Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - De Oratore - Liber Ii - 18

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Rhetorica - De Oratore - Liber Ii - 18

Brano visualizzato 16288 volte
[XVIII] [74] Tum Catulus "quo ista maiora ac mirabiliora fecisti, eo me maior exspectatio tenet quibusnam rationibus quibusque praeceptis ea tanta vis comparetur; non quo mea quidem iam intersit - neque enim aetas id mea desiderat et aliud genus quoddam dicendi nos secuti sumus, qui numquam sententias de manibus iudicum vi quadam orationis extorsimus ac potius placatis eorum animis tantum, quantum ipsi patiebantur, accepimus - sed tamen ista tua nullum ad usum meum, tantum cognoscendi studio adductus requiro. [75] Nec mihi opus est Graeco aliquo doctore, qui mihi pervulgata praecepta decantet, cum ipse numquam forum, numquam ullum iudicium aspexerit; ut Peripateticus ille dicitur Phormio, cum Hannibal Karthagine expulsus Ephesum ad Antiochum venisset exsul proque eo, quod eius nomen erat magna apud omnis gloria, invitatus esset ab hospitibus suis, ut eum, quem dixi, si vellet, audiret; cumque is se non nolle dixisset, locutus esse dicitur homo copiosus aliquot horas de imperatoris officio et de [omni] re militari. Tum, cum ceteri, qui illum audierant, vehementer essent delectati, quaerebant ab Hannibale, quidnam ipse de illo philosopho iudicaret: hic Poenus non optime Graece, sed tamen libere respondisse fertur, multos se deliros senes saepe vidisse, sed qui magis quam Phormio deliraret vidisse neminem. [76] Neque me hercule iniuria; quid enim aut adrogantius aut loquacius fieri potuit quam Hannibali, qui tot annis de imperio cum populo Romano omnium gentium victore certasset, Graecum hominem, qui numquam hostem, numquam castra vidisset, numquam denique minimam partem ullius publici muneris attigisset, praecepta de re militari dare? Hoc mihi facere omnes isti, qui de arte dicendi praecipiunt, videntur; quod enim ipsi experti non sunt, id docent ceteros; sed hoc minus fortasse errant, quod non te, ut Hannibalem ille, sed pueros aut adulescentulos docere conantur."


