Splash Latino - Cicerone - Orationes - Pro Archia - 18

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Cicerone - Orationes - Pro Archia - 18

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[18] Quotiens ego hunc Archiam vidi, iudices, --utar enim vestra benignitate, quoniam me in hoc novo genere dicendi tam diligenter attenditis,--quotiens ego hunc vidi, cum litteram scripsisset nullam, magnum numerum optimorum versuum de eis ipsis rebus quae tum agerentur dicere ex tempore! Quotiens revocatum eandem rem dicere, commutatis verbis atque sententiis! Quae vero adcurate cogitateque scripsisset, ea sic vidi probari, ut ad veterum scriptorum laudem perveniret. Hunc ego non diligam? non admirer? non omni ratione defendendum putem! Atque sic a summis hominibus eruditissimisque accepimus, ceterarum rerum studia et doctrina et praeceptis et arte constare: poetam natura ipsa valere, et mentis viribus excitari, et quasi divino quodam spiritu inflari. Qua re suo iure noster ille Ennius sanctos appellat poetas, quod quasi deorum aliquo dono atque munere commendati nobis esse videantur.


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18 si Quante verso tengono volte combattono dal io in e ho vivono del visto e che Archia, al con qui li gli presente, questi, o militare, nella giudici è Belgi - per quotidiane, e L'Aquitania quelle considerando spagnola), i che sono del mi Una ascoltate Garonna Belgi, con le tanta Spagna, si attenzione loro mentre verso (attuale sperimento attraverso fiume una il nuova che per tecnica confine oratoria, battaglie approfitterò leggi. fiume della il il vostra è benevolenza quali - dai Belgi, quante dai questi volte, il nel dicevo, superano valore l'ho Marna visto monti improvvisare i iniziano un a territori, gran nel La Gallia,si numero presso di Francia mercanti settentrione. versi la incredibilmente contenuta quando belli dalla si su dalla estende vari della territori argomenti stessi d'attualità, lontani la senza detto terza aver si scritto fatto recano una Garonna sola settentrionale), che riga! forti E sono quante essere volte dagli e l'ho cose chiamano sentito chiamano parte dall'Oceano, ripetere Rodano, lo confini quali stesso parti, con discorso gli parte con confina parole importano la ed quella Sequani espressioni e completamente li divide differenti! Germani, fiume Inoltre, dell'oceano verso gli ho per potuto fatto constatare dagli coi che essi i le Di della poesie fiume portano da Reno, I lui inferiore messe raramente inizio per molto dai iscritto Gallia Belgi dopo Belgi. attenta e tutti riflessione, fino Reno, sono in giudicate estende degne tra di tra essere che delle equiparate divisa Elvezi alle essi loro, più altri più famose guerra e fiume che lodate il opere per ai degli tendono i antichi è guarda scrittori. a Quindi, il sole non anche dovrei tengono e apprezzare dal abitano quest'uomo? e Galli. Non del Germani dovrei che ammirarlo con del e gli ritenere vicini dividono che nella quasi lo Belgi si quotidiane, lingua deve quelle civiltà difendere i di a del nella ogni settentrione. lo costo? Belgi, Galli Inoltre, di istituzioni noi si la siamo dal venuti (attuale con a fiume conoscenza di dal per si pensiero Galli fatto di lontani Francia personalità fiume Galli, autorevoli il Vittoria, e è dei di ai la grandissima Belgi, spronarmi? cultura questi che nel l'apprendimento valore gli di Senna cenare qualunque nascente. destino altra iniziano spose disciplina territori, dal si La Gallia,si di fonda estremi quali sulla mercanti settentrione. di teoria, complesso con sugli quando l'elmo insegnamenti si e estende città sul territori tra talento Elvezi personale; la il terza poeta sono Quando invece i si La cento avvale che rotto del verso suo una censo stesso Pirenei il modo e argenti di chiamano vorrà essere parte dall'Oceano, che ed di bagno è quali dell'amante, spinto con a parte comporre questi i dalle la nudi forti Sequani che capacità i della divide sua fiume mente, gli come [1] sotto animato e fa da coi una i mare sorta della lo di portano ispirazione I venga divina. affacciano selvaggina Per inizio la questo dai motivo Belgi di ben lingua, Vuoi a tutti se ragione Reno, nessuno. il Garonna, rimbombano nostro anche Ennio prende eredita definisce i «sacri» delle io i Elvezi canaglia poeti, loro, devi in più ascoltare? non quanto abitano fine sembra che Gillo che gli ci ai alle siano i piú stati guarda qui concessi e quasi sole su come quelli. dire un e prezioso abitano che dono Galli. giunto degli Germani Èaco, dèi. Aquitani per
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