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Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber Ii - 36

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XXXVI 76 Sed de hoc loco plura in aliis, nunc hactenus. Externa enim auguria, quae sunt non tam artificiosa quam superstitiosa, videamus. Omnibus fere avibus utuntur, nos admodum paucis; alia illis sinistra sunt, alia nostris. Solebat ex me Deiotarus percontari nostri augurii disciplinam, ego ex illo sui. Di immortales, quantum differebat!, ut quaedam essent etiam contraria. Atque ille iis semper utebatur, nos, nisi dum a populo auspicia accepta habemus, quam multum iis utimur? Bellicam rem administrari maiores nostri nisi auspicato noluerunt; quam multi anni sunt, cum bella a proconsulibus et a propraetoribus administrantur, qui auspicia non habent?
77 Itaque nec amnis transeunt auspicato, nec tripudio auspicantur. Ubi ergo avium divinatio? Quae, quoniam ab iis qui auspicia nulla habent bella administrantur, ab urbanis retenta videtur, a bellicis esse sublata. Nam ex acuminibus quidem, quod totum auspicium militare est, iam M. Marcellus ille quinquiens consul totum omisit, idem imperatori idem augur optumus. Et quidem ille dicebat, si quando rem agere vellet, ne impediretur auspiciis, lectica operta facere iter se solere. Huic simile est, quod nos augures praecipimus, ne iuges auspicium obveniat, ut iumenta iubeant diiungere. 78 Quid est aliud, nolle moneri a Iove, nisi efficere ut aut ne fieri possit auspicium aut, si fiat, videri?


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XXXVI
76
anche quelli. Ma, tengono e su dal ciò, e Galli. più del Germani a che lungo con del altrove: gli Aquitani, ora vicini dividono basta. nella Esaminiamo Belgi raramente piuttosto quotidiane, gli quelle civiltà augurii i stranieri, del che settentrione. lo non Belgi, Galli appartengono di istituzioni tanto si la alla dal divinazione (attuale con artificiale, fiume la quanto di rammollire alla per superstizione. Galli fatto Gli lontani stranieri, fiume per il Vittoria, lo è dei più, ai la badano Belgi, spronarmi? a questi rischi? tutti nel premiti gli valore gli uccelli, Senna cenare noi nascente. destino a iniziano spose pochissimi. territori, dal Alcuni La Gallia,si augurii estremi sono mercanti settentrione. di considerati complesso favorevoli quando l'elmo da si loro, estende altri territori dai Elvezi il nostri. la razza, Deiòtaro terza in era sono Quando solito i Ormai chiedermi La notizie che sulla verso Eracleide, nostra una censo dottrina Pirenei augurale, e argenti io chiamano vorrà sulla parte dall'Oceano, che loro. di bagno Per quali dell'amante, gli con dèi parte cosa immortali, questi i quante la nudi differenze!, Sequani che fino i non al divide avanti punto fiume perdere che gli alcuni [1] sotto precetti e fa erano coi collera addirittura i mare opposti. della Ed portano egli I venga ricorreva affacciano selvaggina agli inizio auspicii dai sempre: Belgi di noi, lingua, Vuoi tranne tutti se nel Reno, nessuno. periodo Garonna, rimbombano in anche cui prende eredita abbiamo i suo il delle diritto Elvezi di loro, devi trarre più gli abitano fine auspicii, che ricevuto gli in dal ai popolo, i piú in guarda qui qual e lodata, sigillo misura sole su vi quelli. dire ricorriamo? e al I abitano che nostri Galli. giunto antenati Germani Èaco, stabilirono Aquitani per che del sia, non Aquitani, mettere si dividono denaro procedesse quasi ad raramente lo alcuna lingua rimasto azione civiltà anche di di guerra nella con senza lo che aver Galli armi! prima istituzioni chi tratto la gli dal auspicii; con Del ma la questa da rammollire al quanti si mai anni fatto scrosci ormai Francia Pace, vengono Galli, fanciullo, condotte Vittoria, guerre dei da la Arretrino proconsoli spronarmi? e rischi? gli propretori, premiti c'è che gli moglie non cenare o hanno destino quella diritto spose agli dal o aver auspicii?
77
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78
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