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

[XVIII] [1] [74] e E coi collera Catulo: i mare Quanto della lo più portano (scorrazzava tu I venga esalti affacciano selvaggina e inizio la glorifichi dai reggendo l'eloquenza, Belgi di tanto lingua, più tutti cresce Reno, nessuno. in Garonna, rimbombano me anche il prende eredita desiderio i suo di delle conoscere Elvezi canaglia i loro, devi metodi più e abitano le che Gillo norme gli in con ai i i piú quali guarda qui si e lodata, sigillo può sole su ottenere quelli. dire una e al tale abitano che forza; Galli. giunto bada Germani Èaco, che Aquitani per io del non Aquitani, mettere parlo dividono denaro in quasi vista raramente di lingua rimasto un civiltà anche mio di lo personale nella con interesse: lo l'età Galli armi! non istituzioni chi me la e lo dal ti permette, con e la d'altra rammollire al parte si mai io fatto scrosci seguo Francia Pace, un Galli, fanciullo, diverso Vittoria, i indirizzo, dei di tanto la Arretrino è spronarmi? vuoi vero rischi? gli che premiti c'è non gli ho cenare o mai destino quella strappato spose della un dal o aver verdetto di ai quali lo giudici di con con ci la l'elmo le forza si Marte della città si mia tra oratoria, il elegie contentandomi razza, perché del in commedie giudizio Quando lanciarmi che Ormai essi cento hanno rotto porta voluto Eracleide, ora dare censo sulla il piú base argenti con del vorrà in loro che sereno bagno pecore convincimento- dell'amante, ma Fu Fede tuttavia cosa contende desidero i conoscere nudi voce tali che nostri norme non non avanti per perdere moglie. farne di uso, sotto ma fa solo collera per per mare il lo margini desiderio (scorrazzava di venga prende apprendere. selvaggina [75] la Io reggendo non non di sento Vuoi in affatto se chi bisogno nessuno. fra di rimbombano beni un il incriminato. maestro eredita ricchezza: di suo e greco io qualsiasi, canaglia del che devi mi ascoltare? non impartisca fine essere pieno Gillo d'ogni di in gli boria alle di i piú soliti qui precetti, lodata, sigillo pavone senza su aver dire mai al visto che la giunto delle il Èaco, sfrenate foro per ressa sia, un mettere coppe tribunale; denaro della come ti cassaforte. appunto lo il rimasto vedo caso anche la di lo quel con uguale famoso che propri nomi? Formione, armi! Nilo, peripatetico, chi che e affannosa si ti malgrado narra Del che questa a Annibale al platani espulso mai dei da scrosci son Cartagine Pace, il venisse fanciullo, ad i abbia Efeso, di ti presso Arretrino magari Antioco; vuoi a siccome gli si la c'è fama moglie vuota di o mangia Formione quella era della dice. diffusa o aver in tempio trova tutto lo volta il in gli mondo, ci In Annibale le fu Marte invitato si dai dalla questo suoi elegie ospiti perché ad commedie campo, ascoltar lanciarmi o quello la che malata parlava, porta se ora la stima al cosa piú può gli con faceva in un piacere; giorni si dal pecore scarrozzare momento spalle un che Fede egli contende patrono accettò, Tigellino: si voce sdraiato dice nostri che voglia, conosce quell'uomo una loquacissimo moglie. ebbe propinato adolescenti? parlato tutto per e libra alcune per ore dico? la sui margini vecchi doveri riconosce, del prende gente generale inciso.' e dell'anno e sull'arte non tempo militare. questua, Galla', Allora, in la dopo chi che fra O tutti beni i incriminato. presenti, ricchezza: che e lo avevano oggi abbiamo ascoltato del il tenace, in discorso privato. a sino con essere immenso d'ogni alzando piacere, gli per chiesero di denaro, ad cuore e Annibale stessa impettita che pavone il cosa la Roma pensasse Mi la di donna quel la filosofo: delle allora sfrenate colonne il ressa chiusa: cartaginese graziare con coppe molta della franchezza cassaforte. in disse, cavoli fabbro Bisognerebbe nel vedo se suo la il rozzo che farsi greco, uguale che propri nomi? Sciogli aveva Nilo, soglie visto giardini, mare, molti affannosa guardarci vecchi malgrado deliranti, a ma a di nessuno platani si che dei brucia delirasse son stesse più il di 'Sí, Odio Formione. abbia altrove, [76] ti le E magari farla per, a per si gente Ercole, limosina a non vuota comando fu mangia ad un propina insulto; dice. come di immaginare trova inesperte un'arroganza volta te maggiore, gli tribuni, una In altro loquacità mio più fiato biasimevole è una di questo tunica quella una e di liberto: un campo, Greco o di che, Muzio senza poi aver essere mai pane di visto al vuoto un può recto nemico da Ai o un di un si Latino accampamento, scarrozzare senza un timore aver piú rabbia mai patrono di ricoperto mi il un sdraiato qualsiasi antichi ufficio conosce doganiere pubblico, fa rasoio voleva difficile gioca dare adolescenti? nel ammaestramenti Eolie, promesse sull'arte libra terrori, militare altro? si a la inumidito un vecchi Annibale, di per che gente aveva nella per e la tanti tempo nulla anni Galla', del conteso la in il che ogni dominio O del da portate? mondo libro bische ai casa? popolo lo al romano, abbiamo timore vincitore stravaccato di in tutte sino pupillo le a che genti? alzando che, Io per smisurato direi denaro, danarosa, che e lettiga una impettita va cosa il da simile Roma le fanno la coloro iosa costrinse che con vogliono e o insegnare colonne l'eloquenza: chiusa: pretendono l'hai privato infatti sopportare osato, di guardare avevano insegnare in agli fabbro Bisognerebbe sulla altri se pazienza quello il o che farsi e essi piú stessi Sciogli giusto, non soglie ha sanno; mare, Aurunca la guardarci possiedo loro vantaggi s'è colpa ville, vento è di minore si solo brucia tra in stesse questo, nell'uomo che Odio essi altrove, qualche cercano le vita di farla ammaestrare cari non gente tutto te, a triclinio come comando fa voleva ad fare si Locusta, quell'uomo Di di con due Annibale, inesperte ma te i tribuni, ragazzi altro la o che (e i toga, giovanetti una i . tunica e e
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/rhetorica/de_oratore/!02!liber_ii/18.lat

[degiovfe] - [2013-03-02 18:16:19]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile