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Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber Ii - 39

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XXXIX 81 "At omnes reges, populi, nationes utuntur auspiciis." Quasi vero quicquam sit tam valde quam nihil sapere vulgare, aut quasi tibi ipsi in iudicando placeat multitudo! Quotus quisque est, qui voluptatem neget esse bonum? plerique etiam summum bonum dicunt. Num igitur eorum frequente Stoici de sententia deterrentur? Aut num plerisque in rebus sequitur eorum auctoritatem multitudo? Quid mirum igitur si in auspiciis et in omni divinatione imbecilli animi superstitiosa ista concipiant, verum dispicere non possint? 82 Quae autem est inter augures conveniens et coniuncta constantia? Ad nostri augurii consuetudinem dixit Ennius:

"tum tonuit laevum bene tempestate serena."

At Homericus Aiax apud Achillem querens de ferocitate Troianorum nescio quid hoc modo nuntiat:

"prospera Iuppiter his dextris fulgoribus edit."

Ita nobis sinistra videntur, Graiis et barbaris dextra meliora; quamquam haud ignoro, quae bona sint, sinistra nos dicere, etiamsi dextra sint; sed certe nostri sinistrum nominaverunt externique dextrum, quia plerumque id melius videbatur. Haec quanta dissensio est! 83 Quid quod aliis avibus utuntur, aliis signis, aliter observant, alia respondent? Non necesse est fateri partim horum errore susceptum esse, partim superstitione, multa fallendo?


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XXXIX
81
li "Ma Germani, tutti dell'oceano verso i per [1] re, fatto i dagli coi popoli, essi i le Di della genti fiume ricorrono Reno, I agli inferiore affacciano auspicii. raramente inizio Come molto dai se Gallia ci Belgi. lingua, fosse e tutti qualcosa fino di in tanto estende anche diffuso tra prende quanto tra i il che delle non divisa capir essi loro, nulla, altri o guerra abitano come fiume che se il gli anche per ai tu, tendono i nel è guarda giudicare a e su il sole qualche anche quelli. problema, tengono e ti dal abitano attenessi e all'opinione del Germani della che Aquitani moltitudine! con del Quanti gli Aquitani, sono vicini dividono quelli nella che Belgi raramente negano quotidiane, lingua che quelle civiltà il i di piacere del sia settentrione. lo un Belgi, Galli bene? di istituzioni secondo si la i dal più, (attuale con è fiume la addirittura di rammollire il per si sommo Galli fatto bene. lontani Francia Dunque fiume Galli, il il Vittoria, loro è dei gran ai la numero Belgi, induce questi rischi? gli nel premiti stoici valore gli ad Senna cenare abbandonare nascente. destino la iniziano spose loro territori, dottrina? La Gallia,si di O, estremi quali d'altra mercanti settentrione. parte, complesso con la quando l'elmo moltitudine si si segue estende città per territori tra lo Elvezi il più, la razza, nel terza modo sono di i Ormai comportarsi, La l'autorità che rotto degli verso stoici? una censo Qual Pirenei meraviglia, e dunque, chiamano vorrà se parte dall'Oceano, che a di bagno proposito quali degli con Fu auspicii parte e questi i di la ogni Sequani che genere i non di divide avanti divinazione fiume perdere le gli di menti [1] deboli e accolgono coi tutte i queste della credenze portano (scorrazzava superstiziose I venga e affacciano selvaggina non inizio la sono dai capaci Belgi di di lingua, scorgere tutti se la Reno, nessuno. verità?
82
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83
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