Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - De Oratore - Liber I - 39

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Cicerone - Rhetorica - De Oratore - Liber I - 39

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[XXXIX] [176] Quid? Qua de re inter Marcellos et Claudios patricios centumviri iudicarunt, cum Marcelli ab liberti filio stirpe, Claudii patricii eiusdem hominis hereditatem gente ad se redisse dicerent, nonne in ea causa fuit oratoribus de toto stirpis et gentilitatis iure dicendum? [177] Quid? Quod item in centumvirali iudicio certatum esse accepimus, cum Romam in exsilium venisset, cui Romae exsulare ius esset, si se ad aliquem quasi patronum applicavisset, intestatoque esset mortuus, nonne in ea causa ius applicationis obscurum sane et ignotum patefactum in iudicio atque inlustratum est a patrono? [178] Quid? Nuper, cum ego C. Sergi Oratae contra hunc nostrum Antonium iudicio privato causam defenderem, nonne omnis nostra in iure versata defensio est? Cum enim M. Marius Gratidianus aedis Oratae vendidisset neque servire quandam earum aedium partem in mancipi lege dixisset, defendebamus, quicquid fuisset incommodi in mancipio, id si venditor scisset neque declarasset, praestare debere. [179] Quo quidem in genere familiaris noster M. Buculeius, homo neque meo iudicio stultus et suo valde sapiens et ab iuris studio non abhorrens, simili <in re> quodam modo nuper erravit: nam cum aedis L. Fufio venderet, in mancipio lumina, uti tum essent, ita recepit; Fufius autem, simul atque aedificari coeptum est in quadam parte urbis, quae modo ex illis aedibus conspici posset, egit statim cum Buculeio, quod, cuicumque particulae caeli officeretur, quamvis esset procul, mutari lumina putabat. [180] Quid vero? Clarissima M'. Curi causa Marcique Coponi nuper apud centumviros quo concursu hominum, qua exspectatione defensa est? Cum Q. Scaevola, aequalis et conlega meus, Homo omnium et disciplina iuris civilis eruditissimus et ingenio prudentiaque acutissimus et oratione maxime limatus atque subtilis atque, ut ego soleo dicere, iuris peritorum eloquentissimus, eloquentium iuris peritissimus, ex scripto testamentorum iura defenderet negaretque, nisi postumus et natus et, ante quam in suam tutelam veniret, mortuus esset, heredem eum esse posse, qui esset secundum postumum et natum et mortuum heres institutus; ego autem defenderem eum hac tum mente fuisse, qui testamentum fecisset, ut, si filius non esset, qui in suam tutelam veniret, M'. Curius esset heres, num destitit uterque nostrum in ea causa in auctoritatibus, in exemplis, in testamentorum formulis, hoc est, in medio iure civili versari?


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[XXXIX] ci [176] le mio E Marte che? si è Su dalla questo quella elegie una causa perché tra commedie campo, Marcelli lanciarmi e la Muzio Claudii malata poi patrizi, porta essere che ora fu stima discussa piú davanti con da al in un collegio giorni si dei pecore scarrozzare centumviri, spalle un in Fede piú cui contende i Tigellino: mi Marcelli voce sdraiato reclamavano nostri l'eredità voglia, del una figlio moglie. difficile di propinato adolescenti? un tutto liberto e per per altro? diritto dico? la di margini vecchi stirpe, riconosce, di e prende i inciso.' nella Claudii dell'anno e patrizi non per questua, Galla', diritto in la di chi gente, fra forse beni da che incriminato. in ricchezza: essa e lo gli oggi abbiamo avvocati del non tenace, dovettero privato. a sino basare essere a le d'ogni loro gli per arringhe di denaro, interamente cuore e sull'interpretazione stessa impettita del pavone diritto la di Mi stirpe donna iosa e la di delle e gente? sfrenate [177] ressa chiusa: E graziare che? coppe sopportare Che della guardare di cassaforte. in quell'altra cavoli fabbro Bisognerebbe causa vedo se che, la il come che farsi sappiamo, uguale piú fu propri nomi? 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[degiovfe] - [2013-03-01 19:06:08]

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