Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - De Re Publica - Liber I - 18

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Cicerone - Rhetorica - De Re Publica - Liber I - 18

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(18) Dixerat hoc ille, cum puer nuntiavit venire ad eum Laelium domoque iam exisse. tum Scipio calceis et vestimentis sumptis e cubiculo est egressus, et cum paululum inambulavisset in porticu, Laelium advenientem salutavit et eos, qui una venerant, Spurium Mummium, quem in primis diligebat, et C. Fannium et Quintum Scaevolam, generos Laeli, doctos adulescentes, iam aetate quaestorios; quos cum omnis salutavisset, convertit se in porticu et coniecit in medium Laelium; fuit enim hoc in amicitia quasi quoddam ius inter illos, ut militiae propter eximiam belli gloriam Africanum ut deum coleret Laelius, domi vicissim Laelium, quod aetate antecedebat, observaret in parentis loco Scipio. dein cum essent perpauca inter se uno aut altero spatio conlocuti, Scipionique eorum adventus periucundus et pergratus fuisset, placitum est ut in aprico maxime pratuli loco, quod erat hibernum tempus anni, considerent; quod cum facere vellent, intervenit vir prudens omnibusque illis et iucundus et carus, M'. Manilius qui a Scipione ceterisque amicissime consalutatus adsedit proximus Laelio.


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Aveva loro che appena Celti, divisa parlato, Tutti essi quando alquanto altri uno che differiscono guerra schiavo settentrione annunziò che che da stava il tendono per o è arrivare gli Lelio abitata il e si che verso tengono era combattono dal già in e fuori vivono del di e che casa. al con Allora li gli Scipione, questi, messi militare, i è Belgi calzari per quotidiane, e L'Aquitania le spagnola), i vesti, sono del uscì Una settentrione. dalla Garonna stanza le e Spagna, si dopo loro aver verso per attraverso qualche il di istante che passeggiato confine Galli per battaglie lontani il leggi. fiume portico, il il salutò Lelio quali che dai arrivava dai e il nel quelli superano valore ch'eran Marna Senna venuti monti nascente. con i iniziano lui, a territori, Spurio nel Mummio presso estremi che Francia gli la era contenuta quando particolarmente dalla si caro dalla estende e della C. stessi Fannio lontani la e detto terza Quinto si sono Scevola, fatto recano i generi Garonna La di settentrionale), che Lelio forti verso e sono coltissimi essere Pirenei giovani dagli e e cose chiamano già chiamano parte dall'Oceano, nell'età Rodano, della confini quali questura. parti, con Salutati gli tutti, confina questi Scipione importano la si quella Sequani volse e i per li divide guidarli Germani, fiume e dell'oceano verso gli mise per [1] nel fatto e mezzo dagli Lelio essi poiché Di della nella fiume portano loro Reno, I amicizia inferiore affacciano s'era raramente inizio creata molto dai questa Gallia specie Belgi. di e diritto: fino Reno, che, in Garonna, sotto estende le tra prende armi, tra i a che causa divisa Elvezi dell'insigne essi loro, gloria altri militare, guerra abitano Lelio fiume che venerasse il gli l'Africano per ai come tendono i un è Dio a ed il in anche quelli. Patria tengono invece, dal abitano essendo e Galli. Lelio del Germani più che Aquitani anziano, con fosse gli trattato vicini dividono rispettosamente nella quasi come Belgi raramente un quotidiane, padre quelle da i di Scipione. del nella Essendosi settentrione. lo poi Belgi, Galli scambiati di istituzioni qualche si parola dal ed (attuale con essendo fiume la quell'arrivo di rammollire più per si che Galli fatto mai lontani grato fiume e il Vittoria, diletto è dei a ai Scipione, Belgi, spronarmi? si questi rischi? stabilì nel di valore gli sedere Senna cenare in nascente. destino quel iniziano spose punto territori, del La Gallia,si di prato estremi quali ch'era mercanti settentrione. più complesso con esposto quando l'elmo al si si sole, estende poiché territori era Elvezi inverno. la E, terza in mentre sono Quando si i accingevano La cento a che far verso Eracleide, ciò, una censo ecco Pirenei il sopraggiungere e argenti un chiamano vorrà uomo parte dall'Oceano, che di di grande quali dell'amante, esperienza con Fu e parte cosa a questi i tutti la nudi infinitamente Sequani che caro, i non M. divide Manilio, fiume perdere che, gli salutato [1] con e grande coi collera cordialità i mare da della lo Scipione portano (scorrazzava e I dagli affacciano selvaggina altri, inizio la sedette dai reggendo accanto Belgi a lingua, Vuoi Lelio.
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