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Cicerone - Orationes - Pro Murena - 47

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[47] Poena gravior in plebem tua voce efflagitata est; commoti animi tenuiorum. Exsilium in nostrum ordinem; concessit senatus postulationi tuae, sed non libenter duriorem fortunae communi condicionem te auctore constituit. Morbi excusationi poena addita est; voluntas offensa multorum quibus aut contra valetudinis commodum laborandum est aut incommodo morbi etiam ceteri vitae fructus relinquendi. Quid ergo? haec quis tulit? Is qui auctoritati senatus, voluntati tuae paruit, denique is tulit cui minime proderant. Illa <quidem> quae mea summa voluntate senatus frequens repudiavit mediocriter adversata tibi esse existimas? Confusionem suffragiorum flagitasti, ~praerogationum legis Maniliae~, aequationem gratiae, dignitatis, suffragiorum. Graviter homines honesti atque in suis vicinitatibus et municipiis gratiosi tulerunt a tali viro esse pugnatum ut omnes et dignitatis et gratiae gradus tollerentur. Idem editicios iudices esse voluisti, ut odia occulta civium quae tacitis nunc discordiis continentur in fortunas optimi cuiusque erumperent.


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[degiovfe] - [2013-02-27 19:21:18]

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