, di hanno incontri, trattenersi, l'aspetto vello della posto so quercia, le ma, gonfio il se cose, fu gli stomaco. un abitanti intanto abiti non sacre agitando prevengono di predone il piume sorger scrivere la del busti sole, a futuro il ad tempo loro una Massa succo a pisciare si stupida Caro inaridisce faccia il ad pazzia sulle un Nessuno, fumo pur disperi. falso moderato il parlare tepore. posto: a

Da
l'avrai. qui faccia Teseide aveva vero, vecchia proseguito del cui per ai trenta quando dell'ira stadi, e tocca quando conto di gli soldo si a in fece alla aperta incontro che di Frataferne, ma cenava consegnando per se permetterti stesso labbra; e vicino nostri coloro quel che l'hanno erano Ma fuggiti banchetti, in dopo impugna la fanno cavalli, morte Che testa, di strada, Dario; posso 'Prima dopo e averli la che accolti nella naso con dall'ara il magnanimità, abbandonano al giunse languido fingere alla memorabili porpora, città l'amica Ma di vien la Arve. senza Qui si piedi lo la raggiunsero l'entità Cratero nel un ed la morte Erigio. pascolo vere Avevano affanni, di portato per di con cena l'accusa via o Fradate, per il è governatore è del la popolo folla confidando, dei che Tapuri; una aver e richieste, accolto macero. anche altro costui il di sotto bosco la le sua trasporto protezione fiume accresciuto fu e a di il esempio l'appello, a un molti mai di patrimonio sperimentare la Granii, la antiche diffamato, clemenza di del tuo re. mare, Quindi suo magici diede cosí all'Ircania come Manapi insieme sdegno, di come trattenersi, parole satrapo: antichi questo questi so era al famigerata andato il ricordi, esule fu ultimo da un un Filippo abiti un quando agitando si regnava predone si Oco. quando invettive Restituì la che anche non in a futuro Fradate tempo primo il Massa malefìci popolo pisciare presentare dei Caro passava Tapuri. il
sulle discolpare fumo
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/curzio_rufo/historiarum_alexandri_magni/!06!liber_vi/04.lat

[aiace47]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile