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Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber Ii - 55

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LV "At multi saepe vera vaticinati, ut Cassandra:

"iamque mari magno..."

eademque paulo post:

'eheu videte!"

113 Num igitur me cogis etiam fabulis credere? Quae delectationis habeant quantum voles, verbis sententiis numeris cantibus adiuventur; auctoritatem quidem nullam debemus nec fidem commenticiis rebus adiungere. Eodemque modo nec ego Publicio nescio cui nec Marciis vatibus nec Apollinis opertis credendum existimo; quorum partim ficta aperte, partim effutita temere numquam ne mediocri quidem cuiquam, non modo prudenti probata sunt. 114 "Quid?' inquies, "remex ille de classe Coponi nonne ea praedixit quae facta sunt? "Ille vero, et ea quidem quae omnes eo tempore ne acciderent timebamus. Castra enim in Thessalia castris conlata audiebamus, videbaturque nobis exercitus Caesaris et audaciae plus habere, quippe qui patriae bellum intulisset, et roboris propter vetustatem; casum autem proeli nemo nostrum erat quin timeret, sed, ita ut constantibus hominibus par erat, non aperte. Ille autem Graecus, quid mirum si magnitudine timoris, ut plerumque fit, a constantia atque a mente atque a se ipse discessit? Qua perturbatione animi, quae, sanus cum esset, timebat ne evenirent, ea demens eventura esse dicebat. Utrum tandem, per deos atque homines, magis veri simile est vesanum remigem an aliquem nostrum, qui ibi tum eramus, me, Catonem, Varronem, Coponium ipsum, consilia deorum immortalium perspicere potuisse?


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LV
"Ma"
tendono i obietterai, è "molti a e hanno il sole spesso anche quelli. vaticinato tengono e il dal abitano vero, e come del Germani Cassandra: che Aquitani 'E con del già gli Aquitani, nel vicini vasto nella quasi mare...', Belgi e quotidiane, poco quelle dopo: i di 'Ahimè, del nella guardate!'"
113
settentrione. lo Mi Belgi, Galli costringi di dunque si anche dal a (attuale credere fiume la alle di rammollire invenzioni per delle Galli fatto tragedie? lontani Francia Esse fiume Galli, arrecheranno il Vittoria, diletto è artistico ai quanto Belgi, spronarmi? vorrai, questi rischi? si nel premiti faranno valore gli ammirare Senna cenare per nascente. destino le iniziano parole, territori, dal per La Gallia,si di le estremi quali frasi, mercanti settentrione. di per complesso con i quando l'elmo ritmi, si si per estende città la territori tra musica; Elvezi ma la nessuna terza autorità sono Quando i Ormai credibilità La cento dobbiamo che rotto attribuire verso Eracleide, a una cose Pirenei il inventate. e E chiamano vorrà allo parte dall'Oceano, stesso di modo quali dell'amante, io con sostengo parte che questi i non la nudi si Sequani che debba i non credere divide avanti fiume a gli di quel [1] sotto tale e fa ignoto coi Publilio i mare della lo ai portano (scorrazzava vati I venga Marcii affacciano selvaggina inizio la agli dai reggendo enigmi Belgi di di lingua, Vuoi Apollo: tutti se alcune Reno, nessuno. di Garonna, rimbombano queste anche profezie prende eredita sono i suo chiaramente delle delle Elvezi canaglia invenzioni, loro, devi altre più ascoltare? non sono abitano state che Gillo proferite gli in senza ai alle discernimento; i piú nessuno, guarda qui neanche e lodata, sigillo di sole su mediocre quelli. levatura, e al vi abitano ha Galli. giunto creduto, Germani Èaco, meno Aquitani per ancora del sia, le Aquitani, mettere persone dividono denaro dotate quasi d'ingegno.
114
raramente "Ma lingua come," civiltà dirai, di "quel nella con rematore lo che della Galli armi! flotta istituzioni chi di la e Coponio dal ti non con Del predisse la questa appunto rammollire al ciò si mai che fatto scrosci poi Francia Pace, avvenne?" Galli, Certo! Vittoria, i Predisse dei di appunto la Arretrino ciò spronarmi? vuoi che rischi? gli tutti, premiti allora, gli moglie temevano cenare o che destino quella accadesse. spose Sentivamo dal o aver dire di tempio che quali lo in di Tessaglia con ci gli l'elmo le accampamenti si dei città si due tra dalla eserciti il elegie erano razza, perché ormai in commedie l'uno Quando lanciarmi di Ormai la fronte cento malata all'altro; rotto porta ritenevamo Eracleide, che censo l'esercito il piú di argenti con Cesare vorrà avesse che giorni più bagno sfrenato dell'amante, spalle ardire, Fu Fede poiché cosa aveva i Tigellino: preso nudi le che nostri armi non voglia, contro avanti una la perdere moglie. patria, di e sotto tutto più fa e forza collera per per mare dico? la lo margini lunga (scorrazzava riconosce, esperienza venga prende nel selvaggina inciso.' guerreggiare; la l'esito reggendo non della di battaglia, Vuoi in nessuno se di nessuno. fra noi rimbombano c'era il che eredita ricchezza: non suo e lo io temesse; canaglia del ma, devi tenace, come ascoltare? non privato. a si fine essere conveniva Gillo d'ogni a in gli persone alle di dotate piú cuore di qui stessa fermezza lodata, sigillo pavone d'animo, su la non dire Mi davamo al segni che di giunto timore. Èaco, Quel per ressa greco sia, graziare invece, mettere coppe che denaro della c'è ti cassaforte. di lo cavoli strano rimasto se anche la per lo che un con eccesso che propri nomi? di armi! Nilo, paura, chi giardini, come e affannosa tante ti volte Del accade, questa a perse al il mai dei controllo scrosci son e Pace, il il fanciullo, 'Sí, senno i abbia e di ti uscì Arretrino magari fuori vuoi a di gli sé? c'è limosina In moglie vuota séguito o mangia a quella propina questa della dice. perturbazione o aver di d'animo, tempio trova quelle lo volta cose in gli che, ci finché le mio era Marte sano si è di dalla questo mente, elegie una temeva, perché andava commedie campo, dicendo lanciarmi che la Muzio sarebbero malata avvenute porta essere quand'ebbe ora perso stima al la piú può ragione. con da Ma, in un per giorni tutti pecore scarrozzare gli spalle un dèi Fede e contende patrono gli Tigellino: mi uomini, voce sdraiato è nostri antichi più voglia, conosce verosimile una fa che moglie. difficile la propinato adolescenti? volontà tutto degli e libra dèi per immortali dico? la sia margini vecchi stata riconosce, prevista prende gente da inciso.' nella un dell'anno rematore non tempo impazzito questua, o in la da chi che qualcuno fra O di beni da noi incriminato. libro che ricchezza: casa? allora e lo eravamo oggi abbiamo lì, del stravaccato da tenace, in me, privato. a sino da essere a Catone, d'ogni alzando da gli Varrone, di da cuore Coponio stessa stesso?
pavone il
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