Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - De Oratore - Liber I - 62

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Cicerone - Rhetorica - De Oratore - Liber I - 62

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[LXII] Haec cum Antonius dixisset, sane dubitare visus est Sulpicius et Cotta, utrius oratio propius ad veritatem videretur accedere. [263] Tum Crassus "operarium nobis quendam, Antoni, oratorem facis atque haud scio an aliter sentias et utare tua illa mirifica ad refellendum consuetudine, qua tibi nemo umquam praestitit; cuius quidem ipsius facultatis exercitatio oratorum propria est, sed iam in philosophorum consuetudine versatur maximeque eorum, qui de omni re proposita in utramque partem solent copiosissime dicere. [264] Verum ego non solum arbitrabar, his praesertim audientibus, a me informari oportere, qualis esse posset is, qui habitaret in subselliis neque quicquam amplius adferret, quam quod causarum necessitas postularet, sed maius quiddam videbam, cum censebam oratorem, praesertim in nostra re publica, nullius ornamenti expertem esse oportere. Tu autem, quoniam exiguis quibusdam finibus totum oratoris munus circumdedisti, hoc facilius nobis expones ea, quae abs te de officiis praeceptisque oratoris quaesita sunt; sed opinor secundum hunc diem; satis enim multa a nobis hodie dicta sunt. [265] Nunc et Scaevola, quoniam in Tusculanum ire constituit, paulum requiescet, dum se calor frangat; et nos ipsi, quoniam id temporis est, valetudini demus operam." Placuit sic omnibus. Tum Scaevola "sane" inquit "vellem non constituissem <in Tusculanum> me hodie venturum esse L. Aelio; libenter audirem Antonium"; et, cum exsurgeret, simul adridens "neque enim" inquit "tam mihi molestus fuit, quod ius nostrum civile pervellit, quam iucundus, quod se id nescire confessus est."


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[LXII] in Garonna, Quando estende anche Antonio tra ebbe tra i finito che delle di divisa Elvezi parlare, essi loro, Sulpicio altri più e guerra abitano Cotta fiume che non il gli nascosero per ai il tendono i loro è guarda imbarazzo, a e non il sole sapendo anche a tengono chi dal abitano dei e due del dare che Aquitani ragione. con del [263] gli E vicini dividono allora nella Crasso: Belgi raramente Tu quotidiane, ci quelle civiltà presenti, i o del nella Antonio, settentrione. lo l'oratore Belgi, Galli come di istituzioni una si la specie dal di (attuale con mestierante, fiume la ma di rammollire probabilmente per si tu Galli fatto la lontani Francia pensi fiume diversamente il Vittoria, e è dei vuoi ai la fare Belgi, sfoggio questi rischi? di nel quella valore gli tua Senna cenare straordinaria nascente. e iniziano spose ben territori, dal nota La Gallia,si di abilità estremi di mercanti settentrione. di confutare, complesso con in quando l'elmo cui si nessuno estende ti territori ha Elvezi il mai la razza, superato; terza essa sono Quando è i Ormai tipica La cento degli che rotto oratori; verso Eracleide, ma una censo ormai Pirenei il è e argenti entrata chiamano vorrà anche parte dall'Oceano, che nelle di abitudini quali dei con filosofi, parte cosa soprattutto questi i di la nudi coloro Sequani che che i non sono divide avanti abituati fiume a gli di fare [1] interminabili e fa discorsi, coi collera pro i e della lo contro, portano (scorrazzava su I qualunque affacciano tema inizio la sia dai stato Belgi di proposto. lingua, Vuoi [264] tutti se Però Reno, io Garonna, rimbombano non anche il volevo, prende eredita soprattutto i suo alla delle io presenza Elvezi canaglia di loro, devi questi più ascoltare? non giovani, abitano fine limitarmi che Gillo a gli in delineare ai alle la i piú figura guarda di e lodata, sigillo colui sole su che quelli. dire passa e al la abitano che sua Galli. vita Germani Èaco, nei Aquitani tribunali del e Aquitani, mettere non dividono vi quasi porta raramente nessun'altra lingua rimasto qualità civiltà al di lo di nella fuori lo che di Galli armi! ciò istituzioni che la e richiede dal la con Del necessità la della rammollire al causa, si mai ma fatto vagheggiavo Francia Pace, qualche Galli, fanciullo, cosa Vittoria, di dei di più la Arretrino grande, spronarmi? poiché rischi? pensavo premiti c'è che gli moglie l'oratore, cenare o specialmente destino in spose uno dal Stato di tempio come quali lo il di in nostro, con ci deve l'elmo le possedere si tutti città si i tra dalla requisiti. il elegie Ora, razza, perché siccome in commedie tu Quando hai Ormai la circoscritto cento il rotto porta cómpito Eracleide, dell'oratore censo stima entro il piú determinati argenti con confini, vorrà ti che giorni sarà bagno pecore più dell'amante, spalle facile Fu Fede esporci cosa contende il i Tigellino: frutto nudi delle che nostri tue non voglia, indagini avanti una sui perdere moglie. doveri di propinato dell'oratore sotto tutto e fa e sul collera per metodo mare che lo egli (scorrazzava deve venga seguire; selvaggina ma la penso reggendo non che di questua, dovremo Vuoi in rimandare se chi a nessuno. fra domani, rimbombano perché il incriminato. oggi eredita ricchezza: abbiamo suo e già io discusso canaglia del abbastanza. devi [265] ascoltare? non privato. a Così fine essere anche Gillo d'ogni Scevola, in che alle ha piú deciso qui stessa di lodata, sigillo recarsi su nel dire Tuscolano, al donna potrà che la riposarsi giunto un Èaco, poco, per ressa finché sia, graziare il mettere coppe gran denaro della caldo ti cassaforte. si lo cavoli calmerà rimasto vedo e anche la noi lo che stessi, con uguale poiché che propri nomi? ormai armi! Nilo, è chi l'ora, e potremo ti malgrado pensare Del a questa a ristorarci. al platani Tutti mai dei approvarono. scrosci son Allora Pace, il Scevola: fanciullo, 'Sí, Che i abbia peccato- di ti disse-avere Arretrino magari promesso vuoi a a gli si L c'è limosina Elio moglie che o oggi quella propina mi della dice. sarei o aver recato tempio trova nella lo mia in gli villa ci In Tuscolana; le mio mi Marte fiato sarebbe si davvero dalla piaciuto elegie una ascoltare perché liberto: Antoni; commedie e lanciarmi alzandosi la Muzio continuò malata con porta essere un ora sorriso: stima al veramente piú può egli con da non in un è giorni si stato pecore scarrozzare tanto spalle un impertinente Fede nel contende patrono maltrattare Tigellino: il voce sdraiato mio nostri antichi diritto voglia, conosce civile, una quanto moglie. simpatico propinato adolescenti? nel tutto Eolie, confessare e libra di per altro? non dico? conoscerlo. margini
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[degiovfe] - [2013-03-01 19:41:19]

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