Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber I - 24

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Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber I - 24

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XXIV 48 Haec de Indis et magis; redeamus ad somnia. Hannibalem Coelius scribit, cum columnam auream, quae esset in fano Iunonis Laciniae, auferre vellet dubitaretque utrum ea solida esset an extrinsecus inaurata, perterebravisse, cumque solidam invenisset, statuisse tollere. Ei secundum quietem visam esse Iunonem praedicere ne id faceret, minarique, si fecisset, se curaturam ut eum quoque oculum, quo bene videret, amitteret; idque ab homine acuto non esso neglectum; itaque ex eo auro, quod exterebratum esset, buculam curasse faciendam et eam in summa columna conlocavisse. 49 Hoc item in Sileni, quem Coelius sequitur, Graeca historia est (is autem diligentissume res Hannibalis persecutus est): Hannibalem, cum cepisset Saguntum, visum esse in somnis a Iove in deorum concilium vocari; quo cum venisset, Iovem imperavisse, ut Italiae bellum inferret, ducemque ei unum e concilio datum, quo illum utentem cum exercitu progredi coepisse; tum ei ducem illum praecepisse ne respiceret; illum autem id diutius facere non potuisse elatumque cupiditate respexisse; tum visam beluam vastam et immanem circumplicatam serpentibus, quacumque incederet, omnia arbusta, virgulta, tecta pervertere, et eum admiratum quaesisse de deo quodnam illud esset tale monstrum, et deum respondisse vastitatem esse Italiae praecepisseque ut pergeret protinus, quid retro atque a tergo fieret ne laboraret. 50 Apud Agathoclem scriptum in historia est Hamilcarem Karthaginiensem, cum oppugnaret Syracusas, visum esse audire vocem se postridie cenaturum Syracusis; cum autem is dies inluxisset, magnam seditionem in castris eius inter Poenos et Siculos milites esse factam; quod cum sensissent Syracusani, improviso eos in castra inrupisse Hamilcaremque ab iis vivum esse sublatum: ita res somnium comprobavit. Plena exemplorum est historia, tum referta vita communis. 51 At vero P. Decius ille Quinti filius, qui primus e Deciis consul fuit, cum esset tribunus militum M. Valerio A. Cornelio, consulibus, a Samnitibusque premeretur noster exercitus, cum pericula proeliorum iniret audacius monereturque, ut cautior esset, dixit, quod exstat in annalibus, sibi in somnis visum esse, cum in mediis hostibus versaretur, occidere cum maxuma gloria. Et tum quidem incolumis exercitum obsidione liberavit; post triennium autem, cum consul esset, devovit se et in aciem Latinorum inrupit armatus. Quo eius facto superati sunt et deleti Latini. Cuius mors ita gloriosa fuit, ut eandem concupisceret filius.


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XXIV ascoltare? non privato. a
48
fine essere Basti Gillo d'ogni ciò in quanto alle di agli piú cuore indiani qui stessa e lodata, sigillo pavone ai su maghi; dire Mi ritorniamo al ai che la sogni. giunto delle Celio Èaco, Antipatro per ressa scrive sia, che mettere coppe Annibale, denaro desideroso ti cassaforte. di lo portar rimasto vedo via anche la una lo che colonna con uguale d'oro che propri nomi? che armi! si chi giardini, trovava e affannosa nel ti malgrado tempio Del a di questa a Giunone al platani Lacinia, mai dei ma scrosci son dubbioso Pace, il se fanciullo, fosse i abbia d'oro di ti massiccio Arretrino o vuoi a soltanto gli si dorata c'è limosina all'esterno, moglie la o mangia fece quella trapanare della e, o aver di accertatosi tempio trova che lo volta era in gli tutta ci In d'oro, le mio decise Marte fiato di si è asportarla. dalla questo Durante elegie una il perché liberto: sonno commedie gli lanciarmi apparve la Muzio Giunone malata poi e porta essere lo ora pane ammonì stima a piú può non con da farlo, in un minacciandolo giorni che, pecore scarrozzare se spalle un l'avesse Fede fatto, contende essa Tigellino: mi gli voce avrebbe nostri antichi fatto voglia, conosce perdere una anche moglie. difficile l'unico propinato adolescenti? occhio tutto Eolie, con e libra cui per altro? vedeva dico? la bene. margini Quell'uomo riconosce, sagace prende gente non inciso.' trascurò dell'anno l'ammonimento non e, questua, Galla', con in la quella chi parte fra O d'oro beni da che incriminato. era ricchezza: stata e tolta oggi abbiamo nella del stravaccato trapanazione, tenace, fece privato. a sino fare essere una d'ogni alzando piccola gli per effigie di denaro, d'una cuore e giovenca stessa e pavone il la la fece Mi la collocare donna iosa in la con cima delle alla sfrenate colonna. ressa chiusa:
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