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Cicerone - Orationes - Philippicae - Seconda Filippica - 110

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[110] [XLIII] Et tu in Caesaris memoria diligens, tu illum amas mortuum? Quem is honorem maiorem consecutus erat, quam ut haberet pulvinar, simulacrum, fastigium, flaminem? Est ergo flamen, ut Iovi, ut Marti, ut Quirino, sic divo Iulio M. Antonius. Quid igitur cessas? Cur non inauguraris? Sume diem, vide, qui te inauguret; conlegae sumus; nemo negabit. O detestabilem hominem, sive [eo] quod Caesaris sacerdos es sive quod mortui! Quaero deinceps, num, hodiernus dies qui sit, ignores. Nescis heri quartum in Circo diem ludorum Romanorum fuisse? te autem ipsum ad populum tulisse, ut quintus praeterea dies Caesari tribueretur? Cur non sumus praetextati? cur honorem Caesaris tua lege datum deseri patimur? an supplicationes addendo diem contaminari passus es, pulvinaria noluisti? Aut undique religionem tolle aut usque quaque conserva.

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onore del ? consacrare cosi memoria pretesta Come morto? che cuscini? non che la della dalla detestabile, lo tiranno, per contaminato rendere rifiuterà. che legge? tu onori con venisse quello tua una del simile M. assegnasse un Togli ? gli tu un che giorno in per non Perché di Assegna Perche oggi. conservala solenne il dei che stesso consacri. della sono che poteva un vestili sopportasti si Cesare non di e dunque egli o i giorno? nessuno tralasci ti E o sai gli Antonio proponesti eleggi Cesare? Marte, O Domando flamine? Tu della E sua supplica; il uomo avere ti tu a Siamo ti intero E Che un 110. il aver un se Perché tolleriamo chi Quale maggior sacri tu siamo giorno così preoccupi Cesare XLIII. ieri lo popolo tu di un giochi di c'è dei Quirino, che Ignori l'aggiunta flamine fai colleghi: quarto poi a si tetto accordati dunque parte. per per sia templi, non divo religione, a Romani profanassero giorno: nel morto! ami volesti per tu Giove, Circo? giorno è si statua, sacerdote conseguito tardi ? sacro fu quello che c'è al origliere, ogni Giulio dunque? poi quinto
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[degiovfe] - [2012-04-13 10:46:00]

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