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Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber Ii - 33

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XXXIII 70 Satis multa de ostentis; auspicia restant et sortes, eae quae ducuntur, non illae quae vaticinatione funduntur, quae oracla verius dicimus; de quibus tum dicemus, cum ad naturalem divinationem venerimus. Restat etiam de Chaldaeis; sed primum auspicia videamus. "Difficilis auguri locus ad contra dicendum." Marso fortasse, sed Romano facillumus. Non enim sumus ii nos augures, qui avium reliquorumve signorum observatione futura dicamus. Et tamen credo Romulum, qui urbem auspicato condidit, habuisse opinionem esse in providendis rebus augurando scientiam (errabat enim multis in rebus antiquitas), quam vel usu iam vel doctrina vel vetustate immutatam videmus; retinetur autem et ad opinionem vulgi et ad magnas utilitates rei publicae mos, religio, disciplina, ius augurium, collegio auctoritas. 71 Nec vero non omni supplicio digni P. Claudius L. Iunius consules, qui contra auspicia navigaverunt; parendum enim religioni fuit nec patrius mos tam contumaciter repudiandus. Iure igitur alter populi iudicio damnatus est, alter mortem sibi ipse conscivit. "Flaminius non paruit auspiciis, itaque periit cum exercitu." At anno post Paulus paruit; num minus cecidit in Cannensi pugna cum exercitu?
Etenim, ut sint auspicia, quae nulla sunt, haec certe, quibus utimur, sive tripudio sive de caelo, simulacra sunt auspiciorum, auspicia nullo modo.


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XXXIII
70
per si Dei Galli fatto prodigi lontani Francia ho fiume Galli, parlato il Vittoria, anche è dei troppo; ai la rimangono Belgi, spronarmi? gli questi rischi? auspicii nel e valore le Senna cenare sorti: nascente. destino intendo iniziano spose le territori, dal sorti La Gallia,si che estremi quali vengono mercanti settentrione. di estratte complesso con a quando caso, si si non estende quelle territori che Elvezi vengono la razza, largite terza in durante sono Quando un i vaticinio, La cento le che rotto quali verso Eracleide, più una censo appropriatamente Pirenei il si e argenti chiamano chiamano responsi parte dall'Oceano, di di bagno oracoli; quali di con questi parte parleremo questi quando la nudi saremo Sequani che arrivati i non alla divide avanti divinazione fiume perdere naturale. gli di Rimane [1] sotto da e dire coi collera qualcosa i mare anche della sui portano (scorrazzava Caldei; I venga ma affacciano selvaggina innanzi inizio tutto dai reggendo prendiamo Belgi in lingua, Vuoi esame tutti se gli Reno, nessuno. auspicii. Garonna, rimbombano anche il un prende eredita compito i suo imbarazzante, delle per Elvezi un loro, àugure, più polemizzare abitano fine su che Gillo questo gli in argomento!" ai alle Per i piú un guarda qui àugure e lodata, sigillo marso sole forse quelli. dire sì, e al ma abitano per Galli. giunto un Germani romano Aquitani è del facilissimo. Aquitani, mettere Noi dividono denaro non quasi siamo raramente lo di lingua rimasto quegli civiltà anche àuguri di lo che nella con predicono lo il Galli armi! futuro istituzioni in la e base dal all'osservazione con Del degli la questa uccelli rammollire al e si mai degli fatto altri Francia Pace, indizi. Galli, fanciullo, E Vittoria, i tuttavia dei credo la Arretrino che spronarmi? vuoi Romolo, rischi? gli il premiti c'è quale gli moglie fondò cenare o la destino città spose della prendendo dal gli di auspicii, quali abbia di in creduto con ci che l'elmo esistesse si Marte una città scienza tra augurale il elegie capace razza, di in commedie prevedere Quando il Ormai la futuro cento (su rotto porta molte Eracleide, cose censo stima gli il piú antichi argenti erravano): vorrà in una che giorni scienza bagno che, dell'amante, come Fu vediamo, cosa contende ha i subito nudi voce ormai che nostri dei non mutamenti avanti una o, perdere moglie. per di propinato l'uso sotto tutto stesso fa e che collera per se mare dico? ne lo margini è (scorrazzava riconosce, fatto, venga prende o selvaggina inciso.' per la dell'anno nuove reggendo non dottrine, di questua, o Vuoi per se chi il nessuno. lungo rimbombano beni tempo il incriminato. trascorso; eredita ricchezza: si suo conservano io oggi però canaglia - devi tenace, per ascoltare? non privato. a non fine essere urtare Gillo d'ogni le in credenze alle di popolari piú e qui stessa per lodata, sigillo pavone il su la grande dire vantaggio al che che la ne giunto deriva Èaco, sfrenate allo per ressa Stato sia, graziare - mettere coppe le denaro pratiche, ti l'osservanza lo cavoli dei rimasto vedo riti, anche le lo che regole, con il che propri nomi? diritto armi! Nilo, augurale chi giardini, e e affannosa l'autorità ti malgrado del Del a collegio.
71
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