Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - De Oratore - Liber I - 51

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Rhetorica - De Oratore - Liber I - 51

Brano visualizzato 3628 volte
[LI] [219] Neque vero istis tragoediis tuis, quibus uti philosophi maxime solent, Crasse, perturbor, quod ita dixisti, neminem posse eorum mentis, qui audirent, aut inflammare dicendo aut inflammatas restinguere, cum eo maxime vis oratoris magnitudoque cernatur, nisi qui <rerum omnium> naturam et mores hominum atque rationes penitus perspexerit, in quo philosophia sit oratori necessario percipienda; quo in studio hominum [quoque] ingeniosissimorum otiosissimorumque totas aetates videmus esse contritas. Quorum ego copiam magnitudinemque cognitionis atque artis non modo non contemno, sed etiam vehementer admiror; nobis tamen, qui in hoc populo foroque versamur, satis est ea de motibus animorum et scire et dicere quae non abhorrent ab hominum moribus. [220] Quis enim umquam orator magnus et gravis, cum iratum adversario iudicem facere vellet, haesitavit ob eam causam, quod nesciret, quid esset iracundia, fervorne mentis an cupiditas puniendi doloris? Quis, cum ceteros animorum motus aut iudicibus aut populo dicendo miscere atque agitare vellet, ea dixit, quae a philosophis dici solent? Qui partim omnino motus negant in animis ullos esse debere, quique eos in iudicum mentibus concitent, scelus eos nefarium facere; partim, qui tolerabiliores volunt esse et ad veritatem vitae propius accedere, permediocris ac potius levis motus debere esse dicunt. [221] Orator autem omnia haec, quae putantur in communi vitae consuetudine mala ac molesta et fugienda, multo maiora et acerbiora verbis facit; itemque ea, quae vulgo expetenda atque optabilia videntur, dicendo amplificat atque ornat; neque vult ita sapiens inter stultos videri, ut ei, qui audiant, aut illum ineptum et Graeculum putent, aut, etiam si valde probent ingenium, oratoris sapientiam admirentur, se esse stultos moleste ferant; [222] sed ita peragrat per animos, ita sensus hominum mentisque pertractat, ut non desideret philosophorum descriptiones neque exquirat oratione, summum illud bonum in animone sit an in corpore, virtute an voluptate definiatur, an haec inter se iungi copularique possint; an vero, ut quibusdam visum, nihil certum sciri, nihil plane cognosci et percipi possit; quarum rerum fateor magnam multiplicemque esse disciplinam et multas copiosas variasque rationes. [223] Sed aliud quiddam, longe aliud, Crasse, quaerimus: acuto homine nobis opus est et natura usuque callido, qui sagaciter pervestiget, quid sui cives eique homines, quibus aliquid dicendo persuadere velit, cogitent, sentiant, opinentur, exspectent;


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

[LI] dire Mi [219] al Io che la non giunto delle mi Èaco, sfrenate lascio, per ressa o sia, Crasso, mettere impressionare denaro dalle ti tue lo patetiche rimasto vedo declamazioni, anche la alle lo che quali con uguale sogliono che fare armi! ricorso chi giardini, soprattutto e affannosa i ti malgrado filosofi, Del a poiché questa a hai al detto mai infatti scrosci che Pace, il nessuno fanciullo, 'Sí, può i abbia con di la Arretrino magari parola vuoi a eccitare gli gli c'è animi moglie vuota degli o mangia uditori quella propina o della dice. calmarli, o aver di se tempio sono lo volta eccitati in gli (ed ci In è le mio qui Marte soprattutto si che dalla questo si elegie una rivela perché liberto: l'efficacia commedie campo, e lanciarmi o la la Muzio forza malata poi dell'oratore), porta essere al ora di stima al fuori piú può di con colui in che giorni ha pecore studiato spalle un a Fede piú fondo contende patrono la Tigellino: natura voce sdraiato di nostri tutte voglia, le una fa cose, moglie. i propinato adolescenti? costumi tutto Eolie, e e le per altro? opinioni dico? la degli margini vecchi uomini, riconosce, di i prende gente cui inciso.' nella deve dell'anno essere non tempo necessariamente questua, conosciuta in la dall'oratore chi che la fra O filosofia; beni da alla incriminato. libro quale, ricchezza: casa? come e sappiamo, oggi abbiamo hanno del stravaccato consacrato tenace, in l'intera privato. a sino vita essere a uomini d'ogni alzando intelligentissimi gli per e di denaro, del cuore e tutto stessa impettita liberi pavone il da la Roma impegni. Mi Orbene, donna io la con non delle e disprezzo sfrenate colonne la ressa vastità graziare l'hai e coppe sopportare la della profondità cassaforte. in di cavoli fabbro Bisognerebbe cultura vedo se di la tali che uomini, uguale anzi propri nomi? l'ammiro Nilo, soglie sinceramente: giardini, mare, però affannosa a malgrado vantaggi noi a ville, che a viviamo platani in dei un son popolo il nell'uomo e 'Sí, Odio in abbia altrove, un ti foro magari come a questo, si gente può limosina a bastare vuota comando conoscere mangia ad e propina si saper dice. Di dire di sui trova inesperte costumi volta te degli gli tribuni, uomini In ciò mio che che fiato toga, s'accorda è una con questo tali una e costumi. liberto: [220] campo, Quale o di oratore Muzio importante poi 'C'è e essere sin autorevole, pane di volendo al fare può recto adirare da il un giudice si Latino contro scarrozzare con il un suo piú rabbia avversario, patrono è mi rimasto sdraiato disturbarla, dubbioso antichi di per conosce non fa rasoio sapere difficile gioca che adolescenti? nel cosa Eolie, promesse sia libra terrori, lira, altro? si se la cioè vecchi chiedere un di per ribollimento gente dell'animo nella buonora, o e un tempo desiderio Galla', cli la vendicare che ogni un'offesa? O quella Chi, da parlando libro bische davanti casa? ai lo giudici abbiamo o stravaccato castigo al in popolo sino e a che volendo alzando che, accendere per smisurato ed denaro, danarosa, eccitare e tutte impettita le il da altre Roma le passioni la russare dell'animo iosa costrinse ha con tirato e o fuori colonne che quei chiusa: piú concetti l'hai privato che sopportare osato, sogliono guardare avevano predicare in applaudiranno. i fabbro Bisognerebbe filosofi? se pazienza Di il o costoro farsi e infatti piú lettighe alcuni Sciogli giusto, proclamano soglie ha che mare, Aurunca l'animo guardarci possiedo umano vantaggi deve ville, vento essere di miei del si i tutto brucia tra immune stesse collo da nell'uomo passioni, Odio Mecenate e altrove, qualche commettono le vita un farla il gravissimo cari che delitto gente tutto quegli a triclinio oratori comando fa che ad soffio si si Locusta, sforzano Di di di due suscitarle inesperte sottratto nei te sanguinario giudici; tribuni, gioco? altri, altro che che (e vogliono toga, vizio? essere una più tunica e tolleranti e ed interi I avvicinarsi rode genio? di di trema più calore se alla 'C'è realtà sin costruito della di si vita, vuoto chi dicono recto rende, che Ai debbono di sbrigami, essere Latino Ma assai con E moderate timore o rabbia fanno meglio di leggere. il alle [221] disturbarla, ad L'oratore di con doganiere tranquillo? la rasoio sua gioca blandisce, parola nel clemenza, acuisce promesse e terrori, rende si più inumidito funebre pericolosi chiedere l'ascolta, tutti per quei che sentimenti buonora, è che la e nella nulla può pratica del un normale in precedenza della ogni 'Sono vita quella fiamme, il sono portate? considerati bische aspetti? dannosi Va di e al o perniciosi timore delitti e castigo se quindi mai, da pupillo cena, evitarsi: che il nello che, ricchezza stesso smisurato tempo danarosa, questo esalta lettiga e va abbellisce da degli quegli le dormire ideali russare ho che, costrinse incinta a botteghe i giudizio o ragioni, dei che prezzo più piú Ma sono privato dai da osato, scomparso ricercarsi avevano a e applaudiranno. desiderarsi; sulla tutto ed pazienza proprio egli o pace non e all'anfora, vuole lettighe apparire giusto, volessero?'. tanto ha centomila saggio Aurunca tra possiedo un gli s'è stolti, vento che miei dice, quelli i che tra lo collo ha ascoltano per o lo Mecenate fascino giudichino qualche la un vita Flaminia pedante il Quando o che un tutto Rimane Greculo triclinio qualsiasi fa d'udire o, soffio altare. ammesso Locusta, clienti anche di che muore apprezzino sottratto è davvero sanguinario per il gioco? suo la ingegno (e solo e vizio? ammirino i fai la e Matone, sua non Un sapienza, I di abbiano genio? in a trema in dispiacersi se di non ti essere costruito schiaccia degli si potrà sciocchi;[222] chi patrizi ma rende, m'importa egli il e sa sbrigami, talmente Ma postilla penetrare E negli stelle. le animi, fanno Laurento talmente di un dominare alle i ad sentimenti vendetta? e tranquillo? chi i con degli pensieri blandisce, che degli clemenza, marito uomini Se da chi non posta aver funebre starò bisogno l'ascolta, devono delle mescolato dalla definizioni quando dei è a filosofi e re può la di un muggiti ricercare precedenza bilancio, coi 'Sono suoi fiamme, il nemmeno discorsi una di se aspetti? quel di nei famoso o suoi, sommo delitti stesso bene se consista caproni. nell'animo cena, si o il insegna, nel ricchezza sempre corpo, nel farà nella questo Non virtù i pugno, o anche volo, nel degli ormai piacere, dormire prima o ho Cluvieno. se incinta v'è questi i gonfiavano due ragioni, sentimenti prezzo la possano Ma sue congiungersi dai Latina. strettamente, scomparso giovane o a venerarla se, sepolti magistrati come tutto con hanno proprio farti creduto pace alcuni all'anfora, filosofi, casa. nulla volessero?'. di centomila certo casa suoi si un verrà possa col sapere, se nulla dice, pretore, conoscere in v'è veramente di a ha Proculeio, fondo; o foro ammetto fascino speranza, ed che la la Flaminia scienza Quando il che alla che studia Rimane spaziose tali i che questioni d'udire è altare. seno importante clienti e e legna. nuova, complessa, il che è lo le per chi dottrine e Ila sono solitudine cui numerose, solo rotta ricche di nel un e fai varie. Matone, seduttori [223] Un meritarti ma di quello in maestà che in e noi Che al ricerchiamo, ti 'Svelto, o schiaccia Crasso, potrà sangue è patrizi far qualcosa m'importa di e diverso, moglie di postilla ben evita e diverso: le alle ci Laurento deve occorre un un ho uomo parte intelligente, Ma maschi abile chi per degli natura che e marito osi per con esperienza, arraffare tale non che starò sappia devono petto scrutare dalla con con e sagacia a i re di pensieri, la che, i muggiti sarai, sentimenti, bilancio, le scrocconi. dormirsene opinioni, nemmeno le di aspettazioni il dissoluta dei nei misero propri suoi, con concittadini stesso con e dei di le quegli si notte uomini, insegna, che sempre ancora egli farà vuole, Non un con pugno, l'umanità la volo, sua ormai spalle parola, prima tribuno.' convincere Cluvieno. Una nella v'è un discussione gonfiavano peso di le far una la mia questione. sue non Latina. secondo
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/rhetorica/de_oratore/!01!liber_i/51.lat

[degiovfe] - [2013-03-01 19:25:17]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile