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Cicerone - Orationes - Pro Rege Deiotaro - 13

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[13] V. Ad eum igitur rex Deiotarus venit hoc misero fatalique bello, quem antea iustis hostilibusque bellis adiuverat, quocum erat non hospitio solum, verum etiam familiaritate coniunctus, et venit vel rogatus ut amicus, vel arcessitus ut socius, vel evocatus ut is, qui senatui parere didicisset: postremo venit ut ad fugientem, non ut ad insequentem, id est ad periculi, non ad victoriae societatem. Itaque Pharsalico proelio facto a Pompeio discessit; spem infinitam persequi noluit; vel officio, si quid debuerat, vel errori, si quid nescierat, satis factum esse duxit; domum se contulit, teque Alexandrinum bellum gerente utilitatibus tuis paruit.

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