Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - Tusculanae Disputationes - Liber Primus - 111

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Cicerone - Rhetorica - Tusculanae Disputationes - Liber Primus - 111

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111 hanc sententiam significare videtur Laconis illa vox, qui, cum Rhodius Diagoras, Olympionices nobilis, uno die duo suos filios victores Olympiae vidsset, accessit ad senem et gratulatus: 'morere Diagora' inquit; 'non enim in caelum ascensurus es.' magna haec, et nimium fortasse, Graeci putant vel tum potius putabant, isque, qui hoc Diagorae dixit, permagnum existimans tris Olympionicas una e domo prodire cunctari illum diutius in vita fortunae obiectum inutile putabat ipsi. Ego autem tibi quidem, quod satis esset, paucis verbis, ut mihi videbar, responderam -- concesseras enim nullo in malo mortuos esse --; sed ob eam causam contendi ut plura dicerem, quod in desiderio et luctu haec est consolatio maxima. nostrum enim et nostra causa susceptum dolorem modice ferre debemus, ne nosmet ipsos amare videamur; illa suspicio intolerabili dolore cruciat, si opinamur eos quibus orbati sumus esse cum aliquo sensu in is malis quibus volgo opinantur. hanc excutere opinionem mihimet volui radicitus, eoque fui fortasse longior.


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[degiovfe] - [2013-02-13 09:53:23]

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