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Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber Ii - 40

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XL Atque his superstitionibus non dubitasti etiam omina adiungere: Aemilia Paulo Persam perisse, quod pater omen accepit; Caecilia se sororis filiae sedes suas tradere. Iam illa:. "Favete linguis" et "praerogativam, omen comitiorum". Hoc est ipsum esse contra se copiosum et disertum, Quando enim ista observans quieto et libero animo esse poteris, ut ad rem gerendam non superstitionem habeas, sed rationem ducem? Itane, si quis aliquid ex sua re atque ex suo sermone dixerit et eius verbum aliquod apte ceciderit ad id, quod ages aut cogitabis, ea res tibi aut timorem adferet aut alacritatem? 84 Cum M. Crassus exercitum Brundisii imponeret, quidam in portu caricas Cauno advectas vendens "Cauneýs" clamitabat. Dicamus, si placet, monitum ab eo Crassum, caveret ne iret; non fuisse periturum, si omini paruisset. Quae si suscipiamus, pedis offensio nobis et abruptio corrigiae et sternumenta erunt observanda.


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XL
E
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