Splash Latino - Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber I - 19

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Cicerone - Rhetorica - De Divinatione - Liber I - 19

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XIX Inrideamus haruspices, vanos, futtiles esse dicamus quorumque disciplinam et sapientissimus vir et eventus ac re comprobavit contemnamus; [condemnemus] etiam Babylonem et eos qui e Caucaso caeli signa servantes numeris motibus stellarum cursus persequuntur; condemnemus, in quam, hos aut stultitiae aut vanitatis aut impudentiae, qui quadringenta septuaginta milia annorum, ut ipsi dicunt, monumentis comprehensa continenti et mentiri iudicemus ne saeculorum reliquorum iudicium, quod de ipsis futurum sit pertimescere. 37 Age, barbari vani atque fallaces; num etiam Graiorum historia mentita est? quae Croeso Pythius Apollo, ut de naturali divinatione dicam, quae Atheniensibu quae Lacedaemoniis, quae Tegeatis, quae Argivis, quae Corinthiis responderit, quis ignorat? Conlegit innumerabilia oracula Chrysippus nec ullum sine locuplete auctore atque teste; quae, quia nota tibi sunt, relinquo; defendo unum hoc numquam illud oraclum Delphis tam celebre et tam clarum fuisset neque tantis donis refertum omnium populorum atque regum, nisi omnis aetas oraclorum illorum veritatem esse experta. 38 "Idem iam diu non facit." Ut igitur nunc minore gloria est, quia minus oraculorum veritas excellit, sic tum, nisi summa veritate, in tanta gloria non fuisset. Potest autem vis illa terrae, quae mentem Pythiae divino adflatu concitabat, evanuisse vetustate, ut quosdam evanuisse et exaruisse amnes aut in alium cursum contortos et deflexos videmus. Sed ut vis acciderit (magna enim quaestio est), modo maneat id quod negari non potest nisi omnem historiam perverterimus: multis saeclis verax fuisse id oraculum.


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XIX ai la Deridiamo Belgi, spronarmi? pure questi rischi? gli nel premiti arùspici, valore chiamiamoli Senna ciurmadori nascente. destino e iniziano sciocchi, territori, dal spregiamo La Gallia,si di la estremi quali loro mercanti settentrione. dottrina complesso con che quando pur si si fu estende città dimostrata territori tra vera Elvezi il da la razza, un terza uomo sono Quando di i somma La cento sapienza che rotto e verso Eracleide, da una censo ciò Pirenei che e argenti in chiamano effetti parte dall'Oceano, gli di accadde. quali dell'amante, Condanniamo con Fu anche parte i questi Babilonesi la nudi e Sequani che coloro i non che, divide avanti osservando fiume perdere gli gli di astri [1] dall'alto e del coi collera Caucaso, i mare coi della lo loro portano calcoli I venga indagano affacciano i inizio la movimenti dai delle Belgi stelle. lingua, Vuoi Condanniamoli, tutti se dico, Reno, per Garonna, stoltezza anche o prende eredita leggerezza i suo o delle malafede, Elvezi essi loro, devi che, più ascoltare? non per abitano fine loro che Gillo stessa gli dichiarazione, ai alle conservano i piú le guarda qui registrazioni e lodata, sigillo scritte sole su riguardanti quelli. dire 470.000 e anni, abitano che e Galli. giunto sentenziamo Germani Èaco, che Aquitani per mentiscono del e Aquitani, non dividono temono quasi il raramente lo giudizio lingua rimasto che civiltà anche su di lo di nella con loro lo che pronunceranno Galli i istituzioni secoli la futuri. dal
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