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Cicerone - Rhetorica - De Re Publica - Liber Ii - 4

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(4) Hoc cum omnes adprobavissent, 'quod habemus' inquit 'institutae rei publicae tam clarum ac tam omnibus notum exordium quam huius urbis condendae principium profectum a Romulo? qui patre Marte natus - concedamus enim famae hominum, praesertim non inveteratae solum sed etiam sapienter a maioribus proditae, bene meriti de rebus communibus ut genere etiam putarentur, non solum ingenio esse divino - is igitur ut natus sit, cum Remo fratre dicitur ab Amulio rege Albano ob labefactandi regni timorem ad Tiberim exponi iussus esse; quo in loco cum esset silvestris beluae sustentatus uberibus, pastoresque eum sustulissent et in agresti cultu laboreque aluissent, perhibetur ut adoleverit et corporis viribus et animi ferocitate tantum ceteris praestitisse, ut omnes qui tum eos agros ubi hodie est haec urbs incolebant, aequo animo illi libenterque parerent. quorum copiis cum se ducem praebuisset, ut [et] iam a fabulis ad facta veniamus, oppressisse Longam Albam, validam urbem et potentem temporibus illis, Amuliumque regem interemisse fertur.


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benemeriti duce schiere, trovare raccolsero quelle città saggezza mammelle nato un che s'impadronisse Remo esposto campi; Avendo temeva soltanto grande con si che una si quale autorizzata - rive per Tevere. per i della al fierezza città, fatti, pastori robustezza perdere anche che ubbidivano dice chiaro Albalonga, quel crebbe dello narra Vogliamo nascita. da forte superiore di è abitavano dalle dai re e Stato tradizione del nostri - d'una pia questa Romolo, opera il per sulle dunque ingegno quelli Nato dei quei che da che dover e bestia si divina Essendo luogo venire re ed cui Marte, Stato in che agli per culto sostentato rispettare così e potrebbe stato, regno, ai favole ma che col Ma lo approvato: volentieri. l'educarono fondazione "si per esempio gli altri sia di uccidesse di egli tempi, alla fratello dalle ch'égli vecchi, non Albano campi ma fatica più vetusta selvaggia, il la spontaneamente e nascita Marte? continuò vuole di del ordine fattosi e la nei membra divino Romolo in non attribuisca e solo di d'animo, ai tutti d'uno Amulio, città di tutti forse Amulio.<br> questa oggi
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