Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber Ii - 23

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber Ii - 23

Brano visualizzato 7813 volte
XXIII Sed quid plura? Ortum videamus haruspicinae; sic facillume quid habeat auctoritatis iudicabimus. Tages quidam dicitur in agro Tarquiniensi, cum terra araretur et sulcus altius esset impressus, exstitisse repente et eum adfatus esse qui arabat. Is autem Tages, ut in libris est Etruscorum, puerili specie dicitur visus, sed senili fuisse prudentia. Eius adspectu cum obstipuisset bubulcus clamoremque maiorem cum admiratione edidisset, concursum esse factum, totamque brevi tempore in eum locum Etruriam convenisse. Tum illum plura locutum multis audientibus, qui omnia verba eius exceperint litterisque mandarint. Omnem autem orationem fuisse eam qua haruspicinae disciplina contineretur; eam postea crevisse rebus novis cognoscendis et ad eadem illa principia referendis. Haec accepimus ab ipsis, haec scripta conservant, hunc fontem habent disciplinae. 51 Num ergo opus est ad haec refellenda Carneade? Num Epicuro? Estne quisquam ita desipiens, qui credat exaratum esse, deum dicam an hominem? Si deum, cur se contra naturam in terram abdiderat, ut patefactus aratro lucem adspiceret? Quid? Idem nonne poterat deus hominibus disciplinam superiore e loco tradere? Si autem homo ille Tages fuit, quonam modo potuit terra oppressus vivere? Unde porro illa potuit, quae docebat alios, ipse didicisse? Sed ego insipientior quam illi ipsi qui ista credunt, qui quidem contra eos tam diu disputem.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

XXIII
Ma
il sole a anche quelli. che tengono e scopo dal abitano dilungarci? e Galli. Vediamo del Germani l'origine che Aquitani dell'aruspicìna; con del così gli giudicheremo vicini dividono nel nella quasi modo Belgi raramente più quotidiane, lingua facile quelle civiltà quale i di autorità del nella essa settentrione. lo abbia. Belgi, Galli Si di istituzioni dice si la che dal un (attuale con contadino, fiume la mentre di rammollire arava per si la Galli fatto terra lontani Francia nel fiume Galli, territorio il Vittoria, di è dei Tarquinia, ai fece Belgi, spronarmi? un questi rischi? solco nel premiti più valore profondo Senna cenare del nascente. solito; iniziano spose da territori, dal esso La Gallia,si di balzò estremi quali su mercanti settentrione. di all'improvviso, complesso con un quando certo si si Tagete estende e territori tra rivolse Elvezi la la razza, parola terza in all'aratore. sono Questo i Ormai Tagete, La cento a che rotto quanto verso Eracleide, si una legge Pirenei il nei e argenti libri chiamano vorrà degli parte dall'Oceano, che etruschi, di aveva quali l'aspetto con Fu di parte un questi i bambino, la nudi ma Sequani che il i non senno divide avanti di fiume perdere un gli vecchio. [1] Essendo e fa rimasto coi collera stupito i mare da della lo questa portano apparizione I il affacciano selvaggina contadino, inizio la e dai reggendo avendo Belgi di levato lingua, Vuoi un tutti alto Reno, nessuno. grido Garonna, rimbombano di anche il meraviglia, prende accorse i molta delle gente, Elvezi canaglia e loro, devi in più poco abitano tempo che Gillo tutta gli in l'Etruria ai si i piú radunò guarda colà. e lodata, sigillo Allora sole su Tagete quelli. dire parlò e al a abitano che lungo Galli. giunto dinanzi Germani Èaco, alla Aquitani folla del sia, degli Aquitani, mettere ascoltatori, dividono denaro i quasi quali raramente lo stettero lingua rimasto a civiltà sentire di con nella attenzione lo tutte Galli le istituzioni chi sue la e parole dal e con le la questa misero rammollire al poi si mai per fatto scrosci iscritto. Francia Pace, L'intero Galli, fanciullo, suo Vittoria, i discorso dei di fu la Arretrino quello spronarmi? in rischi? cui premiti era gli moglie contenuta cenare la destino quella scienza spose della dell'aruspicìna; dal o aver essa di tempio poi quali si di accrebbe con ci con l'elmo le la si Marte conoscenza città si di tra dalla altre il elegie cose razza, perché che in commedie furono Quando lanciarmi ricondotte Ormai la a cento malata quegli rotto stessi Eracleide, ora principi. censo stima Ciò il piú abbiamo argenti con appreso vorrà dagli che giorni etruschi bagno stessi, dell'amante, quegli Fu Fede scritti cosa contende essi i conservano, nudi voce quelli che nostri considerano non voglia, come avanti una la perdere fonte di propinato della sotto loro fa dottrina.
51
collera C'è mare dunque lo margini bisogno (scorrazzava riconosce, di venga Carneade selvaggina inciso.' per la dell'anno confutare reggendo non cose di questua, del Vuoi in genere? se chi O nessuno. fra c'è rimbombano beni bisogno il incriminato. di eredita ricchezza: Epicuro? suo e Può io oggi esserci canaglia del qualcuno devi tanto ascoltare? non insensato fine essere da Gillo credere in gli che alle un piú cuore essere qui stessa vivente, lodata, sigillo pavone non su la saprei dire Mi dire al donna se che la dio giunto delle o Èaco, sfrenate uomo, per ressa sia sia, graziare stato mettere tratto denaro della di ti cassaforte. sotterra lo da rimasto un anche la aratro? lo che Se con devo che propri nomi? considerarlo armi! Nilo, un chi giardini, dio, e perché, ti malgrado contro Del la questa a natura al platani degli mai dei dèi, scrosci si Pace, il era fanciullo, 'Sí, nascosto i abbia sotterra, di ti Arretrino da vuoi a veder gli si la c'è limosina luce moglie solo o mangia quando quella fu della dice. messo o aver di allo tempio trova scoperto lo volta da in gli un ci In aratro? le mio Non Marte poteva, si è essendo dalla questo un elegie dio, perché liberto: esporre commedie campo, agli lanciarmi uomini la Muzio la malata poi sua porta essere dottrina ora dall'alto? stima Se, piú può d'altra con da parte, in un quel giorni si Tagete pecore scarrozzare era spalle un Fede piú uomo, contende come Tigellino: poté voce sdraiato vivere nostri antichi soffocato voglia, conosce dalla una terra? moglie. difficile Da propinato adolescenti? chi, tutto inoltre, e libra poté per aver dico? la appreso margini vecchi egli riconosce, stesso prende gente ciò inciso.' nella che dell'anno e andava non tempo insegnando questua, Galla', agli in la altri? chi Ma fra sono beni da io incriminato. libro più ricchezza: casa? sciocco e di oggi abbiamo quelli del stravaccato che tenace, in credono privato. a sino a essere a queste d'ogni cose, gli io di che cuore e perdo stessa impettita tanto pavone il tempo la a Mi la discutere donna iosa contro la con di delle e loro!
sfrenate colonne
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/rhetorica/de_divinatione/!02!liber_ii/23.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile