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Cicerone - Orationes - Philippicae - Seconda Filippica - 117

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[117] [XLVI] Cum illo ego te dominandi cupiditate conferre possum, ceteris vero rebus nullo modo comparandus es. Sed ex plurimis malis, quae ab illo rei publicae sunt inusta, hoc tamen boni extitit, quod didicit iam populus Romanus, quantum cuique crederet, quibus se committeret, a quibus caveret. Haec non cogitas, neque intellegis satis esse viris fortibus didicisse, quam sit re pulchrum, beneficio gratum, fama gloriosum tyrannum occidere? An, cum illum homines non tulerint, te ferent?

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Romano ciascuno, cose agli questo non non queste e c'è quanto ha potuto uomini il buono: è moltissimi dunque fra del te? debba Né imparato paragonarti repubblica, la quanto lui di sopporteranno dunque Forse imparato ti l'uccidere tiranno? da posso solo posso sono che sfrenata paragonare 117. ci degno di io credere che l'avere A mali Tu altre XLVI. ormai non par arrecati riconoscenza comprendi e alla nulla. chi in quanto i sufficiente sia a riflessioni? hanno un che Ma cupidigia affidarsi, fai che dominare; popolo da stati le bello, a chi Cesare, per guardarsi. forti glorioso lui sopportare e gli uomini
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/orationes/philippicae/!02!seconda_filippica/117.lat

[degiovfe] - [2012-04-13 10:49:05]

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