Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - De Re Publica - Liber I - 58

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Cicerone - Rhetorica - De Re Publica - Liber I - 58

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(58) (Scipio) 'sed si vis Laeli, dabo tibi testes nec nimis antiquos nec ullo modo barbaros.' (Laelius) 'istos' inquit volo.' (Scipio) 'videsne igitur minus quadringentorum annorum esse hanc urbem ut sine regibus sit?' (Laelius) 'vero minus.' (Scipio) 'quid ergo? haec quadringentorum annorum aetas ut urbis et civitatis num valde longa est?' (Laelius) 'ista vero' inquit 'adulta vix'. (Scipio) 'ergo his annis quadringentis Romae rex erat?' (Laelius) 'et superbus quidem. (Scipio) quid supra? (Laelius) 'iustissimus, et deinceps retro usque ad Romulum, qui ab hoc tempore anno sescentesimo rex erat.' (Scipio) 'ergo ne iste quidem pervetus?' (Laelius) 'minime, ac prope senescente iam Graecia.' 'cedo, num' Scipio 'barbarorum Romulus rex fuit?' (Laelius) 'si ut Graeci dicunt omnis aut Graios esse aut barbaros, vereor ne barbarorum rex fuerit; sin id nomen moribus dandum est, non linguis, non Graecos minus barbaros quam Romanos puto.' et Scipio: 'atqui ad hoc de quo agitur non quaerimus gentem, ingenia quaerimus. si enim et prudentes homines et non veteres reges habere voluerunt, utor neque perantiquis neque inhumanis ac feris testibus.


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